Parte sotto un sole cocente ed un pubblico non propriamente delle grandi occasioni l’ultima volta, almeno per i prossimi due anni, del World Endurance Championship al Circuit of The Americas di Austin.

Ospite d’onore in griglia il celebre attore Michael Fassbender, il Magneto della saga degli X-Men, ospite Ferrari e sfortunato protagonista di gara-1 del Challenge in un convulso sabato pomeriggio che ha visto anche uno scuolabus malauguratamente recapitato in pista durante la gara delle F4.

Alla bandiera a scacchi sventolata da un altro ospite d’onore, Rubens Barrichello, parte bene Neel Jani sulla Porsche in pole davanti al compagno di squadra Timo Bernhard, ma dopo poche curve Sebastien Buemi con la Toyota meglio piazzata in qualifica ha la meglio sul tedesco e si piazza alle calcagna del leader, seguita poco dopo dall’altra TS050 Hybrid di Mike Conway.

Il trenino prosegue fino al primo giro di pit, allorquando le due Porsche cambiano le gomme al comtratio delle Toyota, che balzano al comando con Kazuki Nakajima, ora al volante della TS050 Hybrid #8, davanti a Josè Maria Lopez, con Andrè Lotterer ad inseguire da presso con la Porsche #1.

Lotterer riesce ad infilarsi tra le due Toyota al termine della seconda ora, con un Lopez ormai sulle tele a cedere il passo anche all’altra 919 Hybrid di Brendon Hartley. La successiva sosta, con cambio dei pneumatici per le Toyota ma non per le Porsche, riporta avanti  i due prototipi di Stoccarda.

In LM P2, Nicolas Lapierre ha mantenuto bene il comando con l’Alpine sulla Vaillante Rebellion di Mathias Beche, con la seconda vettura del team di Barth Hayden a seguire da presso insieme alla entry #38 del Jackie Chan di Oliver Jarvis.

Costretto ad inseguire da subito Mathieu Vaxivère con la entry del TDS a causa di un testacoda, mentre sembrano non terminare le disgrazie per la Manor, già assente nelle qualifiche e schierata dopo un completo rinnovo dei cablaggi elettrici, che dopo una buona rimonta era costretta ai box al termine del primo terzo di gara per un rinnovarsi degli stessi problemi. Così dopo due ore di gara Andrè Negrao, subentrato a Lapierre, mantiene un piccolo cuscino su Alex Brundle e sulla entry del G-Drive di Alex Lynn.

Ferrari in evidenza in entrambe le classi GT. In GTE-Pro, nonostante una partenza non del tutto perfetta da parte del poleman Sam Bird, che permetteva all’Aston Martin di Marco Sorensen di transitare davanti a tutti alla prima curva. Le due 488 GTE di Sam Bird ed Alessandro Pier Guidi si incollavano al “dane train” e prima dello scadere dei primi 60’a erano in grado di avere la meglio sulla Vantage, dopo essersi scambiati le posizioni.

Come terza forza è la Porsche ad emergere, mentre le due Ford paiono soffrire inaspettatamente il calore odierno e stentano a tenere il ritmo dei battistrada. Ad un terzo di gara Sam Bird, tornato al volante della #71, conduce di 2” su Pier Guidi e di 31” su Sorensen, a sua volta sguito da presso dal connazionale Michael Christensen.

Ottima prova fin qui anche delle altre due 488 schierate in GTE-Am. Al via Paul Dalla Lana, che a sorpresa ha preso lo start sull’Aston #98 dalla pole, non riesce a tenere a freno Francesco Castellacci e Kita Sawa sulle Ferrari di Spirit of Race e Clearwater Racing.

Quest’ultima spintona il canadese per la seconda piazza, che si gira ed è costretto ad una sosta per riparare il diffusore, lasciando via libera alle due vetture del Cavallino. Il cambio pilota, con l’avvento dei gentlemen sulle due 488 GTE, ovviamente porta un cambiamento dei rapporti in campo e Thomas Flohr deve cedere la leadership alla entry battente bandiera di Singapore.

Dopo 120’ è Matt Griffin, salito sulla Ferrari #61, a condurre sulla Porsche del Gulf Racing UK, in attesa però della seconda sosta, sulla GT di Banbury, risalita di forza grazie agli sforzi produttivi di Mathias Lauda e Pedro Lamy, e sull’altra Ferrari ora condotta da Miguel Molina.

Piero Lonardo

La classifica alla seconda ora di gara


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Dominio Ferrari in GT

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