Nuova vittoria Porsche nel World Endurance Championship alla 6 Ore del Circuit of The Americas, sesta tappa della stagione. Brendon Hartley, Earl Bamber e Timo Bernhard riportano il quarto successo di fila con la 919 Hybrid #2.

Contrariamente però alle ultime prestazioni del Nurburgring e del Messico, stavolta la casa di Stoccarda se l’è dovuta sudare (e nell’assolato pomeriggio texano non sarebbe comunque difficile) nei confronti di una Toyota competitiva sia nel giro singolo che nella prestazione estesa allo stint.

Chiave di volta del duello contro le due TS050 Hybrid la strategia delle gomme, che ha permesso ai due prototipi giapponesi di rimanere a contatto per due terzi di gara, grazie anche ad una provvidenziale safety car, deployata dalla direzione gara a metà della durata per ripristinare le barriere colpite dalla Porsche del Gulf Racing UK.

Ad ogni modo, nessuno poteva permettersi di sbagliare, e così è stato, permettendo un uno-due deciso però nell’ordine di arrivo – unica pecca da imputare al team gestito da Andreas Seidl – a tavolino. L’equipaggio della Porsche che si fregia del #1, guadagnato da Neel Jani al termine della scorsa stagione, non ha nascosto un certo disappunto, ma il campionato è il campionato e la battaglia intestina finale del round tedesco ha lasciato spazio ad un arrivo in parata preceduto da un evidente scambio di posizioni.

Le due Toyota, che nei limiti del possibile hanno dato anche battaglia in pista, con un paio di duelli appena dentro il limite che hanno visto protagonisti Josè Maria Lopez e Kamui Kobayashi, terminano rispettivamente a 21” e 45”, dopo la penalità di 10” comminata alla TS050 Hybrid #7, giudicata rea di un contatto con la Oreca Manor di Jean-Eric Vergne.

Ora nel team nipponico si spera nel round di casa del Fuji, pista ancora diversa sostanzialmente dove dovrebbero essere disponibili alcune piccole novità preparate dallo shop di Hughes de Chaunac.

In campionato, Hartley e soci hanno quasi chiuso i giochi e conducono ora con ben 159 punti contro i 108 dei soli Kazuki Nakajima e Sebastien Buemi, stante l’assenza odierna di Anthony Davidson, sostituito per un unico stint, da Stèphane Sarrazin. Più largo ancora il divario tra i costruttori, 73,5 punti.

Prima vittoria stagionale per l’Alpine con Nicolas Lapierre, Gustavo Menezes e Andrè Negrao. Il team gestito da Philippe Sinault sulla pista texana ha dimostrato una superiorità netta, rimontando in scioltezza non una bensì due situazioni di svantaggio: la prima al deploy della già citata safety car, che ha annullato il robusto gap accumulato nella prima parte di gara, e la seconda nel finale, allorquando si è resa necessaria la sostituzione del cofano posteriore a 9 minuti dal termine per una luce non funzionante.

Il team ed il driver californiano, incaricato dell’ultimo stint, sono riusciti comunque a tenersi dietro le due Vaillante Rebellion e a non fallire il primo successo stagionale fra le LM P2 dopo la cavalcata trionfale della scorsa stagione. Completano la top five le altre due Oreca del Jackie Chan DC Racing, con i quasi vincitori di Le Mans a mantenere vivo il vantaggio in classifica generale, ora pari a 20 punti su Bruno Senna e Julien Canal, oggi terzi, dopo il passo falso del Messico.

Vittoria al cardiopalma in GTE-Pro per Alessandro Pier Guidi e James Calado, che tornano sul gradino più alto del podio dopo il successo del Nurburgring. Anche per la Ferrari #51 una vicenda parallela a quella dell’Alpine LM P2, con un robusto vantaggio di 37” dilapidato dalla safety car prima, ed un finale con una sosta extra per una foratura alla gomma anteriore destra a 7’ dalla bandiera a scacchi.

Fortunatamente il gap ha tenuto sulla Porsche di Michael Christensen e Kevin Estre, vera sorpresa della giornata, che chiudono a 5”6 dalla 488 GTE #51. Completa il podio l’altra Ferrari di Davide Rigon e Sam Bird, terminata a 31” dai battistrada, che ha pagato ancor più della vettura gemella la neutralizzazione in termini di strategia. A seguire le due Aston Martin, con i campioni Nicki Thiim e Marco Sorensen autori di una gara tutta d’attacco, a 35”.

Disperse le due Ford GT, accreditate dai favori della vigilia, ma alle prese con la difficoltà di mettere a terra i tanti cavalli dei loro turbo V6, dietro anche all’altra Porsche di Lietz e Makowiecki, bersagliata dalla direzione gara con due penalità, che col sesto posto odierno rosicchiano altri 2 punti ai leader di una classifica cortissima, Priaulx e Tincknell, che ora sentono il fiato dell’equipaggio della Porsche #92 e delle due Ferrari, rispettivamente a -6 e -7 punti.

Torna infine alla vittoria in GTE-Am l’Aston Martin di Pedro Lamy, Mathias Lauda e Paul dalla Lana. I due professionisti sono stati in grado di rimontare una sosta extra ed un giro di svantaggio per il contatto avvenuto nelle fasi iniziali – peraltro giudicato contatto di gara dalla direzione corsa – da parte della Ferrari del Clearwater Racing.

La Rossa con l’insegna del dragone terminerà a 50” grazie soprattutto al solito Matt Griffin, mentre l’altra 488 GTE di Spirit of Race si classifica terza a 3 giri nonostante una serie di penalità ed errori, conquistando il primo podio stagionale. Gara difficile per gli ex-capolista del Dempsey-Proton, che chiudono la classifica staccatissimi, dopo un problema tecnico che ha tenuto ai box la Porsche 911 in versione 2016 per l’ultima mezz’ora di gara.

E’ tutto per il Circuit of The Americas, che dopo la serie IMSA lascia per ora anche il WEC, il cui prossimo appuntamento è invece fra 4 settimane in terra giapponese, al Fuji.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 6 Ore del Circuit of The Americas


Stop&Go Communcation

Pier Guidi e Calado, trionfo Ferrari in GTE-Pro. Alpine ed Aston senza rivali in LM P2 e in GTE-Am

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2017/09/PLM3071-1024x682.jpg WEC – COTA, Finale: Porsche, quattro di fila con ordine di scuderia