L’Audi porta a casa un successo di misura alla 6 Ore del Circuit of The Americas, con la R18 e-tron Quattro di Allan McNish, Loic Duval e Tom Kristensen che taglia il traguardo del nuovo circuito di Austin con soli 23” di vantaggio sulla Toyota TS030-Hybrid di Sebastien Buemi, Stephane Sarrazin ed Anthony Davidson.

La lotta al vertice nella seconda metà di gara ha visto l’Audi #2 mantenere un vantaggio rassicurante, ma con la spada di Damocle rappresentata dalla Toyota, pronta ad assumere il comando dopo ogni sosta. Va detto che in Audi hanno optato per una tattica conservativa, cambiando le gomme ad ogni stop, viste anche le disavventure della #1, che dopo il contatti iniziali ha dovuto subire anche una penalizzazione dalla direzione gara per non avere rispettato i limiti di pista.

L’ultimo pit toccava ad Allan McNish e questa volta si trattava di fuel only. La sosta successiva di Stèphane Sarrazin, incaricato di portare la TS030-Hybrid al traguardo, ristabiliva le posizioni con un vantaggio di circa 26”. Ad ogni modo, aldilà del risultato finale, il prototipo nipponico ha dimostrato ancora una volta al COTA di avere un buon passo di gara, se non una velocità pura maggiore, così come minori consumi sia di carburante che di gomme, e questi fattori possono facilmente generare almeno una vittoria di tappa da qui alla fine della stagione.

Quarta piazza per la Lola Rebellion di Heidfeld, Beche e Nico Prost, in attesa del nuovo prototipo realizzato da Oreca (qui al COTA si sono visti spesso Hughes de Chaunac e Barth Hayden parlottare), che vedrà la luce appena in tempo per la prossima stagione. Nel frattempo, a titolo privati assicurato, come italiani speriamo inoltre di rivedere presto al volante della Lola-Toyota il nostro Andrea Belicchi.

Oreca G-Drive schiacciasassi in LM P2. Mike Conway, John Martin e Roman Rusinov hanno sbaragliato il campo dei concorrenti ancora una volta con una gara perfetta, bissando la vittoria di Sao Paulo ed avviandosi a larghi passi verso il titolo di categoria, anche se per ora davanti ci sono ancora i piloti del Pecom Racing, che agguantano anche qui un podio. Piazza d’onore per l’Oreca gestita da AF Corse di Kaffer, Perez Companc e Minassian, grazie soprattutto allo harakiri Oak Racing. I francesi dominatori di Le Mans quest’oggi non vanno oltre il sesto posto con Olivier Pla, David Heinemeier Hansson e Alex Brundle, a precedere le altre due vetture del team. Completa il podio la Lotus #32 di Holzer, Kraihamer e Charouz, in grado per una volta di tenersi lontano dai guai. Una buona iniezione di fiducia per il team dopo il disastro in partenza della vettura gemella.

In GT l’Aston Martin non perdona e torna alla vittoria in entrambe le classi. Nella GTE-Pro alla Ferrari non è riuscito il miracolo di Sao Paulo. Lo stesso Amato Ferrari ci aveva confidato che sarebbe stato ben difficile ripeterne le condizioni, tanto sono penalizzate dal BoP (Balance of Performance) le F458 nei confronti delle coupè inglesi. L’evento difficile da credere è che sono state battute non solo sul piano velocistico puro, nonstante l’impegno dei quattro driver AF Corse, ma anche sul piano dei consumi.

Onore quindi alla Aston #99 di Bruno Senna e Frederic Makowiecki, che a pari numero di stop, cinque, hanno potuto mantenere un vantaggio di 23” circa sulle due F458 di Bruni e Fisichella  e di Kobayashi e Vilander. Nota di merito soprattutto per il giapponese, che dopo un inizio incerto si sta ambientando alla grande nel mondo dell’endurance (sempre che Alonso non lasci libero anzitempo il sedile della F1 del cavallino…), autore del miglior giro in gara della categoria. Peccato quell’ordine di scuderia impartito nel finale per lasciar passare la #51, però c’è in ballo il titolo di categoria.

A seguire le due Porsche Manthey, con Lietz e Lieb davanti a Bergmeister e Pilet, la cui gara è stata compromessa dal problema iniziale, mentre non riescono a terminare la gara le altre due Aston, a riprova della durezza della gara.

E’ doppietta Aston invece in GTE-Am, con l’equipaggio composto da Jamie Campbell-Walter e Stuart Hall davanti di un nulla, dopo un sorpasso nelle ultimissime fasi di gara, all’equipaggio tutto danese Thiim-Nygaard-Poulsen. Niente podio purtroppo per la Ferrari 8 Star, quarta ad un giro dietro alla Porsche dell’IMSA Performance Matmut di Narac, Vernay e Bourret.

Il mondiale FIA WEC si trasferisce ora al Fuji il 20 ottobre, dove vedremo nuovamente due Toyota contro due Audi.

Piero Lonardo

La classifica finale


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