Sotto una temperatura ideale per il pubblico, che però come sempre latita sulla pista del Bahrain, è partita l’ultima tappa del World Endurance Championship 2017.

Tra le tante personalità in griglia si segnalano, oltre alle tante vecchie glorie del motorsport, Mansour Ojjeh e soprattutto Fernando Alonso, che dopo la partecipazione quale marshal onorario alla 24 ore di Le Mans 2014, è atteso al rookie test domani con la Toyota LM P1.

Tanta emozione anche sin ambito Porsche per l’ultima della 919 Hybrid, con lacrime di commozione di tanti, fra cui quelle del neoacquisto della Toro Rosso F1, Brendon Hartley, neocampione FIA WEC, e del progettista Fritz Enzinger.

Al pronti via scattano bene le due Porsche, con la 919 Hybrid di Timo Bernhard svelta ad avere la meglio sulla Toyota di Mike Conway che gli partiva davanti, dietro al battistrada Neel Jani. Dopo poche curve però la corsa viene smorzata dalla safety car, chiamata in causa per l’abbattimento del piloncino a protezione della curva 13. Quel piloncino viene ritrovato sotto l’anteriore della Porsche #2, costretta ad una sosta extra che riportava Bernhard in fondo al gruppo.

Tra le LM P2, buono l’avvio di Nicolas Lapierre con l’Alpine in pole, ma presto si intuiva che erano le due Oreca della Manor a poter segnare il passo, con Vitaly Petrov che risaliva sino alla testa della categoria poco dopo la mezz’ora. Anche Bruno Senna era on the move, e riprendeva Jean-Eric Vergne, passato con le cattive per la terza posizione poco dopo l’ora di gara, ponendosi così alle spalle di Oliver Jarvis e della entry #38 del Jackie Chan DC Racing.

Con questo risultato l’equipaggio della Rebellion #31 potrebbe laurearsi campione di classe, ma la direzione di gara ha deciso di assegnare 5” di penalità per il succitato sorpasso. L’Alpine nel frattempo è scivolata improvvisamente nelle retrovie.

Cavalcata vincente nelle prime fasi per la Ferrari con Sam Bird alla guida. Si tratta della 488 GTE peggio piazzata in classifica di GTE-Pro, ma Davide Rigon può ancora sperare nella matematica, specie dopo la splendida pole di ieri.

Dietro la rossa #71 svetta subito al via Harry Tincknell con la Ford, contender ben più pericoloso in classifica generale, che ha presto la meglio sull’Aston di Johnny Adam. Alessandro Pier Guidi e James Calado dopo 60’ sono in quarta posizione proprio dietro alla GT #67, ripassato al pit dall’Aston Martin.

Le Porsche sono però in agguato e con l’oscurità potrebbero dire la loro. Da segnalare infine il contatto fra connazionali con Marco Sorensen che si gira, fortunatamente senza particolari conseguenze, a causa della Rebellion di David Heinemeier Hansson.

Miglior fortuna per le Aston Martin in GTE-Am, con Mathias Lauda impegnato a difendere la leadership in classifica. L’austriaco non è scattato benissimo al via dalla pole, ed è infatti la Ferrari del Clearwater Racing, con Keita Sawa, a condurre sulla Porsche di Christian Ried e all’altra 488 di Francesco Castellacci.

Lauda poco dopo impegna una lunga battaglia con la Porsche del Dempsey Proton e dopo la prima sosta l’Aston #98 si invola al comando mentre Weng Sun Mok scivola in terza posizione dietro la Porsche dello scorso anno.

Piero Lonardo

La classifica alla prima ora di gara


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Alonso in griglia pronto per il rookie test con la TS050 Hybrid

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2017/11/PLM7132-1024x682.jpg WEC – Bahrain, Start: Toyota davanti, ma lotta aperta per il primato in gara