Inizio col botto della 6 Ore del Bahrain, ultimo atto del FIA WEC 2015. Dopo il doveroso minuto di silenzio per ricordare le recenti vittime di Parigi, le due Porsche 919 Hybrid in prima fila partono senza problemi, con Timo Bernhard che precede Romain Dumas e le due Audi R18 e-tron quattro di Locas di Grassi, che presto ha la meglio sul compagno di squadra Marcel Fassler.

Le prestazioni velocistiche dei due prototipi di Stoccarda però paiono non bastare a tenere dietro gli scatenati equipaggi della casa dei quattro cerchi, e ben presto Dumas deve cedere la seconda piazza al brasiliano.

Tra le LM P2, Nick Tandy si avvantaggia di una indecisione allo start del poleman Tom Dillmann sull’Alpine Signatech e transita subito al comando con l’Oreca 05 del KCMG, precedendo i rivali del G-Drive Sam Bird e Luis Felipe Derani, cha a loro volta hanno avuto la meglio sulla barchetta francese.

In GTE-Pro, parte bene Toni Vilander, che mantiene la leadership sulle Aston Martin di Johnny Adam e Nicki Thiim. Il neocampione IMSA Patrick Pilet però avanza presto e conquista prima la piazza d’onore e poi, dopo circa 19’, la testa della categoria con la Porsche 911 RSR #92.

In GTE-Am, partono male le due Aston Martin in prima fila ed è Paolo Ruberti con la Corvette Larbre a precedere le due Ferrari di Andrea Bertolini ed Emmannuel Collard, ma un Pat Long scatenato si porta presto dietro i nostro portacolori con la Porsche del Dempsey-Proton.

Colpo di scena alla mezz’ora, allorquando Timo Bernhard, in testa alla gara, rallenta di colpo e deve portarsi ai box. Vi rimarrà circa 9’, 4 giri, pare per un problema all’attuatore, rimettendo in discussione il titolo piloti. Dopo il primo giro di pit sono quindi le due Audi infatti a condurre, con Di Grassi davanti di 7” ad Andrè Lotterer e di 13” a Dumas.

Nel corso della seconda ora, Lotterer si avvicina al brasiliano per concretizzare un sorpasso che potrebbe valere un titolo, ma ci sarà un nuovo cambio al comando dopo il secondo pit, con Loic Duval, subentrato a Di Grassi, a condurre con 7” di vantaggio su Lotterer e 23” su Marc Lieb, ora sulla Porsche #18, mentre a Sakhir sono già state accese le luci artificiali.

Tra i privati, a titolo ricordiamo già assegnato, le due Rebellion R-One procedono in scioltezza, con la #12 e Nicolas Prost sulla vettura gemella del giovanissimo Matheo Tuscher.

In LM P2 Tandy porta al pit l’Oreca del KCMG ancora in testa nonostante qualche problema di doppiaggio. Matthew Howson, salito in sostituzione del vincitore di Le Mans, si ritrova dietro Roman Rusinov, ma ha presto la meglio, riagguantando allo scadere della prima ora la leadership. Terza piazza per l’Alpine Signatech, che rinvenuta dietro i due combattenti per il titolo di categoria fino ad agguantare la seconda piazza.

In GTE-Pro ad un terzo di gara Patrick Pilet, rientrato sulla 911 di testa su Frederic Makowiecki, continua condurre ora di fatto – l’Aston Martin di Marco Sorensen deve ancora effettuare il scondo pit – sulle due Ferrari AF Corse. Da segnalare al riguardo la rimonta di James Calado e Davide Rigon, con l’inglese risalito dal fondo dello schieramento nonostante anche una toccata con la BR01-Nissan di Nic Minassian.

In GTE-AM infine, è l’Aston Martin, ora nelle mani di Paul Dalla Lana, anche qui in attesa della seconda sosta, sulla Ferrari di AF Corse e alla Corvette Larbre, con l’altra Porsche del Dempsey-Proton scivolata al quarto posto, così come l’altra Aston ora con Roald Goethe al volante, fanalino di coda.

Piero Lonardo

La classifica alla seconda ora di gara


Stop&Go Communcation

KCMG all’assalto in LM P2, Ferrari in lotta tra le GTE-Pro

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2015/11/Start3.jpg WEC – Bahrain, Start: Problema per Bernhard, due Audi davanti