Momenti particolari prima dello start della 6 Ore del Bahrain, atto finale del World Endurance Championship 2016. Attimi di commozione per l’ultima gara dell’Audi in endurance e segni di gratitudine diffusa per gli splendidi 18 anni di successi condivisi con i vari competitor, particolarmente con gli uomini Toyota, di cui gran parte ricordiamo hanno condiviso epiche battaglie anche negli anni precedenti l’impegno del costruttore giapponese con le divise Peugeot.

La dipartita della casa di quattro cerchi è stata onorata da un giro di addio a precedere il giro di formazione vero e proprio, con le due R18 a condurre il plotone, seguite con lacrime di commozione dal deus ex-machina della macchina sportiva Audi, il Dr.Wolfgang Ullrich e del team manager, l’altrettanto mitico Reinhold Joest.

Ma oggi è gara di addio anche per Mark Webber, raggiunto in griglia dal connazionale Daniel Ricciardo, oltre che per il plotone delle LM P2, che dal prossimo anno cambieranno come noto specifiche tecniche.

Al via scatta bene dalla pole position Loic Duval e tiene dietro le due Porsche di Neel Jani e Timo Bernhard, che invertono le posizioni, con lo svizzero a caccia del titolo insieme all’equipaggio della 919 Hybrid #2, a precedere i campioni in carica. Poco dietro, Kamui Kobayashi passa Audi #7 di Marcel Fassler, che resiste all’altra Toyota di Sebastien Buemi.

Tra le LM P2, Bruno Senna con la Ligier dell’RGR by Morand guadagna spazio sull’Oreca Manor di Alex Lynn e transita secondo dietro l’Alpine che ha ereditato la pole position dalla entry del G-Drive, la quale inizia subito la rimonta dal fondo dello schieramento cui era stata relegata per un’irregolarità ai condotti dei freni anteriori post qualifiche. Bene le due Ligier dell’Extreme Speed, con il neocampione ELMS Giedo van der Garde a precedere Pipo Derani in terza e quarta piazza.

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Gianmaria Bruni alla prima curva ha la meglio delle due Aston che occupavano la prima fila e conduce sul capoclassifica della GTE-Pro, Nicki Thiim e sul teammate Darren Turner, mentre in GTE-Am, Ricky Taylor sulla Corvette Larbre scatta in testa sulla Vantage #98 in pole di Pedro Lamy e sulla Ferrari di Emmanuel Collard, che ricordiamo deve solamente compiere il 70% della distanza per aggiudicarsi il trofeo della categoria.

Passano giusto 5 minuti e Marcel Fassler ingaggia uno spettacolare duello con la Toyota #6, recuperando la quarta piazza su Kamui Kobayashi per andare a caccia delle Porsche, che poi raggiunge e supera alla mezz’ora di gara. Timo Bernhard cerca di vendere cara la pelle ma Neel Jani cede facilmente, in crisi di gomme sull’abrasivissimo asfalto del circuito di Sakhir, per un’accoppiata di testa ora tutta Audi.

Il primo colpo di scena al minuto 53. Poco dopo il primo pit-stop, Neel Jani si tocca in fase di doppiaggio con la Porsche del KCMG condotta da Christian Ried all’uscita della curva 8 e rimedia la foratura della posteriore sinistra. Immediata sosta ai box e perdita di 2 giri dei leader della classifica piloti, che allo scadere della prima ora procedono in settima posizione, dietro alla Rebellion, anch’essa all’ultima apparizione, leader delle P1 private, e davanti alla CLM del ByKolles, regolarmente al via dopo aver saltato le qualifiche.

Dopo la prima sosta, sempre Alpine con un robusto vantaggio fra le LM P2 davanti a Bruno Senna e ad Alex Lynn, che ha da poco ripreso la terza piazza sulla Ligier di Giedo van der Garde, meglio uscito dalla sosta rispetto anche al compagno di squadra Pipo Derani e su un Renè Rast in versione cavalcata epica.

Gianmaria Bruni ha invece ceduto poco prima della sosta la leadership della GTE-Pro, che ora vede il coequipier del romano James Calado dietro l’Aston di Johnny Adam ma davanti a Nicki Thiim; a seguire la Ford di Harry Tincknell e l’altra Ferrari con Sam Bird.

Il comando della GTE-Am dopo 60′ di gara è infine appannaggio della Porsche del KCMG, che non ha ancora effettuato lo stop, davanti all’altra RSR del Gulf Racing UK e alla Corvette Larbre, con il gentleman Romain Brandela che ha ereditato il volante al termine di uno stint spettacolare da parte di Ricky Taylor.

Piero Lonardo

La classifica alla prima ora di gara

 


Stop&Go Communcation

La Porsche #2 costretta ad inseguire per una foratura

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2016/11/Start-2.jpg WEC – Bahrain, Start: Le due Audi onorano al meglio la gara d’addio