Ancora una vittoria delle Toyota TS040-Hybrid alla 6 Ore del Bahrain, settima prova del WEC.

Alexander Wurz, Stephane Sarrazin e Mike Conway hanno conquistato la prima vittoria stagionale con la Toyota TS040-Hybrid. Niente doppietta questa volta per la casa giapponese, e Porsche assolutamente performante sulla distanza, capace di assicurarsi il resto del podio, con Neel Jani, Marc Lieb e Romain Dumas e con Mark Webber, Brendon Hartley e Timo Bernhard, ad un giro dal leader, dopo un rifornimento a tempo di record durante la seconda brevissima (circa 1’) Full Course Yellow da parte della Toyota in testa aveva fugato ogni dubbio su tattiche e distacchi.

titolo

A seguire le due Audi R18 e-tron quattro con i vincitori di Le Mans, Treluyer/Fassler/Lotterer, quarti, che nonostante il danno all’alternatore accusato dalla seconda Toyota, debbono cedere ogni speranza di titolo alla coppia della Toyota #8. Anthony Davdison e Sebastien Buemi saranno classificati 11mi a 18 giri, ma tanto basta per aggiudicarsi il titolo piloti con una gara di anticipo. Il titolo costruttori invece vede ancora matematicamente in lizza anche Audi.

Dietro l’altra Audi oggetto di due ricostruzioni in un weekend di Duval/Kristensen/Di Grassi le due Rebellion R-One. Velocità pura al top per le due LM P1-L made in Oreca, con la #13 di Andrea Belicchi, Dominik Kraihamer e Fabio Leimer per la seconda volta nel 2014 davanti ai compagni di squadra dopo il Fuji.

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Tempi sul giro e soprattutto consumi ancora non all’altezza della concorrenza, ma sappiamo che il budget del team di Barth Hayden rispetto a quello dei costruttori è ben diverso. Subito ko invece la terza iscritta in categoria, la Lotus CLM P1/01-AER per una defaillance al cambio.

KCMG2

Finale drammatico in LM P2. Mentre l’Oreca-Nissan del KCMG di Matthew Howson, Richard Bradley e Alexandre Imperatori si rifaceva della sfortuna nella gara di casa e conquistava la seconda vittoria stagionale davanti all’altra Oreca-Nissan dell’SMP Racing condotta da Anton e Kirill Ladygin e Viktor Shaitar, risalita dopo il problema alla carrozzeria nelle prime fasi di gara, l’altra barchetta del team russo veniva colpita a 42’ dalla fine dall’Audi #1, con Nic Minassian che carambolava addirittura sul compagno di squadra.

A fronte di questo contatto però la direzione gara assegnava incredibilmente uno Stop&Go all’Oreca #27. Dopo la penalità però non finivano i guai per lo sfortunato francese, che a poco più di 12’ dalla fine accusava una perdita di olio dal cambio e si doveva ritirare.

Gradino più basso del podio quindi a sorpresa per la Morgan-Judd iscritta dall’Oak Racing per Mark Patterson, Keiko Ihara e David Cheng, con la Ligier-Nissan del G-Drive di Julien Canal, Roman Rusinov e Oliver Pla che non solo si potranno giocare il tutto per tutto fra due settimane ad Interlagos, ma che vanteranno anche un minimo vantaggio di 8 punti, nonostante le noie tecniche odierne, su Sergey Zlobin.

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Spettacolo come sempre in GT, con Toni Vilander e Gianmaria Bruni che dopo il ko di Shanghai si aggiudicano la gara e, con una gara di anticipo, il titolo piloti e quello a squadre per AF Corse. La coppia italo-finlandese è stato autrice ancora una volta di una gara tutta all’attacco, che li ha visti primeggiare alla fine di soli 1”876 sulla Aston Martin di Stefan Mucke e Darren Turner, che ancora una volta non sono riusciti a ripetere l’ottima prestazione in qualifica.

Completa il podio la seconda Ferrari di Davide Rigon e James Calado che, come la Toyota al comando ha approfittato della seconda brevissima Full Course Yellow, esposta dalla direzione gara per eliminare dalla traiettoria un “birillo” portato in pista durante un contatto precedente tra l’altra F458 8Star di Gianluca Roda e l’Aston Martin di Alex MacDowall per anticipare l’ultimo pit-stop e mettersi definitivamente dietro le due Porsche 911 RSR.

Ancora in ballo invece la classifica costruttori tra Ferrari e Porsche, con 26 punti di vantaggio a favore del Cavallino.

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L’Aston Martin si rifà ancora una volta in GTE-Am, con David Heinemeier-Hansson e Christian Poulsen che si aggiudicano gara e titolo piloti con un Nikki Thiim assolutamente imprendibile e che appare già pronto per un migliore proscenio.

Niente da fare per Michele Rugolo, Stephen Wyatt e Andrea Bertolini che, partiti dal fondo dello schieramento, hanno portato la F458 AF Corse #81 al secondo posto precedendo l’altra Aston di Lamy/Nygaard e Dalla Lana. Con questo risultato la casa di Banbury si aggiudica la classifica a squadre della categoria.

L’appuntamento è fra due sole settimane sul circuito di Interlagos, per il season finale del WEC 2014.

Piero Lonardo

La classifica finale


Stop&Go Communcation

Bruni e Vilander campioni in GT con AF Corse. Tutto da decidere in LM P2

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2014/11/Toy7_N.jpg WEC – Bahrain, Gara, Finale: Toyota, vittoria e titolo piloti!