Porsche, al termine della 6 Ore del Bahrain, aggiunge al titolo costruttori WEC 2015 anche il titolo piloti per Mark Webber, Brendon Hartley e Timo Bernhard.

L’ultimo atto del campionato, che riporta, al secondo anno dal ritorno, la casa di Stoccarda sul tetto delle competizioni endurance, non è stata però una passeggiata.

Dei problemi nella prima parte di gara dell’equipaggio campione abbiamo già scritto in precedenza, ma l’Audi non è riuscita ugualmente ad aggiudicarsi né la vittoria di tappa, né tantomeno quel titolo piloti che sembrava tornato alla portata di Marcel Fassler, Andrè Lotterer e Benoit Treluyer, che alla fine si sono dovuti accontentare della seconda piazza, cedendo anche la vittoria della gara di Sakhir all’altra Porsche di Neel Jani, Marc Lieb e Romain Dumas.

Porsche18N

Entrambe le R18 e-tron quattro hanno dovuto soffrire nella seconda parte di gara. Prima è toccato alla capolista #8, ferma ai box nel corso della terza ora di gara dopo una esplosione di fumo in frenata tale da far pensare ad un disco freno. In seguito Lotterer & c., dopo aver ceduto la prima posizione ad un arrembante Marc Lieb, hanno dovuto soffrire con un problema alla ruota posteriore destra che pareva aver tolto loro ogni velleità di successo finale.

Ma non era ancora finita, perché Mark Webber, incaricato di portare al traguardo la Porsche titolata, doveva prima fermarsi ai box nel corso della quinta ora per un apparente nuovo problema al sistema ibrido, e, dopo questa sosta di circa 5’, nel finale rallentava vistosamente più volte lungo il circuito, presumibilmente sempre per lo stesso problema. Fortunatamente l’australiano riusciva nell’impresa e con la quinta piazza finale riusciva ad aggiudicare, per sè e per i compagni, il titolo piloti 2015, con appena 5 punti di vantaggio.

Ulteriore chiodo sulla bara Audi nel finale per Lucas di Grassi, Loic Duval e Oliver Jarvis, sotto forma di una penalità di 3’ – rarità per la casa dei quattro cerchi – per aver montato un set sbagliato di gomme all’ultimo pit, penalità che spalancava definitivamente il podio (solo il secondo dell’anno dopo Silverstone) alla Toyota TS040-Hybrid, che celebrava così in modo più che degno l’addio alle corse di Alexander Wurz, terzo al traguardo con Mike Conway e Stephane Sarrazin.

reb13

Avvincente come non mai, nonostante le sole tre vetture iscritte, anche la gara delle P1 private, con le due Rebellion, agevolmente al comando nella prima metà di gara, costrette a cedere il comando alla CLM P1/01 del Team By Kolles a causa di problemi ai freni anteriori per la #12 e prima ancora elettrici alla #13. Purtroppo per Pierre Kaffer e Simon Trummer, anche la P1 austriaca soffriva nel finale di problemi di frenata, tanto da andare vistosamente lunga alla prima curva, sfiorando il crash. Alla fine è vittoria con un giro di vantaggio per Alexandre Imperatori, Dominik Kraihamer e Matheo Tuscher.

Gdrive26b

In LM P2 non è riuscita l’impresa al KCMG, che dopo un arrembante avvio di gara ha dovuto cedere prima alla Alpine Signatech, ricacciata indietro nel corso della terza ora da un contatto con la Toyota #1, poi proprio ai neocampioni del G-Drive, che concretizzano l’impresa fallita lo scorso anno con Roman Rusinov, Julien Canal e Sam Bird. Terza piazza finale per l’altra Ligier del team russo, con un sorpasso all’ultimo giro di Pipo Derani proprio sull’Alpine di Nelson Panciatici.

Porsche92

Non è riuscita l’impresa nemmeno alla Ferrari in GTE-Pro. Se il titolo piloti era già a portata di Richard Lietz, il titolo costruttori, grazie ai 5 punti di vantaggio della vigilia, era un‘impresa possibile. Purtroppo in gara l’altra 911 RSR di Patrick Pilet e Fred Mackowiecki si è dimostrata di un altro pianeta, conquistando presto la leadership per non mollarla fino alla bandiera a scacchi davanti ai campioni uscenti Gianmaria Bruni e Toni Vilander.

La perdita di una ruota sulla F458 di James Calado e Davide Rigon, fino a quel momento ancora una volta assolutamente all’altezza, ha invece vanificato la rincorsa al titolo costruttori del cavallino rampante, grazie anche al quinto posto di Richard Lietz, neocampione della categoria, e Michael Christensen, autori di una gara attenta e di conserva. Completa il podio l’Aston Martin di Darren Turner e Jonny Adam.

Aston98

Nessun problema invece per Andrea Bertolini, Aleksey Basov e Viktor Shaytar in GTE-Am, che si aggiudicano il titolo con la Ferrari dell’SMP Racing. E’ bastato il quinto posto per la squadra russa, mentre la vittoria di tappa va all’Aston Martin di Mathias Lauda, Pedro Lamy e Paul Dalla Lana davanti alle due Porsche Proton di Klaus Bachler, Marco Mapelli e Khaled AlQubaisi davanti alla #77 orfana di patrick Dempsey portata in gara da Christian Ried, Marco Seefred e Patrick Long.

smp

E’ tutto per il FIA WEC 2015. L’appuntamento con l’endurance mondiale è con i test collettivi, il classico Prologue di fine marzo a Le Castellet.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 6 Ore del Bahrain


Stop&Go Communcation

Non riescono le rincorse di KCMG e AF Corse in LM P2 e GTE-Pro

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2015/11/poduim.jpg WEC – Bahrain, Finale: Porsche, vittoria e titolo!