Il via della 6 Ore del Bahrain prende il via senza particolari incidenti. Alexander Wurz con la Toyota TS-030 Hybrid passa subito secondo alla prima curva passando Marcel Fassler con l’Audi e-tron quattro #1. Allan McNish con l’altra Audi forte della pole, riesce invece a proseguire davanti al gruppo per altri 7 giri, ma in seguito deve cedere all’austriaco e al suo miglior passo di gara, approfittando del doppiaggio di una delle due Corvette Larbre in fondo al rettilineo.

Harold Primat, che è partito dal fondo dello schieramento con il muletto del team Rebellion, ricostruito a tempo di record nella giornata di ieri, e che dovrà essere schierato alla Petit Le Mans, spinge da dietro Fabien Giroix con la Lola P2 del Gulf Racing Middle East. Il francese si gira ma può riprendere dopo essere transitato dai box per sostituire la posteriore destra, bucata nell’impatto. Nessun provvedimento per Primat, salvo un’ammonizione mediante bandiera bianca e nera.

Mentre Wurz prende velocemente il largo, l’Audi di McNish registra un problema al proiettore sinistro, ma prima ancora che lo scozzese venga richiamato ai box per la sostituzione, va largo e viene passato anche da Fassler per la seconda piazza.

Dopo 45’ di gara la Toyota effettua il primo pit stop e Wurz cede il volante a Nicolas Lapierre. Poco dopo Allan McNish viene richiamato ai box dalla direzione gara con bandiera nera e arancio per la riparazione del muso. Lo scozzese confesserà anche problemi di freni al posteriore che hanno agevolato i due sorpassi ai suoi danni. Al termine della prima ora quindi la Toyota conduce con 24” di vantaggio su André Lotterer e di 1’07 su Neel Jani che è anche il primo dei privati sulla Lola Rebellion #12.

Tra le P2, il comando è stato inizialmente preso dalla Morgan-Nissan Oak di Olivier Pla, che al via ha avuto la meglio su  Nicolas Minassian con l’Oreca del Pecom Racing ed sulla HPD Starworks del poleman Stèphane Sarrazin, il quale ha presto la meglio su Minassian, ma non riesce ad appropriarsi della testa della categoria.

Ancora una volta dopo il Brasile problemi per l’Oreca dell’ADR-Delta che lamenta problemi alla sospensione anteriore. Noie anche per la Zytek del Greaves Motorsport, costretta ad una prima sosta imprevista ad inizio gara per problemi elettrici ed un ulteriore stop obbligatorio per sistemare un faro. Sfortuna immediata anche per la seconda Morgan di Dominik Kraihamer, che perde la posteriore destra mentre era in lotta con la Lotus di James Rossiter per la quinta posizione in LM P2 e termina nella sabbia. Obbligatorio l’intervento del carro attrezzi per riportarla ai box.

Dopo un’ora di gara, grazie al gioco dei pit ,davanti a tutti c’è a sorpresa James Rossiter con la Lotus che grazie ad uno stint veloce ha ereditato la prima piazz, davanti a Jacques Nicolet con la Morgan dell’Oak Racing e a Pierre Kaffer sulla Oreca del Pecom Racing.

In GT, gran battaglia, ai limiti del regolamento, tra Richard Lietz e Olivier Beretta per la terza piazza in GTE-Pro, con continui sorpassi fino alla prima sosta della Porsche. Il primo pit è però appannaggio – dopo solo 45’ – di Giancarlo Fisichella e della Ferrari #51. Il buon passo di gara dell’altra F458 AF Corse di Beretta e Bertolini, seconda senza rifornire dietro Darren Turner a 38” dall’Aston Martin, smentisce però problemi di consumo derivante dalle penalizzazioni imposte dalla serie (serbatoio delle Ferrari ridotto di 5 litri) dopo le due recenti vittorie della rossa a Silverstone e a San Paolo.

AF Corse domina invece tra le GTE-Am, con la entry condivisa con Waltrip Racing, nettamente al comando sulla Porsche di Felbermayr. Da segnalare il crash della Corvette Larbre #70 di Cristophe Bourret, che esce e sbatte duro alla curva 3, costringendo il team ad un duro lavoro di ricostruzione dell’anteriore, similmente a quanto accaduto a Jan Magnussen al Virginia Raceway poche settimane or sono.

Piero Lonardo

La classifica dopo la 1a ora


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