Tanto tuonò che piovve. Nell’annuale conferenza di presentazione dei piani futuri dell’IMSA, svoltasi nella nottata italiana nella cornice di Road America, è stata annunciata la separazione tra le DPi e LM P2 per la stagione 2019 del WeatherTech SportsCar Championship.

Questa la più eclatante tra le news fornite dal presidente dell’IMSA, Scott Atherton, durante la cosiddetta “State of the series”, per la stagione del cinquantenario dell’ente patrocinatore della serie. Una modifica nata dalle lamentele del paddock, soprattutto dei costruttori, Mazda ed Acura in testa, che hanno poco gradito i recenti exploit di JDC-Miller e CORE Autosport.

La classe LM P2, i cui telai saranno eleggibili sino a tutto il 2021, non fungerà più da benchmark per le prestazioni delle DPi e diventerà una vera e propria classe Pro-Am, e nella composizione degli equipaggi non verrà permesso più di un pilota platinum, al contrario della DPi, che diventerà pertanto una classe All-Pro. I piloti bronze e silver meglio piazzati durante la stagione concorreranno per il Trueman Award, che garantirà un invito automatico alla 24 Ore di Le Mans del 2020.

Stagione che consterà delle medesime venue del 2018, con il solo spostamento in avanti di una settimana della gara di Laguna Seca. Per il resto, durate e composizioni di classi immutate. Per venire incontro alle esigenze dei team impegnati tra le GTD, che chiedevano la riduzione delle gare da 11 a 10, è stata trovata una soluzione salomonica, con la creazione della Michelin Sprint Cup.

In pratica, come per la North American Endurance Cup, è stato creato un campionato nel campionato, che comprenderà le sole 7 gare di durata standard di 2 ore e 40 minuti. Unica differenza rispetto alle altre classi: chi vorrà partecipare alla classifica finale del WeatherTech, potrà saltare la gara di Detroit, valida invece per la Sprint Cup. Qualifiche e start della categoria saranno inoltre riservati ai soli piloti bronze e silver.

Un aspetto molto sentito nel paddock e che riguarda da vicino la classe GTD è sempre stato il ranking dei piloti. Come più volte paventato, l’IMSA si arrogherà, mediante l’istituzione di una commissione apposita, il diritto di “rivalutare” ad inizio stagione il ranking assegnato dalla FIA, in funzione dei risultati ottenuti.

Nulla di nuovo invece per la classe GTLM, che, vedrà l’omologazione degli attuali telai protrarsi sino a tutto il 2019. Ampio spazio poi al nuovo accordo televisivo che porterà la serie dalla Fox ai canali della piattaforma NBC.

Svelate infine le schedule delle serie di contorno, la Michelin Pilot Challenge (ex Continental Tire Sports Challenge, in onore al nuovo sponsor) e l’IMSA Prototype Challenge, che dal 2019 sarà limitata alle sole LM P3. Quest ultime saranno protagoniste anche della SportsCar Encore at Sebring, in programma dal 9 all’11 novembre prossimi.

Alla nuovissima appendice fuori classifica, in pratica una versione statunitense della Road to Le Mans della durata però di 4 ore, saranno ammesse, oltre ai prototipi entry level, le GTD, le GT4 di omologazione SRO e le TCR, con il solo divieto di schierare tra gli equipaggi, composti da due o tre piloti, nessun driver platinum ranked.

Inutile dire che la separazione tra DPi ed LM P2 costituisce un ulteriore scossone, l’ennesimo, a quella politica di finto allineamento in essere tra ACO ed IMSA, a tutto vantaggio ancora una volta di quest’ultima, che può vantare la bellezza di quattro costruttori nella propria classe top.

Piero Lonardo

Il calendario del WeatherTech SportsCar Championship 2019


Stop&Go Communcation

Schedule confermata nell’anno del cinquantenario IMSA. Nasce la Michelin Sprint Cup per le GTD

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2018/08/IMSA50.jpg USCC – Separazione tra DPi ed LM P2 nel 2019!