Il finale della 62ma edizione della 12 Ore di Sebring lascerà sicuramente l’amaro in bocca ai puristi dell’endurance. Similmente a quanto accaduto a Daytona, il finale è stato falsato da una gestione a dir poco approssimativa delle bandiere gialle da parte della direzione gara; fortunatamente questa volta, a differenza di quanto accaduto in gennaio, il risultato sportivo è stato chiaro.

Festeggia la vittoria quindi il team Ganassi che ha portato le sue Riley-Ford EcoBoost DP ad una competitività assoluta nel giro di pochi mesi dal debutto, permettendo a Scott Pruett, Memo Rojas e Marino Franchitti di salire sul gradino più alto del podio. “Per il team fino ad oggi non ci sono state festività, solo giornate di 14 ore di lavoro” ha infatti commentato Pruett, che con questa vittoria diventa il pilota più titolato dell’endurance a stelle e strisce.

L’unità sviluppata da Roush Yates si è dimostrata infatti estremamente affidabile ed il lavoro ai box è stato impeccabile. Un po’ di fortuna non è mancata, è vero, ma sembra evidente che il trend del Tudor United SportsCar Championship, di cui Sebring rappresentava la seconda prova, è più improntato allo spettacolo (e all’audience televisivo, garantito da FoxSports) della defunta American Le Mans Series. Il gran finale di Marino Franchitti ha completato l’opera.

Seconda piazza per l’HPD ARX-03b dell’Extreme Speed di Ryan Dalziel, Scott Sharp e David Brabham. 4”8 di distacco dopo 12 ore di gara, anche se frutto anche di un’ultima caution che ha ricompattato tutto il gruppo dei primi nell’ultima ora di gara, sono nulla e riportano alla memoria le 6 ore del WEC. Peccato per la vettura gemella, con van Overbeek che all’inizio dell’ultimo quarto di gara andava a centrare l’Audi R8 di Bryce Miller e alla fine termina solo quinta.

Peccato anche per la Corvette DP dell’Action Express di Sebastien Bourdais, Christian Fittipaldi e Joao Barbosa, solo terzi all’arrivo, anche se dal vivo è sembrato che non vi poteva essere lotta sul giro singolo quest’oggi contro la maggior potenza dei motori Ford. Alla fine infatti i veri delusi dovrebbero essere proprio i compagni di squadra dei vincitori, Scott Dixon, Sage Karam e Tony Kanaan, sesti col ragazzino campione Indy Lights che dimostra il piglio del combattente e si è permesso sorpassi “di puro pelo” a veri campioni come Bourdais e Brabham. All’equipaggio della #02 rimane comunque la soddisfazione del primato assoluto nel North American Endurance Championship (NAEC), che assegna punti in base alla posizione a determinate fasi di gara; per Sebring erano previsti punteggi per le posizioni alle 4, 8 e 12 ore.

Completa infine la top five dei Prototypes l’equipaggio dell’Oak Racing, quarti con Olivier Pla, Alexander Brundle e Gustavo “tigrillo” Yacaman. Delusione Muscle Milk, definitivamente out a tre quarti di gara, così come la DeltaWing, che dichiarava il definitivo forfait dopo una toccata alla curva 7 con una GT, dopo aver patitto grossi problemi di visibilità durante tutta la parte in notturna.

Il finale della gara della GTLM ricalca il copione della categoria regina, regalando una insperata vittoria alla Porsche 911 RSR di Michael Christensen, Joerg Bergmeister e Patrick Long. L’equipaggio di Stoccarda “si è fatto largo nel gruppo” in tutti i sensi, e deve sicuramente ringraziare una penalità non solo non contestata ma addirittura assegnata ad un’altra vettura, vale a dire la Porsche GTD dell’Alex Job Racing. Anche qui meno di 2” separano i primi due gradini del podio, con la piazza d’onore strappata nel finale alla SRT Viper di Jonathan Bomarito, Rob Bell e Kuno Wittmer.

Ma chi ha dato spettacolo e lezioni di guida nella categoria è stato Andrea Bertolini che ha portato la Ferrari F458 del Krohn Racing, condivisa con il patron Tracy Krohn e Nic Jonsson, ad un quarto posto di categoria. Un’altra ottima prestazione per il team del magnate texano dell’aviazione dopo il settimo posto di Daytona. Prima dell’ultimo pit-stop Bertolini era addirittura al comando, ma a nulla è servito il rush finale nei confronti della BMW Z4 di Bill Auberlen, Andy Priaulx e Joey Hand, che guadagna il terzo gradino del podio.

E le Corvette che stavano dominando? Alla fine termineranno solo sesta e ottava, ad 1 e 3 giri rispettivamente, dopo una serie di problemi tecnici risolti a tempo di record, ma oggi evidentemente doveva essere vittoria Porsche, e così è stato.

Posche bissa anche in GTD, con l’equipaggio del Magnus Racing di Marco Seefred, John Potter ed Andy Lally, rinvenuti nel finale fino a togliere la leadership alla Ferrari di AIM Autosport di Jeff Segal, Bill Seedler, Townsend Bell e Maurizio Mediani. L’equipaggio italo-statunitense arriva ad un soffio dalla seconda vittoria consecutiva con la #555 ex Level 5 e con questo piazzamento comanda la classifica provvisoria di categoria del NAEC. Terza piazza per l’altra Porsche del team Seattle/Alex Job di ian james, Mario Farnbacher e Alex Riberas.

Nella gara ad eliminazione delle PC infine, la spunta l’entry del CORE Autosport di Jon Bennet, Ed Brown e James Gue che nel finale contiene il ritorno di Bruno Junqueira con l’Oreca FLM dell’RSR, a lungo in testa, che l’ex-IndyCar ha condiviso con David Heinemeier Hansson e Duncan Ende.

Addirittura a 7 giri i terzi classificati dello Starworks, Renger van der Zande, Sam Bird, Martin Fuentes e David Cheng. Sicuramente le tantissime bandiere gialle provocate dalla categoria (alla fine se ne conteranno ben 7 su 10!) daranno da pensare sulle prestazione e sull’utilizzo di questo monomarca molto spettacolare ma che forse ha già fatto il suo tempo.

Il prossimo appuntamento con il Tudor United SportsCar Championship è per Long Beach, il 12 aprile, evento ricordiamo, riservato a Prototypes e GTLM.

Piero Lonardo

La classifica provvisoria della 12 ore di Sebring


Stop&Go Communcation

Vittoria della Riley-Ford Eco Boost del team Ganassi di Scott Pruett, Memo Rojas e Marino Franchitti alla 62ma edizione della 12 ore di Sebring, seconda prova del Tudor United SportsCar Championship.

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2014/03/Podio.jpg USCC – Sebring, Finale: E alla fine la spuntano Ganassi e Porsche