Ci sono ancora circuiti che sanno ricreare la giusta atmosfera indipendentemente dalle serie. Road America, reduce dal trionfale ritorno in calendario nella IndyCar, ha rinnovato anche oggi, nella nona tappa del WeatherTech SportsCar Championship, di poter esser annoverato tra questi.

Poco importa se nella lotta al vertice l’exploit Mazda si sia sgonfiato a seguito di una tattica conservativa e alla fine sia stata ancora una volta un trionfo delle Corvette DP e di Action Express Racing che, come lo scorso anno, ottengono una doppietta con Eric Curran e Dane Cameron davanti a Christian Fittipaldi e Joao Barbosa.

Allo start, era comunque la Mazda di Jonathan Bomarito a prendere il largo dalla meritatissima pole position, ma la differenza l’ha fatta il secondo dei tre pit-stop, anticipato da tutte le Corvette DP in regime di bandiere gialle a differenza della Mazda.

Il testimone si alternava fra Tristan Nunez, subentrato dopo il primo stint a Bomarito alla guida della #55, e le Corvette di Joao Barbosa prima e di Jordan Taylor poi, ma la mossa vincente di Cameron, uscito meglio dal pit stop del teammate portoghese, avveniva a poco meno di un0’ora dalla fine, con il sorpasso vincente su Jordan Taylor, presto imitato da Barbosa.

L’ultima neutralizzazione, a 13’ dalla fine, non permetteva a Nunez, che nel frattempo si era lanciato all’inseguimento, di recuperare il corposo gap del full service, e quindi era tripletta delle Corvette DP, con l’equipaggio della #31 ad insidiare in classifica i compagni di squadra. Terzo l’esemplare del WTR davanti ad Oswaldo Negri con la Ligier-Honda LM P2 del Michael Shank Racing, al termine di una gara in cui per una volta il compagno di squadra John Pew non ne ha combinata una delle sue, e davanti a Nunez, ripassato nel finale dopo il contatto gratuito che ha privato la Ferrari di Toni Vilander di una probabile vittoria in GTLM.

Corv4win

Si perché ancora una volta lo spettacolo migliore lo hanno fornito le GT, le GTLM in particolare. Con le carte rimescolate dalle penalizzazioni post-qualifiche, la Ford #66 di Dirk Mueller ha mantenuto la leadership solo per pochi metri, pressato dalla Porsche di Partick Pilet. Dietro, Giancarlo Fisichella riusciva a tenere dietro l’altra Porsche di Earl Bamber e le due Corvette, mentre da dietro avanzavano la seconda Ford e le due BMW che avevano il non semplice compito di rimontare dal fondo dello schieramento.

Mueller spariva dalla lotta al vertice nel corso del secondo giro, fuori alla Canada Corner per problemi allo sterzo, mentre Fisichella dopo poco più di 20’ cedeva a Bamber e, temporaneamente alla Corvette di Antonio Garcia. Il romano comunque non si dava per vinto e nelle ultime fasi del suo stint andava a recuperare anche la testa della categoria con un sorpasso di forza su Pilet.

Al primo pit-stop però er inaspettatamente la Ford di Richard Westbrook ad emergere, precedendo Nick Tandy, che aveva sostituito Pilet, e Toni Vilander. Lo svedese manteneva la terza piazza e dopo la seconda sosta si ritrovava alle spalle del battistrada, cui rosicchiava terreno fino alle fasi finali.

Al restart, a 5’ dalla fine, Vilander attaccava Westbrook mentre Tandy, da dietro, tentava l’impresa del doppio sorpasso ma si girava, ma poco dopo era Nunez sulla Mazda che spingeva fuori il finlandese alla curva 1. Sembrava fatta per la Ford, ma non avevano fatto i conti con un Tommy Milner indiavolato, che poco prima del restart aveva avuto la meglio della BMW di John Edwards e che all’ultimo giro andava ad impossessarsi del comando per una inaspettata 101ma vittoria della Corvette in GT che aumenta leggermente il vantaggio in classifica generale sull’equipaggio della Ford #67. Gradino basso del podio per John Edwards e Lucas Luhr con la BMW #100, poi la Porsche di Fred Makowiecki ed Earl Bamber e la sfortunata Ferrari #62.

Tra le PC torna alla vittoria dopo Laguna Seca il PR1/Mathiasen Motorsports con Robert Alon e Tom Kimber-Smith. La gara nella prima parte è stata condotta dal polesitter e pilota di casa James French, con la entry del Performance Tech Motorsports, ma dopo il primo pit, con la vettura affidata a Kyle Marcelli, è stato Kimber-Smith a balzare al comando fino alla bandiera a scacchi.

L’incidente nel finale fra il capolista Renger van der Zande e Stephen Simpson, in lotta per la seconda piazza, che ha causato l’ultima caution, ha spianato la strada verso il podio al CORE Autosport e alla terza entry di Starwoks di Josè Gutierrez e Gustavo Yacaman, complice anche un precedente testacoda del rientrante Bruno Junqueira con la seconda vettura del BAR1.

Rileypodium

In GTD infine, secondo successo di fila per la Viper del Riley Motorsports di Ben Keating e Jerone Bleekemolen. Al via era la Porsche in pole di Alex Riberas a prendere il comando sulle due Audi dello Stevenson Motorsports e sulla Viper, ma la strategia su tre soste ed una penalizzazione per uscita pit con semaforo rosso hanno compromesso la gara dei runner-up in classifica generale.

Via libera quindi alla Viper e all’olandese, che hanno mantenuto il vantaggio sino alla fine. Alle spalle della Viper #33 si sono fatti largo nelle fasi finali Joerg Bergmeister con la Porsche del Park Place ed Alessandro Balzan con la Ferrari 488 GT3 di Scuderia Corsa. Il pilota veneto con questo risultato consolida la leadership in classifica insieme a Christina Nielsen.

Prossimo appuntamento con il WeatherTech USCC fra tre settimane in Virginia, in un round dedicato alle sole GTLM e GTD.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo


Stop&Go Communcation

Ford, Porsche, Ferrari? No, Corvette all’ultimo giro!

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2016/08/Action31podio-1024x768.jpg USCC – Road America, Gara: E’ ancora doppietta Action Express