La Porsche 911 RSR di Patrick Pilet e Nick Tandy ha vinto la 18ma edizione della Petit Le Mans a Road Atlanta. La gara, interrotta con bandiera rossa, dopo 5 ore e 21 minuti, era ripresa un’ora più tardi per essere arrestata definitivamente in anticipo, allo scadere delle 8 ore.

La decisione della direzione corsa, coordinata da Beaux Barfield, è stata dettata non solo dalla pioggia, che si è abbattuta ininterrottamente per tutta la giornata, ma anche per la visibilità, che andava vistosamente peggiorando dopo il tramonto. La corsa è terminata in regime di full course yellow a seguito dell’incidente di Bruno Junqueira, uscito di pista alla curva 10 con l’Oreca PC dell’RSR Racing, rimessa in pista dal team di Paul Gentilozzi dopo il crash nelle fasi iniziali.

Al riaccendersi delle ostilità dopo l’interruzione, le due Corvette DP di testa procedevano al pit, richiamando al volante Joao Barbosa e Max Angelelli. Stessa operazione per i vincitori del COTA del Team Gansssi, che rimettevano in macchina il campione in carica IndyCar, Scott Dixon.

In testa restava l’altra Corvette DP di Eric Curran, che precedeva nella classifica assoluta le due Corvette C7.R di Oliver Gavin e Antonio Garcia e la BMW Z4 GTE di Augusto Farfus. Poco dietro i prototipi di Barbosa, Dixon ed Angelelli e la Porsche 911 RSR di Nick Tandy, appena salito al posto di Patrick Pilet.

Al restart, Tandy partiva a razzo, sbarazzandosi immediatamente dei tre prototipi e transitando quinto assoluto. Il regime di corsa libera durava però solo un quarto d’ora, a causa del fuoripista di Anthony Lazzaro con la PC del CORE Autosport alla curva 4.

L’ultimo periodo di gara libera, con il sole che stava tramontando, vedeva Tandy indiavolato passare le due Corvette GT e mettersi alla caccia di Curran, che veniva sverniciato pochi minuti prima che venissero sventolate per l’ultima volta le bandiere gialle che porteranno la corsa alla sua conclusione anticipata.

Corvette5

La vittoria di Tandy, vero assopigliatutto del 2015, e Pilet, regala il titolo della GTLM alla Porsche e al piota francese. Dietro la Porsche #911, originariamente iscritta anche per Richard Lietz, la BMW Z4 GTE di John Edwards, Lucas Luhr e Jens Klingmann.

A seguire i vincitori della Prototypes, la Corvette DP #5 dell’Action Express di Joao Barbosa, Christian Fittipaldi e Sebastien Bourdais e la Riley-Ford EcoBoost del Team Ganassi di Scott Pruett, Joey Hand e Scott Dixon; i due equipaggi avevano ereditato la posizione grazie al pit-stop dell’altra entry dell’Action Express di Eric Curran, Dane Cameron e Max Papis, classificatasi quinta assoluta.

Il terzo posto assoluto vale anche il secondo titolo consecutivo per Barbosa, Fittipaldi e per Action Express Racing, che si aggiudicano anche il titolo del North American Endurance Championship (NAEC).

La classifica delle GTLM prosegue con la Corvette di Oliver Gavin ,Tommy Milner e Ryan Briscoe, l’altra BMW di Bill Auberlen, Dirk Werner e Augusto Farfus e la Ferrari del Risi Competizione di Giancarlo Fisichella, Pierre Kaffer e Toni Vilander, ultimi a pieni giri. Solo P7 alla fine per i vincitori assoluti dello scorso anno del Wayne Tayor Racing, Jordan e Ricky Taylor e Max Angelelli. Magnussen e Garcia si consolano con il titolo del NAEC della categoria.

ParkPlace

Anche Spencer Pumpelly con la Porsche del Park Place perfezionava nelle ultime fasi di gara il sorpasso che lo portava al vertice della GTD nei confronti di Andy Lally e dell’altra 911 GT America del Magnus Racing, mentre Marc Goossens con la Viper aveva la meglio nei confronti della Ferrari Scuderia Corsa di Jeff Segal. Per i due “regular” della rossa #63, Townsend Bell e Bill Sweedler, il quarto posto vale il titolo della categoria nel Tudor USCC. La vittoria nel NAEC va invece all’equipaggio della Viper #93

PR1

Tra le PC infine, Tom Kimber-Smith con la macchina del PR1/Mathiasen Motorsports riusciva a mantenere la leadership su Alex Popow e la entry di Starworks, che lo incalzava da presso. Terzo posto finale per la entry del BAR1 Motorsports di Johnny Mowlem, Tomy Drissi, Don Yount e Marc Drumwright. A titolo già assegnato al CORE Autosport, Per Kimber-Smith, Mike Guasch ed Andrew Palmer la soddisfazione del campionato NAEC.

E’ tutto per il Tudor United SportsCar Championship 2015. L’appuntamento con l’endurance USA è per la 24 Ore di Daytona, a gennaio 2016.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo


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