Alla fine ce l’hanno fatta al Michael Shank Racing. Proprio nella gara che sancisce lo spartiacque con il nuovo regolamento e con il nuovo impegno del team dell’Ohio con la Acura in GT3, Ozz Negri, John Pew ma soprattutto un immenso Olivier Pla conquistano la prima vittoria “pesante” per la Ligier-Honda LM P2 nel continente americano alla 19ma Petit Le Mans.

Questo nonostante i problemi accusati al posteriore nella prima parte di gara e che sono costati un giro di ritardo, ritardo abilmente recuperato durante la seconda neutralizzazione.

Alla fine, anche a causa di una distrazione allo scadere dell’ultima ora del pilota francese e per l’ultima caution, sventolata dalla direzione gara a 9’ dal termine, per l’incendio della Mazda #70, che fino a quel momento aveva battagliato con onore per il podio, il distacco sull’altra Ligier-Honda dell’Extreme Speed di Pipo Derani, Johannes van Overbeek e Scott Sharp è stato contenuto, ma al giovane asso brasiliano questa volta non è riuscito il miracolo ed il team di Pompano Beach deve accontentarsi della seconda piazza.

Completa il podio assoluto e delle Prototypes la Corvette DP dei fratelli Taylor e del nostro Max Angelelli, vincitori qui due anni or sono, grazie al sorpasso all’ultimo restart da parte di Jordan Taylor e Dane Cameron, neocampione con l’Action Express insieme ad Eric Curran.

Solo P5 per i campioni uscenti Christian Fittipaldi e Joao Barbosa, che durante la settima ora hanno sostenuto una foratura quando alla guida c’era il “globetrotter” Filipe Albuquerque. Al portacolori dell’RGR by Morand nel WEC è stato in seguito comminato un discutibile drive-through per blocking grazie al quale la Corvette DP #5 ha definitivamente perso il contatto dai primi.

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Vittoria finale tra le PC, la terza dell’anno, per il PR1/Mathiasen e Robert Alon, Tom Kimber-Smith e Josè Gutierrez. Dopo aver condotto praticamente tutta la gara, nelle ultime fasi di gara la vettura del Performance Tech Motorsports di James French, Kyle Marcelli e Don Yount si era avvicinata ai leader. Uno splash a pochi minuti dalla fine ha però fugato ogni dubbio sul risultato finale, che vede sul gradino basso del podio l’equipaggio del JDC/Miller Motorsports.

Il titolo comunque va all’equipaggio della Starworks #8 composto da Renger van der Zande ed Alex Popow, qui insieme a David Heinemeier Hansson, P6 all’arrivo, ma distaccatissimi dopo una serie di problemi, ultimo dei quali la sospensione anteriore ko.

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Grande impresa in GTLM della Ferrari del Risi Competizione, che riscatta un’annata nella quale forse è stato raccolto meno del previsto con la nuova 488 GTE, con una vittoria di potenza sui maggiori rivali. Giancarlo Fisichella e Toni Vilander, coadiuvati per l’occasione da James Calado, hanno dominato praticamente per tutta la gara, grazie anche ad un lavoro impeccabile ai box da parte della crew del team di Houston.

La concorrenza era la più accreditata possibile: Ford, Corvette, Porsche, BMW. Differentemente da Le Mans però, a Road Atlanta il BoP e le penalizzazioni – vere o presunte – non sono state un fattore, e alla fine alla Ford, seconda con l’equipaggio trionfatore della Sarthe composto da Joey Hand, Dirk Mueller e Sebastien Bourdais, tocca il secondo posto sulla Corvette di Olver Gavin, Tommy Milner e Marcel Fassler, tutti nello stesso giro dopo 10 ore di gara.

Gavin e Milner, che precedono i teammates Antonio Garcia, Jan Magnussen e Mike Rockenfeller, di aggiudicano il titolo piloti della categoria; alla casa del Kentucky va anche il titolo costruttori.

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Finale thrilling in GTD, dove i vincitori sul traguardo del Magnus Racing Andy Lally, Marco Seefred e John Potter, sono stati penalizzati per non aver rispettato il tempo minimo di quest’ultimo. Le fasi finali sono vissute di un lungo testa a testa fra l’Audi R8 #44 e la Dodge Viper del Riley Motorsport, con Lally autore del sorpasso decisivo allo scadere delle 10 ore regolamentari, grazie ad un raro errore di Jeroen Bleekemolen.

Prima ancora però si è assistito ad un insolito harakiri da parte delle due BMW del Turner Motorsport, con Jens Klingmann impegnato al limite con la M6 GT3 del teammate Markus Palttala per la terza posizione. Il tedesco, dopo il contatto alla curva 11, aveva la peggio e, tornato ai box, scendeva furioso dalla sua vettura, mentre al vincitore della 24 Ore di Spa 2015 rimaneva la soddisfazione del quarto posto.

Vittoria quindi per la Viper GT3, alla sua ultima apparizione in gara, davanti alla Porsche del Park Place e alla Ferrari 488 GT3 Scuderia Corsa dei neocampioni Alessandro Balzan e Christina Nielsen, insieme a Jeff Segal. Peccato per l’altra 911 GT3 R del Team Seattle, rallentata da un problema allo sterzo durante l’ottava ora di gara, alla fine solo P9. Ad Audi infine il titolo costruttori.

E’ tutto per il WeatherTech SportsCar Championship 2016, che ritornerà in veste ufficiale, con un parco prototipi completamente nuovo e con diverse new enty in GTD, Lexus ed Acura su tutte, con i test collettivi di Daytona, la Roar Before the 24, il prossimo gennaio.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo


Stop&Go Communcation

Risi Competizione si vendica di Le Mans

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2016/10/MSR2-1024x683.jpg USCC – Petit Le Mans, Finale: All’MSR la gara, ad Action Express il titolo