La Corvette DP del Wayne Taylor Racing festeggia al meglio il suo 100mo start e si aggiudica la 17ma edizione della Petit Le Mans. Si è trattata di una vittoria combattuta da Ricky e Jordan Taylor e dal nostro Max Angelelli, questi ultimi ricordiamo campioni dell’ultima Grand-Am Rolex Series.

A 90’ circa dalla fine Jordan Taylor, poco dopo il restart successivo all’ennesima caution della giornata, la 12ma delle 13 totali, ha finalmente avuto la meglio sul neocampione Christian Fittipaldi sull’altra Corvette DP dell’Action Express Racing. Joao Barbosa, subentrato al poleman, non ha avuto modo di impensierire il leader e ha portato a casa un secondo posto che vale anche il titolo NAEC per la scuderia del North Carolina.

AXR2_N

Terza piazza per la Riley-Ford EcoBoost DP di Pruett, Rojas e Dixon, mai apparsa realmente in grado di impensierire le Corvette, nonostante uno stint super del campione IndyCar 2013, al contrario della Ligier dell’Oak Racing, unica P2 ACO-style iscritta alla gara. Velocissima sui saliscendi della Georgia, la nuova coupè francese, ma non fosse bastata una qualifica disgraziata e i problemi nelle prime fasi di gara, alla fine il crash di un “Tigrillo” Yacaman ha chiuso definitivamente le ambizioni del team francese, che esce da questa campagna statunitense con ben poche soddisfazioni.

C’è però un altro sudamericano che stasera ha di che gioire, è Gabby Chaves, che insieme a Katharine Legge e Andy Meyrick ha portato la DeltaWing ad uno storico quarto posto. Una gara precisa e senza sbavature quella del team di casa, grazie alle innovazioni apportate dalla nuova direzione tecnica – sospensioni posteriori ridisegnate, un’ala triangolare ed uno splitter anteriore – che hanno reso l’innovativo prototipo non solo efficiente ma anche finalmente affidabile sulla lunga durata.

Starworks_N

Quinta assoluta la prima delle PC, la prima delle Starworks, di Renger van der Zande, Mirco Schultis e Alex Popow, alla seconda vittoria stagionale dopo Road America, vittoria emersa come spesso accade nella categoria a scapito delle altrui disgrazie. Rusty Mitchell ha buttato via un podio sicuro per la residua entry dell’RSR con un testacoda alla curva 5 ai due terzi di gara, mentre per l’8 Star Motorsport di Sean Rayhall, Tom Kimber-Smith ed Eric Lux solo un ritiro a pochi giri dalla fine, a causa di un contatto che ha generato l’ultima caution della giornata, nonostante un super stint nella fase centrale di Rayhall che sembrava aver congelato la lotta per la vittoria.

Alla fine sul podio ci tornano i neocampioni del CORE Autosport, Jon Bennett, Colin Braun e James Gue, e gli alfieri del PR1/Mathiasen, Gunnar Jeannette e Frankie Montecalvo, tutti nello stesso giro.

Falken_N

Falken Tire bissa la vittoria dello scorso anno in GTLM. Wolf Henzler, Bryan Sellers e Marco Holzer hanno preso il comando sulla vettura gemella, la #912 di Porsche North America, mantenendo il vantaggio necessario nonostante i rischi degli ultimi restart. Per Michael Christensen, Joerg Bergmeister, Pat Long ed Eaarl Bamber e Patrick Pilet, un secondo posto che vale il trofeo NAEC per il costruttore di Stoccarda, mentre a Marc Goossens, terzo con la SRT Viper #91 insieme a Kuno Wittmer e Ryan Hunter-Reay, va il titolo piloti del Tudor USCC nella GTLM, così come alla Dodge va il titolo costruttori.

Mai realmente competitive le Corvette, cui comunque stava riuscendo il colpaccio con Antonio Garcia e la C7.R #3, non ci fosse stato li crash che ha tolto di mezzo la Ferrari del Risi Competizione. Alla fine solo un quarto posto per la vettura gemella di Oliver Gavin, Tommy Milner e Ryan Briscoe, e parole dure del patron Giuseppe Risi nei confronti dell’IMSA, rea di non avere sanzionato il tamponamento, ricordiamo causato dalla Porsche di Pilet e dalla Corvette di Magnussen, in corsia box. A rischio forse anche la partecipazione di Ferrari nella serie 2015.

Audi_N

Ferrari che si può consolare con il titolo NAEC in GTD, anche se la vittoria odierna va, un po’ a sorpresa, all’Audi R8 LMS del Paul Miller Racing di Cristopher Haase, Matthew Bell e Bryce Miller. La lotta serratissima per le prime posizioni ha visto primeggiare alla fine la coupè di Ingolstadt, alla prima vera vittoria stagionale dopo la querelle di Daytona, che ha avuto la meglio sulle Porsche 911 GT America di Snow Racing e Magnus Racing.

Il quarto posto basta e avanza comunque a Dane Cameron per laurearsi campione 2014 della categoria. Seconda fino all’ultimo stint dietro alla R8, l‘enfant du pays ha potuto guidare in scioltezza nel finale la sua BMW Z4 verso il titolo, grazie alla settima e ottava posizione dei due major contender, la Ferrari F458 di Townsend Bell e Bill Sweedler – coadiuvati per l’occasione da Conrad Grunewald – ricordiamo, già campioni NAEC con una gara di anticipo, e la Porsche dell’AJR di Leh Keen, Cooper MacNeil e Craig Stanton.

Peccato per l’altra Porsche del Team Seattle/AJR di Mario Farnbacher, Alex Riberas e Ian James, quinta a causa di un testacoda all’ultimo giro dello spagnolo, e peccato soprattutto per la Ferrari di Spirit of Race di Michele Rugolo, Matt Griffin e Pasin Lathouras. Grazie ad una strategia differenziata, l’equipaggio del cavallino stava adocchiando addirittura un’insperata (almeno nelle previsioni) vittoria; un ultimo, necessario splash a pochi giri dalla fine ha comunque fruttato un buon sesto posto.

E’ tutto per il Tudor United SportsCar hampionship 2014. L’appuntamento con la massima serie endurance americana è fissato per Daytona a gennaio 2015.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo


Stop&Go Communcation

Falken Tire, back-to-back in GTLM

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2014/10/Podium2-1024x573.jpg USCC – Petit Le Mans, Finale: Ai Taylor la gara, a Barbosa e Fittipaldi il titolo