Memo Rojas e Scott Pruett si aggiudicano la showcase di Long Beach del Tudor United SportsCar Championship, terza prova stagionale del campionato riservata a Prototypes e GT Le Mans.

La Riley-Ford EcoBoost del Team Ganassi ha condotto praticamente flag-to-flag, salvo qualche curva dopo il pit-stop, allorquando la Corvette DP di Joao Barbosa aveva preso la testa della gara grazie al buon lavoro del box Action Express. Le gomme fredde del prototipo hanno però lasciato la strada a Pruett e a Jordan Taylor, il quale nella seconda parte di gara non è riuscito a colmare il gap con la #01, che ottiene così la seconda vittoria consecutiva dopo Sebring.

Male le LM P2, con l’eccezione della Morgan-Nissan dell’Oak Racing che, grazie soprattutto ad un Gustavo Yacaman, ha infiammato la prima parte di gara. Purtroppo un problema di avviamento al pit-stop ha vanificato la corsa del team transalpino, che si è dovuto accontentare della quarta piazza finale.

Peccato anche per l’altra Ford EcoBoost, quella del Michael Shank Racing, beffata al via da Christian Fittipaldi, chiusa poco dopo all’esterno della curva 6 da Ricky Taylor e Gustavo Yacaman, poi definitivamente “finita” a metà gara dal testacoda della Corvette di Michael Valiante alla curva 8.

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In GT, prima vittoria della Corvette C7.R nelle mani di Jan Magnussen ed Antonio Garcia. L’equipaggio della coupè del Kentucky non ha avuto problemi nel dominare la concorrenza, rappresentata sostanzialmente dalle due BMW. Dopo che la Z4 GTE di Andy Priaulx ed Bill Auberlen è stata costretta ad una lunga sosta per sostituire la portiera destra, la terza piazza è stata ereditata dall’altra Corvette di Oliver Gavin e Tommy Milner, che non è riuscita a forzare la doppietta sulla BMW di Dirk Mueller e John Edwards.

Dietro le due Porsche ufficiali e la SRT Viper di Marc Goossens e Dominik Farnbacher, autore di una bella rimonta dal fondo dello schieramento.Solo nona posizione di categoria per la Ferrari F458 del Risi Competizione di Giancarlo Fisichella e Dane Cameron, dietro anche alla Porsche Falken Tire.

Ma veniamo alla cronaca. Parte bene dalla pole Memo Rojas con la Riley-Ford del Team Ganassi ma non John Pew al suo fianco, che viene subito passato da Christian Fittipaldi, per poi finire presto a muro, accompagnato dalla Morgan-Nissan di Gustavo Yacaman in un threewide con la Corvette DP di Ricky Taylor. I due ingaggiano un bel duello che alla fine vede nuovamente vincitore il proprietario della capigliatura più riconoscibile della serie.

In GT, Antonio Garcia precede le BMW di John Edwards e Andy Priaulx grazie anche al comodo cuscino dalla Corvette DP del Marsh Racing di Boris Said e dalla HPD dell’Extreme Speed di Ed Brown. Giancarlo Fisichella mantiene la P7 di partenza dietro le due Porsche 911 RSR di Richard Lietz e Michael Christensen.

Finisce quasi subito la gara della Mazda Speedsource LM P2 di Tom Long, mentre presto “Fisico” è costretto a cedere la posizione alla SRT Viper di Marc Goossens, che si è fatto largo dalle retrovie.

Dopo circa 20’ Ricky Taylor cerca di farsi avanti e passa anche Fittipaldi, ma presto deve nuovamente cedere per un strisciata a muro che lo lascia quarto, di nuovo dietro la Morgan, ben presto risorpassata e che a sua volta deve concedere la posizione anche a  Michael Valiante sulal Corvette dello Spirit of Daytona.

Valiante, dal canto suo, ne combina una grossa nel tentativo di doppiare John Pew, girandosi alla curva 8 e bloccando la Riley-Ford EcoBoost del MSR, che è costretta a ritirarsi, imitata poco dopo dalla Corvette DP del Marsh Racing.

Alla mezz’ora di gara Marc Goossens passa facilmente la Porsche di Christensen e agguanta la sesta piazza di categoria, e dopo altri 10 minuti è il momento del pit-stop delle GTLM. Priaulx rimane fuori un giro in più ma la sosta è rovinata dalla sostituzione della portiera destra a causa della rottura dello specchietto, lasciando Bill Auberlen dietro anche la Ferrari Risi, ora nelle mani di Dane Cameron.

Tra i prototipi, la Corvette dello Spirit of Daytona è la prima a cambiare, seguito un paio di giri dopo dalla vettura gemella del Wayne Taylor Racing e dalla Morgan dell’Oak Racing, che non riparte al primo colpo, perdendo tempo prezioso e la posizione sulla HPD di Ryan Dalziel.

I due battistrada invece entrano assieme un paio di giri dopo ma escono nell’ordine inverso, grazie ad un ottimo lavoro del box Action Express. Le tre macchine di testa si ritrovano così racchiuse nel classico fazzoletto, ma Joao Barbosa deve cedere presto la posizione sia a Scott Pruett che a Jordan Taylor.

A circa mezz’ora dalla fine, Pat Long ha la meglio su Dominik Farnbacher per la sesta piazza in GTLM. Il tedesco viene passato anche da Bill Auberlen, in rimonta con la sua BMW Z4.

A 20’ dalla fine Barbosa cerca di approfittare di una disattenzione nel doppiaggio della Porsche di Long per passare Jordan Taylor. Il portoghese riesce nella manovra, ma arriva lungo ed è costretto a cedere nuovamente la seconda piazza assoluta.

A 16’ dalla fine termina anche la gara della seconda SRT Viper di Jonathan Bomarito, mai competitiva durante il weekend, con il motore ko.

Gli attimi finali godono dei duelli in GTLM per la P2 tra la BMW di Dirk Mueller e la Corvette di Tommy Milner e per la P5 tra la Porsche di Pat Long e la BMW di Bill Auberlen; in entrambi i casi però le posizioni rimangono immutate. Davanti Scott Pruett riesce a rintuzzare gli ultimi fuochi di un indiavolato Jordan Taylor e ad aggiudicarsi la meritatissima vittoria. Da segnalare l’assenza di caution durante tutti i 100′  di gara.

Prossima gara, aperta a tutte e quattro le classi del Tudor USCC, al Mazda Raceway di Laguna Seca il 4 maggio.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo


Stop&Go Communcation

Solo P9 per la Ferrari del Risi Competizione di Fisichella e Cameron

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2014/04/01_rotator.jpg USCC – Long Beach, Gara: Back-to-Back Ganassi. Prima vittoria della nuova Corvette in GT