C’è chi ha un Pipo Derani e chi non ce l’ha: questa potrebbe essere la sintesi della gara di Laguna Seca, undicesimo e penultimo appuntamento stagionale del WeatherTech SportsCar Championship, tanto grande è stato il contributo del piccolo driver brasiliano, che ha condotto nuovamente alla vittoria dopo il trionfo di Sebring una Nissan DPi insieme a Johannes van Overbeek.

In realtà si è trattato di una gara dura, partita male con un crash già prima della green flag, con Misha Goikhberg che toccava la Cadillac di Joao Barbosa, facendolo girare e coinvolgendo gli incolpevoli Nick Tandy e Dirk Mueller.

Davanti, Dane Cameron con l’Acura #6 sfruttava una disattenzione enorme della direzione gara, che considerava valido lo start nonostante una evidente posizione di vantaggio rispetto al polesitter Jordan Taylor, che transitava terzo, dietro anche al secondo prototipo del team Penske condotto da Helio Castroneves.

Ma come dicono gli americani “caution lead to caution”, e infatti anche il secondo restart non aveva miglior fortuna, con il contatto multiplo in fondo allo schieramento tra le GTD di Justin Marks, le due Lexus e la BMW di Bill Auberlen, con la Acura #93 costretta al ritiro. Nella confusione, Katharine Legge, partita dalla pole in GTD, si ritrovava in terza posizione dietro la Lamborghini di Madison Snow e la Porsche di Pat Long.

Di questa seconda neutralizzazione ne approfittavano in tanti, fra cui Extreme Speed, che richiamava subito ai box Johannes van Overbeek, partito dal fondo dello schieramento per aver ceduto  i compiti di qualifica ieri a Derani, per la prima sosta. Poco dopo anche il CORE Autosport effettuava la stessa manovra, attendendo puntualmente lo scadere della mezz’ora canonica all’ingresso della pitlane per porre al volante dell’Oreca vittoriosa a Mosport e Road America Colin Braun al posto di Jon Bennett.

La gara sembrava poter ripartire dopo oltre mezz’ora, con le due Acura DPi e le due Corvette a menare le danze nelle due categorie principali, ma il periodo di green flag durava invece meno di 10 minuti, a causa della Cadillac di Jordan Taylor – ancora una gara sfortunata in questa stagione per gli uomini del WTR – ferma lungo il circuito con un guasto terminale.

Dopo oltre 45’ dall’orario ufficiale di inizio la gara poteva finalmente ripartire per davvero e al restart proprio Derani era vittima di un contatto, con Goikhberg ancora una volta imputato principale. Oliver Gavin e Richard Westbrook intanto facevano a sportellate e a rimetterci era ancora una volta la Ford, che si ritrovava quindi con due macchine ai box.

Da qui in poi sarà una gara impostata sulle strategie, con le Acura e le Mazda tra i prototipi a giocare la carta del risparmio contro vetture più leggere e gomme più fresche, mentre le Oreca, in primis quella del CORE, costrette dal nuovo BoP, che ha imposto 10 kg extra e 3 litri in meno alle Global LM P2, a soste più ravvicinate.

I rifornimenti dei primi, grazie alle neutralizzazioni iniziali, avvengono solo dopo 70’ di gara, e vedono la Mazda di Harry Tincknell, succeduto a Jonathan Bomarito che aveva già avuto la meglio su Castroneves, in prima posizione virtuale. Tra le GTLM, tattica attendista anche per la BMW #24 di Jesse Crohn, come peraltro per Katharine Legge, tornata in testa fra le GTD.

Il gruppo si ricompatta a circa metà gara per l’ennesima Full course Yellow, questa volta scatenata dalla BMW M6 GT3 di Bill Auberlen, fermo lungo il circuito. Ne approfittano con perfetto tempismo sia Krohn che la Legge, che effettuano la prima sosta un attimo prima che la pitale chiuda e cedono il volante a John Edwards e ad Alvaro Parente.

L’alfiere della BMW perde la testa della GTLM al restart grazie ad Antonio Garcia mentre davanti Tincknell continua a macinare giri veloci. Derani, risalito in quinta posizione, ingaggia una lotta al coltello con Braun che alla fine non solo risulterà decisiva per il risultato finale, ma che gli farà da trampolino per riprendere nell’ordine le due Acura, ora nelle mani di Ricky Taylor e Juan Pablo Montoya, apparentemente preoccupati più che altro nel lottare fra loro.

Il sogno di Tincknell però, che conduceva con un cuscino di tutta sicurezza, nonchè della prima vittoria Mazda, termina poco dopo le due ore, per un ingenuo errore di valutazione dell’inglese nel doppiaggio di Yacaman; la vettura #55 si gira e Derani si installa così in prima posizione che manterrà indisturbato sino alla bandiera a scacchi.

Dietro infiamma il recupero di Braun, che alla fine riesce ad arrivare secondo grazie allo stop dell’Acura di Ricky Taylor – vittima di un contatto con la Ferrari di Gunnar Jeannette che gli procura danni alla sospensione non riparabili in tempi brevi – e dello stesso Tincknell, che recupera però solo fino alla quarta piazza, superando Felipe Nasr ma senza riuscire ad avere la meglio su Montoya, che riesce a conquistare il gradino basso del podio.

E’ invece il consumo il leit motiv finale tra le GTLM, con la BMW di Edwards costretta ad un ultimo splash a 8’ dalla fine. Il testimone viene rilevato dall’altra M8 GTE di Conor de Philippi, che porta a casa la seconda vittoria di fila per la casa bavarese, contenendo la Porsche di Laurens Vanthoor, impegnata nella stessa strategia.

I capolista della Corvette Jan Magnussen ed Antonio Garcia possono consolidare il proprio primato in classifica col terzo posto, con le due Ford che limitano i danni rientrando in pista per acciuffare qualche punto in più, con Briscoe e Westbrook ora a 9 punti dai leader.

Gran finale infine in GTD, dove i primi quattro si ritrovano a contatto a 10’ dalla bandiera a scacchi. Alvaro Parente, ultimo ad effettuare la propria sosta con la Acura #86, in poche tornate passa prima il diretto contender per il titolo di categoria Bryan Sellers, poi Jeroen Bleekemolen e infine il leader Joerg Bergmeister per conquistare la seconda vittoria stagionale per il team gestito da Michael Shank.

I tre concluderanno nell’ordine alle spalle della NSX GT3 condivisa con la Legge, che si avvicina così a soli 6 punti dall’equipaggio della Lamborghini del Paul Miller Racing.

L’appuntamento col tradizionale season finale della Petit Le Mans fra un mese. A giocarsi il titolo 2018, grazie al risultato odierno, Felipe Nasr ed Eric Curran, ancora in testa a quota 254 punti contro i 250 di Colin Braun e del gentleman Jon Bennett, che a Road Atlanta ricordiamo verranno affiancati da un certo Romain Dumas. Qualche speranza matematica anche per l’equipaggio del WTR e per la coppia Montoya-Cameron, rispettivamente a -19 e a -23 punti, anche se entrambi gli equipaggi non hanno ottenuto alcun successo in stagione.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo


Stop&Go Communcation

Mazda, occasione sprecata. BMW, back to back in GTLM. Parente, che rimonta in GTD!

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2018/09/Derwin-1024x768.jpg USCC – Laguna Seca, Gara: Derani sfrutta gli errori altrui e ringrazia