Conclusa la due giorni di test sul Daytona International Speedway del 5-6 dicembre, obbligatoria per tutte le vetture nuove o modificate, in vista della nuova stagione del WeatherTech SportsCar Championship.

Presenti tutte e 18 le vetture attese, hanno fatto soprattutto bello sfoggio di sé le due nuove Mazda RT24-P e le due Acura DPi, gestite rispettivamente da Team Joest e Penske tra i prototipi, e la nuova BMW M8 GTE fra le GT.

Tra le novità, la Multimatic Riley del BAR1 Motorsports, nelle mani di Don Yount, autore dell’unico incidente degno di nota della due giorni, e Tomy Drissi, mentre l’unica Ligier LM P2 è stata portata al limite dal vincitore 2016 Pipo Derani, reduce da un vero tour de force dopo gli impegni nell’Asian Le Mans Series, e da Will Owen. Provati i nuovi Evo-kits sia per la JS P217 in versione LM P2 che per la Nissan DPI.

United Autosport dovrebbe annunciare ufficialmente nella giornata di giovedì il settimo ed ultimo componente della line-up stellare costituita per la Rolex 24 at Daytona, che si ritiene essere Mark Patterson, che ha già disputato la classica della Florida nel 2011, sfiorando il podio con una Riley-Ford DP.

UPDATE: Sarà invece Bruno Senna a completare i ranghi del team diretto da Zak Brown. Per il neocampione WEC LM P2 si tratta della seconda esperienza a Daytona, dopo il debutto con la Nissan Onroak DPi dello scorso anno, terminata al 17mo posto finale.

Attesa entro il fine settimana anche la definizione dell’equipaggio dell’SDR Racing (ex-VisitFlorida), che dovrebbe ricevere la propria Cadillac DPi in tempo utile per la Roar Before the 24.

Debutto in pista per l’Oreca del CORE Autosport, con Romain Dumas confermato quale terzo pilota anche per le altre gare lunghe del NAEC.

Impegnati nei test anche i campioni in carica del Wayne Taylor Racing, con i due fratelli Taylor, impegnati in una dimostrazione insieme alla “Le Monstre” iscritta dalla casa statunitense nella Le Mans del 1950.

Oltre alla già citata BMW, presenti tra le GTLM anche la Ferrari del Risi Competizione, con il solo Toni Vilander alla guida, un’unica Porsche 911 RSR per il campione 2016 Patrick Pilet e Laurens Vanthoor, e le Ford del Team Ganassi.

Le due GT si sono presentate con una nuova livrea caratterizzata dai toni metallizzati. Confermata tutta la line-up, compresi gli assi dell’IndyCar Sebastien Bourdais e Scott Dixon nelle gare lunghe, ma dovrebbero essere schierate solo due macchine per tutta la stagione. Spazio anche al giovane campione Trans-Am Ernie Francis Jr., che però non dovrebbe essere impiegato durante la stagione.

Trattandosi di test IMSA, non sono stati resi noti i tempi ufficiali, ma si ritiene che i best crono siano stati segnati dalla Mazda #77 – l’unica delle due che ha girato con continuità stanti problemi di motore alle vettura gemella – sull’1’38″5, e dai prototipi Oreca, compresa le Acura ARX-05, che si attestano invece intorno all’1’39”. Tra le GT, la palma va alle Ford GT, con tempi nell’ordine dell’1’43”-1’44”.

E’ tutto per la stagione dell’endurance americana. Prove private a parte, se ne riparlerà ai primi di gennaio con i test collettivi di nuovo a Daytona, con la Roar Before the 24.

Piero Lonardo


Stop&Go Communcation

Tra le GT, bene le Ford con i nuovi colori

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2017/12/mazda_980.jpg USCC – I test di Daytona promuovono Mazda ed Oreca