La Ligier JS P2-HPD di Pipo Derani, Johannes van Overbeek, Ed Brown e Scott Sharp trionfa alla 54ma Rolex 24 at Daytona. Si tratta del primo storico successo di una LM P2 a Daytona e in generale in una delle classiche dell’endurance USA a partire dalla creazione dell’IMSA United SportsCar Championship.

Una vittoria resa possibile da un Pipo Derani in versione monstre. Il 23enne brasiliano, scaricato da G-Drive per il WEC 2016, ha trovato casa nel team di Pompano Beach, che per l’occasione schierava una sola vettura. Derani ha imposto un passo irraggiungibile per gli avversari, se non per la sfortunata DeltaWing, fuori dopo 4 ore per un crash assolutamente evitabile dalla direzione gara, e per l’altra Ligier del Michael Shank Racing, ammutolitasi a due terzi di gara.

Extreme Speed ha sicuramente meritato, superando anche una toccata, fortunatamente senza grosse conseguenze, fra i due prodotti di casa Onroak e il drive-through sostenuto a poco più di due ore dalla bandiera a scacchi.

Niente da fare nemmeno per Scott Pruett, che cercava la sesta vittoria sulla Corvette DP #5 dell’Action Express, penalizzata da un problema al semiasse quando era al comando, mentre hanno dato segni di ripresa le due Mazda finalmente mosse da un propulsore degno. Indecifrabile invece la gara della BR01-Nissan che partiva dalla pole con tante aspettative, costellata da tantissimi errori.

Le DP si sono dovute accontentare degli altri gradini del podio. Ancora una volta un briciolo di sfortuna per il Wayne Taylor Racing, dopo le disavventure dello scorso anno per il tempo di guida minimo, con un Jordan Taylor penalizzato da una forma virale. L’estroso figlio d’arte, coadiuvato come sempre dal fratello Ricky, dal nostro Max Angelelli e dalla guest star Rubens Barrichello, ha proseguito quasi fino al traguardo, cedendo solo per l’ultimo stint a Max “The Ax” una vettura dal comportamento non più ottimale, al punto che il nostro portacolori, terminato a 26” dai vincitori, è stato poi visitato al centro medico per i fumi fuoriusciti nell’abitacolo.

Completa il podio l’altra Corvette DP del VisitFlorida.com di Marc Goossens, Ryan Hunter-Reay e Ryan Dalziel, a 1’27”, unica altra vettura nel giro di testa. Parziale delusione in casa Ganassi, ricordiamo vincitori dell’edizione 2015, per il quarto ed il settimo posto di categoria delle due Riley-Ford EcoBoost affidate come sempre ad equipaggi d’eccezione tra cui svettavano il neocampione WEC Brendon Hartley ed il campione IndyCar, Scott Dixon.

Poche soddisfazioni in casa dell’ovale blu anche in GTLM, dove le due nuove Ford GT, alla prima uscita in gara, hanno sicuramente deluso sul piano dell’affidabilità. Prime ad uscire di scena dalla contention vera, le splendide GT hanno regalato diverse caution fermandosi più volte sul circuito in modo inaspettato.

Corvette_victory

Un peccato perché, come sempre, la battaglia è stata splendida e si è risolta solo al fotofinish, con la Corvette C7.R #3 di Antonio Garcia, Jan Magnussen e Mike Rockenfeller a precedere di qualche centesimo la vettura gemella di Oliver Gavin, Tommy Milner e Marcel Fassler. Terza piazza per la Porsche 911 RSR di Earl Bamber, Fred Makowiecki e Michael Christensen, che non ha potuto arginare il finale delle due coupè del Kentucky.

Delle tre nuove Ferrari 488 GTE in gara, miglior piazzamento, ad un giro dei battistrada, per quella forse meno accreditata, la #68 iscritta da Scuderia Corsa per Alexandre Premat, Alessandro Pier Guidi, Daniel Serra e Memo Rojas.

Qualche piccola disavventura per la vettura del Risi Competizione, giunta comunque all’arrivo in P6 dietro la BMW M6 GTE di Bill Auberlen, Dirk Werner, Augusto Farfus e Bruno Spengler, mentre problemi meccanici hanno tolto prematuramente di gara la entry dell’SMP Racing.

PC85b

La corsa ad eliminazione, che ormai è diventata una costante tra le PC, ha premiato la entry del JDC/Miller Motorsport di Chris Miller, Misha Goikhberg, Stephen Simpson e Kenton Koch, cui va riconosciuto di avere sbagliato meno degli altri contender. Solo a ben 4 giri infatti la vettura del PR1/Mathiasen Motorsport di Robert Alon, Tom Kimber-Smith, José Gutierrez e Nicholas Boulle, e ad addirittura 9 la migliore delle due entry del BAR1 Motorsports, che partiva dalla pole con Johnny Mowlem ed affidata anche a Marc Drumwright, Tomy Drissi, Brendan Gaughan e Ricardo Vera.

Audimagnus

Tra le GTD infine, Fabio Babini le ha provate tutte per portare alla vittoria la Lamborghini Huracan GT3, salvo cedere ad un giro dalla fine, senza più carburante nella entry del Konrad Motorsport.

La vittoria è andata all’Audi R8 LMS del Magnus Racing di John Potter, Andy Lally, Marco Seefried e soprattutto René Rast, che nel finale ha risparmiato quel tanto che bastava per vedere la bandiera a scacchi e precedere di poco più di 3” la Porsche 911 GT3 R del Black Swan di Patrick Long, Tim Pappas, Nicky Catsburg e Andy Pilgrim.

Long ancora una volta ha dimostrato di appartenere ad una categoria superiore e nel finale ha tenuto a bada l’attacco della Dodge Viper GT3-R di Ben Keating, Jeff Mosing, Damien Faulkner, Gary Robinson ed Eric Foss. Solo quarta l’Aston Martin ufficiale di Paul Dalla Lana, Mathias Lauda, Pedro Lamy e Richie Stanaway, classificata proprio davanti alla #28 di Babini, Rolf Ineichen, Franz Konrad, Marc Basseng e Lance Willsey.

A seguire la prima delle BMW M6 GT3 del Turner Motorsport con Maxime Martin, Markus Palttala, Jesse Krohn e Michael Marsal e la Ferrari 458 di Scuderia Corsa di Christina Nielsen, Alessandro Balzan, Jeff Segal e Robert Renauer. Sfortuna nell’ultima ora di gara per la Porsche dell’Alex Job Racing, costretta ad una riparazione all’ala posteriore allorquando navigava in seconda posizione.

E’ tutto per la 54ma edizione della Rolex 24. L’appuntamento con il WeatherTech United SportsCar Championship e con la North American Endurance Cup è per la 12 Ore di Sebring, in programma dal 16 al 19 marzo prossimi.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 54ma Rolex 24 at Daytona


Stop&Go Communcation

Doppietta Corvette in GTLM. Rast risparmia e vince per Audi. JDC/Miller di conserva in PC

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2016/01/ESM_dawn.jpg USCC – Daytona, Finale: Un grande Derani regala ad Extreme Speed il primo storico successo di una LM P2