La Corvette DP dell’Action Express di Joao Barbosa, Christian Fittipaldi e Sebastien Bourdais si aggiudica la 52ma edizione della 24 Ore di Daytona, prima gara del Tudor United SportsCar Championship. Per Fittipaldi e Barbosa si tratta della seconda vittoria assoluta nella classica di inizio anno, dopo i successi del 2004 e del 2010 rispettivamente.

La #9 si è avvantaggiata nelle fasi finali di diverse caution, rosicchiando via via il vantaggio conquistato dalla vettura gemella del Wayne Taylor Racing ultima campione Grand-Am, con alla guida Wayne, Ricky e Jordan Taylor ed il nostro Max Angelelli, terminata seconda a 1”461. Nello stesso giro dei primi anche l’altra vettura dell’Action Express condotta da Brian e Burt  Frisselle, John Martin e Fabien Giroix per un trionfo Corvette completato anche dalla quarta piazza della Spirit of Daytona di Richard Westbrook, Michael Valiante e Mike Rockenfeller, a 2 giri.

Carte completamente rimescolate a 20’ dalla fine per una caution chiamata in modo un po’ venale dalla direzione gara per l’uscita di strada della Porsche GTD dell’Alex Job di Leh Keen, che sbatteva sulle protezioni a gomme fredde ma rientrava regolarmente in pista.

Fino a quel momento il vantaggio di Barbosa, subentrato ad un fenomenale Bourdais per i due stint conclusivi, su Angelelli era di tutto comfort, sui 15”, ma nulla ha potuto nel finale Max “The Axe” anche a distanza ravvicinata.

La top five si completa con l’Oreca-Nissan del Muscle Milk di Klau Graf, Lucas Luhr ed Alex Brundle, prima LM P2 al traguardo, che si avvantaggiava dell’uscita di scena, a meno di un’ora dalla fine, della Riley-Ford #02 del Team Ganassi di Scott Dixon, Marino Franchitti, Kyle Larson e Tony Kanaan, per il distacco del fondo vettura, classificata comunque 15ma assoluta e ottava di categoria dietro la Morgan-Nissan dell’Oak Racing e l’HPD superstite dell’Extreme Speed.

Completamente assenti dalla gara le due Lola-Mazda SkyActiv, non tanto per le continue defaillance tecniche, quanto per avere segnato due fra i peggiori best laps di tutto il lotto dei partenti, GTD comprese.

In GTLM stravince la Porsche 911 RSR di Patrick Pilet, Nick Tandy e Richard Lietz, P6 assoluta, anch’essa coinvolta in un imprevisto duello finale con la BMW Z4 GTE #55 di Joey Hand, Bill Auberlen, Andy Priaulx e Maxime Martin. Rallentata nell’ultimo quarto di gara da una penalità per aver buttato fuori Andrea Bertolini con la Ferrari del Krohn Racing, la piccola coupè bavarese giocava sul passo di gara, non potendo vantare una buona velocità di punta.

Il problema alla trasmissione della Corvette di Tommy Milner, unico antagonista in grado di impensierire le nuove 911 e prima ancora un guasto allo sterzo dell’altra BMW di Graham Rahal, regalano un podio di categoria insperato alla SRT Viper di Marc Goossens, Dominik Farnbacher e Ryan Hunter-Reay, dominatrice della prima metà di gara.

Non bene l’Aston Martin ufficiale, ritiratasi ufficialmente nelle ultime tre ore dopo una gara senza acuti.

Della Ferrari del Risi Competizione infine, e dell’incidente occorso al nostro Matteo Malucelli, cui facciamo i migliori auguri di pronta guarigione, abbiamo parlato ampiamente durante i precedenti aggiornamenti.

UPDATE: Il pilota di Meldola, dopo una notte di osservazione all’Halifax Health, è stato dimesso dall’ospedale e raggiungerà  l’Italia domani.

In LM PC, vittoria di categoria e nona posizione finale per l’entry del CORE Autosport di Colin Braun, Jon Bennett, James Gue e Mark Wilkins con un giro di vantaggio per l’8 Star di Enzo Potolicchio, Tom Kimber-Smith, Michael Marsal e Rob Huff. Completa il podio la vettura del Performance Tech.

La GTD ha vissuto i momenti più drammatici, sportivamente parlando, con il finale concitato tra la Ferrari F458 del Level 5 #556 e l’Audi R8 LMS #45 del Flying Lizard di Markus Winkelhock, Nelson Canache Jr., Spencer Pumpelly e Tim Pappas.

Townsend Bell, al volante della F458 nell’ultimo quarto di gara, grazie anche alle diverse caution, permetteva il rientro della coupè tedesca, nelle mani invece di Spencer Pumpelly, che lo passava infine per la leadership a 2h45. Il gioco dei pit però alla fine premiava la vettura del cavallino, con Alessandro Pier Guidi che all’ultimo rifornimento, a 40’ circa dal termine, manteneva una comoda leadership di 15” circa su Markus Winkelhock.

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L’ultima caution però rimescolava ulteriormente le carte in tavola e si inscenava una lotta al coltello fra le due GTD che vedeva fasi concitate ma corrette, con l’Audi che tentava un primo infruttuoso sorpasso ma finiva per rovinare la propria direzionalità; l’R8 però si riprendeva e andava ad insidiare la Ferrari al bus-stop all’ultimo giro, con Pier Guidi chiudeva in modo deciso ma regolare la porta senza toccare l’Audi, che era costretta ad allargare nell’erba. La Ferrari però non fa a tempo a passare la bandiera a scacchi che prontamente giunge dalla direzione gara una penalità di 75” che toglie la vittoria alla entry del Level 5, classificata sesta, a favore dell’Audi Flying Lizard.

Il podio di categoria vede premiati anche la Porsche 911 GT America dello Snow Racing e la Ferrari F458 dell’SMP/ESM Racing con Mikhail Aleshin, Maurizio Mediani, Sergei Zlobin e Boris Rotenberg.

UPDATE: La direzione corsa, che in prima battuta aveva premiato l’Audi del Flying Lizard, ha in un secondo tempo ritirato la penalità alla Ferrari del Level 5, che è stata reintegrata nella posizione di arrivo e dichiarata vincitrice della categoria. Audi ha già fatto sapere che sporgerà reclamo

L’appuntamento con il Tudor USCC e con il NAEC è per il 12-15 marzo con la 12 Ore di Sebring.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo provvisorio, rivisto dopo l’eliminazione della penalità


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2014/01/Victory.jpg USCC – Daytona, Finale: Action Express e Porsche iniziano alla grande. Ferrari, prima penalità poi vittoria in GTD