Le Cadillac proseguono a condurre la Rolex 24 mentre il sole della Florida lascia via via spazio alle ombre della sera. Si è formato infatti un quartetto di DPi V.R in testa con Filipe Albuquerque in controllo, ed il portoghese dell’Action Express riesce ad accumulare sino a 17” di vantaggio su Matthew McMurry e Ryan Hunter-Reay, subentrati sulle entry di Spirit of Daytona e Wayne Taylor Racing.

Il poker di prototipi made in Dallara viene però insidiato da Pipo Derani. Il trionfatore a sorpresa del 2016 riesce ad installarsi sino alla seconda posizione dopo che la prima caution della giornata, intervenuta a metà della terza ora a causa dell’Oreca del Performance Tech, sul circuito senza carburante.

Nel frattempo grazie al pit collettivo coincidente alla neutralizzazione, anche la Acura riescono a recuperare sul lotto dei primi, dopo i problemi alla portiera di un influenzato Ricky Taylor. Joao Barbosa, ora nell’abitacolo della #5, mantiene pertanto la testa della corsa dopo 180’ davanti a Derani, mentre alle loro spalle infiamma la lotta per la terza posizione tra Hunter-Reay, Simon Pagenaud, Stuart Middleton, al volante della Cadillac #31, e McMurry. Il britannico alfiere dell’Action Express esagerà però nei confronti del francese ex-campione IndyCar. I due si toccano ma proseguono e a Middleton, ritenuto colpevole del contatto, viene comminato un drive-through.

Purtroppo la bella gara di Derani si complica a causa di una foratura alla posteriore destra proprio all’entrata del banking, che fa perdere tempo e giri preziosi al giovane brasiliano. Forature a raffica in questo primo sesto di gara anche per entrambe le due Mazda, ormai distanziatissime dalla vetta, con Harry Tincknell che perde anche spettacolarmente l’anteriore sinistra subito dopo il terzo pit.

Grazie al gioco dei pit al termine della quarta ora le due Ligier dello United Autosports transitano brevemente al comando, così come era accaduto al bicampione del mondo di F1 Fernando Alonso al termine della seconda ora, ma la leadership reale rimane a Christian Fittipaldi, ora terzo pilota e direttore sportivo di Action Express, che supera proprio allo scadere dei primi 240’ la vettura #23 di Phil Hanson.

A 7” segue la Nissan di Ryan Dalziel, rinvenuta dopo una foratura nelle fasi iniziali, e a 17” la Cadillac del WTR, ora col vincitore 2017 Jordan Taylor, a seguire le due Acura Penske in continua rimonta con a sandwich Eddie Cheever III, al primo stint odierno con la Cadillac dell’SDR.

Tra le GTLM è sempre la Ford #66 a menare le danze, ora con Dirk Mueller, che mantiene 9” di vantaggio sull’accoppiata formata dalla Porsche di Fred Makowiecki e dall’altra Ford Scott Dixon. Leggermente più distanziate le due Corvette, che proseguono sornione con le terze guide di lusso, Marcel Fassler e Mike Rockenfeller.

Da segnalare le disavventure occorse alla Ferrari 488 GTE del Risi Competizione con James Calado, nei guai con una portiera che non si vuole chiudere, e in questo modo fuori sync dagli altrui pitstop. Il turno del britannico, che come lo scorso anno ha dimostrato di trovarsi particolarmente a proprio agio sul tracciato della Florida si chiude con una foratura fortunatamente a ridosso della settima sosta preventivata. Ora il volante della Rossa #62 è passato nelle mani dell’altro campione WEC GTE-Pro, Alessandro Pier Guidi.

Peggio è andata all’esemplare schierato in GTD dal team di Houston, che va a fuoco al termine della seconda ora di gara. La testa della categoria dopo la caution è appannaggio della Mercedes del Team Riley, con Luca Stolz, che batte al pit la crew del Montaplast di Christopher Mies, che insegue a meno di 1”.

P3 per la Lamborghini #11 del GRT Grasser di Rik Breukers, ricordiamo partita dal fondo dello schieramento per un problema alle verifiche tecniche post qualifica, seguita dalle due Acura NSX GT3 di Lawson Aschenbach e AJ Allmendinger.

La Ferrari meglio piazzata è la #63 campione in carica con Gunnar Jeannette – ottava dietro la Lexus #15 che porta fra gli altri, anche la leggenda Scott Pruett, all’ultima gara in carriera – a precedere le altre due 488 GT3 di Spirit of Race e Scuderia Corsa con Mathias Lauda e Bill Sweedler. Dalla lotta per la testa della categoria è invece sparita l’altra Lexus, la #14, che ha perso oltre 40’ ai box.

Piero Lonardo

La classifica alla quarta ora di gara


Stop&Go Communcation

La Ford #66 prosegue indisturbata in GTLM, mentre la Mercedes prende il comando tra le GTD

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2018/01/Barbosa-1024x683.jpg USCC – Daytona, 4a ora: Action Express in controllo ma c’è gloria anche per Alonso