Scott Pruett e Joey Hand conducono la Riley-Ford EcoBoost alla prima sospirata vittoria stagionale nella Lone Star Le Mans, sul Circuit of The Americas.

I due portacolori del Team Ganassi, che in stagione hanno visto svanire vittorie a portata di mano a Daytona e Road America, hanno effettuato una gara perfetta, senza particolari sbavature, approfittando al meglio delle strategie della squadra in una gara frammentata solamente da due interruzioni, per altrettanti problemi uscite della Oreca PC del BAR1 Motorsports di Don Yount e Ryan Lewis.

Dietro il duo anglo-californiano, con Pruett alla 60ma vittoria di sempre nelle gare di durata, la Corvette DP del WTR di Jordan e Ricky Taylor. Completa il podio l’altra Corvette DP del VisitFlorida.com di Richard Westbrook e Michael Valiante, grazie ad un sorpasso all’ultima curva sulla Ligier JS P2 del Michael Shank Racing, a lungo inseguitore nonostante una penalità per contatto evitabile con una Porsche.

Toccante il giro di formazione effettuato da Ozz Negri alla testa del plotone delle 36 vetture (le PC #38 di Starworks e la #37 del BAR1 non hanno pesto il via dopo i problemi delle ultime sessioni) con la livrea tributo a Justin Wilson.

Completa la top five dei prototipi la Corvette DP #31 dell’Action Express di Eric Curran e Dane Cameron, costretta ad inseguire per tutta la gara dopo un testacoda in partenza e un contatto con la PC di Renger van der Zande. Peggio ancora l’altra entry del team, fermata da uno stop&hold +60” per il contatto con la Ferrari Scuderia Corsa di Tonwsend Bell e terminata 10ma assoluta, sesta di categoria.

Menzione anche per la DeltaWing, addirittura al comando allo scadere delle due ore, ma prima il sorpasso della vettura di Joey Hand, poi un testacoda alla curva 12, seguito da un ultimo splash&dash, hanno tolto dal podio il futuristico prototipo di Don Panoz.

In classifica generale, la coppia del VisitFlorida.com conduce con appena 6 punti di vantaggio sui due equipaggi dell’Action Express.

CORE

Tra le PC, seconda vittoria dell’anno per Jon Bennett e Colin Braun con la entry del CORE Autosport. I due campioni in carica della categoria sono riusciti a compensare la mancanza del sottosterzo andando a recuperare nel finale sulla Oreca del JDC/Miller di Mikhail Goikhber, il quale nel finale, dopo l’ottima opera del giovanissimo Matthew McMurry, nel finale ha dovuto cedere anche alle entry dell’RSR di Bruno Junqueira e Chris Cumming, del Performance Tech Motorsports di Conor Daly e James French e del PR1/Mathiasen di Mike Guasch e Tom Kimber-Smith, terminando solamente quinto ad un giro dai primi.

La vittoria odierna consolida il vantaggio in classifica dei pluricampioni della categoria, ora di 12 punti sull’equipaggio del Performance Tech.

BMW25

Vittoria a sorpresa in GTLM, la seconda di quest’anno dopo Long Beach, per la BMW Z4 GTE di Dirk Werner e Bill Auberlen. Grazie ad una strategia di gara appena troppo dispendiosa delle due Porsche 911 ufficiali, costrette ad uno splash & dash a 3’ dal termine, i due portacolori del Team RLL hanno potuto prendere il comando, seguiti da presso dalla Ferrari F458 del Risi Competizione di Giancarlo Fisichella e Pierre Kaffer.

La gara era comunque iniziata nel segno della Porsche, che hanno preso subito il volo con i leader della classifica Patrick Pilet, il quale si trascinava il compagno di squadra Earl Bamber e l’altra Porsche del Falken Tire di Wolf Henzler.

Dopo la prima sosta, anticipata dalle 911 in regime di caution, toccava a John Edwards ereditare la leadership, salvo poi ricederla, a rotazione, nei due pit-stop nei quali si è alternato con Lucas Luhr. Dietro prima Pierre Kaffer, poi Giancarlo Fisichella, avevano il loro daffare nel rimontare posizioni dal fondo della griglia, fino a battagliare con la BMW in seguito vincente per quello che al momento era il gradino più basso del podio. La sosta finale delle Porsche ha fatto il resto, permettendo un nuovo podio per la F458 dopo i due terzi posti consecutivi di Road America e del VIR.

Con il terzo posto odierno di interrompe la striscia vincente di Nick Tandy, ma Patrick Pilet continua a mantenere il comando della GTLM, anche se di soli 3 punti, sui vincitori odierni. 10 sono invece i punti di stacco dall’equipaggio della Corvette #3, quest’oggi solo sesta, di Jan Magnussen ed Antonio Garcia. Una speranza matematica di successo finale anche per Fisichella e Kaffer a -13.

Viper

Infine la GTD, con la quarta vittoria stagionale della Viper GT3R del Riley Motorsports, la seconda per Ben Keating e Jeroen Bleekemolen. La gara sembrava iniziata in salita per il pilota olandese, con una penalità per aver ignorato le luci in uscita dal pit. Medesima penalità anche per il leader, Dion von Moltke, che regalava la leadership a Bill Sweedler e alla Ferrari di Scuderia Corsa.

Toccava poi alla Aston Martin e a Christina Nielsen ereditare il comando dopo quasi un’ora di gara per li primo pit-stop della rossa, alternandosi con la Porsche del Team Seattle di Ian James. Il contatto ed il drive-through assegnato nel finale anche a Townsend Bell per il contatto con la Corvette DP lasciava fuori dai giochi la Ferrari, permettendo la rimonta della Viper sulla Porsche, ora nelle mani di Mario Farnbacher. Il pilota tedesco cedeva le armi nel finale, uscendo dalla zona podio grazie ai sorpassi in extremis della BMW Z4 di Markus Palttala e dell’Audi R8 LMS di Cristopher Haase.

La classifica della categoria vede Christina Nielsen, alla fine solo ottava, precedere von Moltke ed Haase di un solo punto e Bell e Sweedler di 4. Ricordiamo che lo scorso anno l’Audi R8 del Paul Miller Racing riportò la prima vittoria per la casa tedesca proprio alla Petit Le Mans.

Prossima gara, il season finale di Road Atlanta, fra 2 sole settimane.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo

 

 


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