Nelle prime tre gare del Tudor United SportsCar Championship come noto le DP hanno fatto piazza pulita;  per due volte infatti ha trionfato la Riley-Ford EcoBoost del Team Ganassi (Sebring, Long Beach) e una la Corvette dell’Action Express (Daytona).

I risultati finali, ma anche le prestazioni in gara hanno evidenziato una supremazia all’interno della classe Prototypes dei prototipi dal telaio tubolare ex-Grand-Am a scapito delle più moderne LM P2 di provenienza ALMS.

Questa disparità di prestazioni, evidenziatasi sul campo nonostante i tanti proclami dell’ente organizzatore e nonostante test in pista e comparazioni al computer effettuati sin dall’annnuncio del “merger”, l’estate scorsa, ha fatto sì che diverse squadre di prestigio appartenenti all’American Le Mans Series (Level 5, Team Dyson, 8 Star) decidessero di rimanere alla finestra per una stagione interlocutoria, in attesa di capire meglio come si sarebbe evoluta la situazione.

Ora, dopo l’abbandono dei campioni ALMS in carica, il Muscle Milk Pickett Racing, voci di corridoio danno già un altro team che utilizza i prototipi sottostanti al regolamento ACO (assai probabilmente le poco competitive Mazda SpeedSource) verso il ritiro dalla serie, lasciando il parco partenti LM P2 alle sole HPD dell’Extreme Speed Motorsport e alla Morgan-Nissan dell’Oak Racing. Anche 8 Star, che avrebbe dovuto schierare una nuovissima Ligier JSP2 nelle ultime prove dell’attuale stagione, ha dichiarato di stare ripensando ad al relativo investimento.

Extreme Speed, per bocca del patron Scott Sharp, già all’indomani della gara di Long Beach, teoricamente favorevole alle LM P2, ha esercitato ulteriori pressioni presso l’IMSA affinchè vengano riviste le norme che stabiliscono l’equiparazione fra DP ed LM P2, che fin qui hanno raccolto come migliore risultato solamente la piazza d’onore proprio di ESM a Sebring

La serie dal canto suo, tramite il responsabile dello sviluppo tecnico, Scott Elkins, ha reso noto di stare meditando degli ulteriori cambiamenti in vista della gara di Laguna Seca, in programma il 4 maggio prossimo.

Lo stesso Elkins ha ammesso che, se è stata quasi raggiunta una similitudine di prestazioni nel tempo sul giro, le DP continuano ad avere una migliore guidabilità – oltre che una maggior velocità di punta, aggiungiamo noi. Inoltre, la possibilità di intervenire sulle LM P2, rimanendo all’interno dei regolamento ACO, parrebbe ormai limitata, per cui – a seguito di una riunione coi costruttori avvenuta a Long Beach  – è assai probabile che per Laguna Seca venga deliberata una riduzione di potenza sulle DP, così da avvicinare le prestazioni fra le due specifiche di prototipi.

In seno all’IMSA si sta però lavorando anche già per il futuro. Come noto, l’ACO prevede la stabilità dei regolamenti fino a tutto il 2016 incluso, ma la nuova generazione di LM P2 (Ligier, Dome, Oreca ed HPD) che sta per debuttare già nella presente stagione rischia di scombinare i progetti degli organizzatori e dei team, che hanno investito notevoli somme per adeguare le DP secondo le regole imposte per il Tudor USCC.

Alla domanda diretta, Elkins ha risposto che il prototipo ideale, in chiave 2017, dovrebbe avere il grado di innovazione tecnologica delle attuali LM P2, ma anche la possibilità di identificazione con il costruttore delle attuali DP.

Vetture sicuramente chiuse e con telaio in carbonio quindi, ma dai costi di produzione contenuti e con motore derivato dalla serie. Purtroppo questo assomiglia molto all’identikit di altre due serie, DTM ma soprattutto NASCAR, molto dedite allo spettacolo ma meno all’innovazione tecnologica, specie la seconda.

Fortunatamente c’è ancora tanto tempo e altri problemi immediati da superare, già a partire da Laguna Seca.

Piero Lonardo


Stop&Go Communcation

L’IMSA sempre alla ricerca della corretta equiparazione fra DP e LM P2

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2014/04/ESM_c.jpg USCC – Attesa una riduzione di potenza delle DP per Laguna Seca