Grande festa per i meccanici Peugeot sotto il podio, una felicità sacrosanta per una corsa dominata dalla #7 di Klien-Minassian-Pagenaud, ben superiore a tutti i benzina in circolazione… Probabilmente avrebbe surclassato la concorrenza anche la #9 se non avesse avuto alcuni problemi di affidabilità (che ormai non ci dovrebbero essere più) e una penalità di 4 minuti dovuta al contatto di Wurz con la Courage LC75 ‘IRS’. Pagenaud e Minassian hanno condotto una buona gara, così come Klien, che però non ha mai avuto tempi di spicco e si è limitato a controllare la gara.  

Ancora galletti in seconda posizione, con l’ottima prestazione della Pescarolo-Judd di Tinseau-Boullion, mai in lotta per la vittoria visto lo strapotere dei “cugini” d’oltralpe. L’altra “Pesca” è stata distrutta da Jounnay, che è uscito rovinosamente al Radillion.  

Nonostante negli ultimi giri Tomas Enge abbia compiuto dei tempi fantastici, l’Aston Martin ha racimolato “solo” un 3° posto con la #007. La vettura guidata da Enge-Mucke-Charouz ha compiuto una fantastica rimonta dall’ultima posizione, dopo la disastrosa qualifica di ieri, nella quale non era scesa nemmeno in pista. L’altra coupè britannica di Primat-Ramos-Turner è quinta assoluta e, se non avesse avuto dei problemi di affidabilità, avrebbe potuto cogliere un piazzamento anche migliore.  

I due prototipi inglesi sono inframezzati dall’unica Oreca-Courage AIM superstite, la #11 con Lapierre-Panis; dato che l’altra Oreca è uscita violentemente fuori pista poco prima della Bus Stop, quando al volante c’era Bruno Senna. In qualsiasi caso la coppia Ortelli-Senna era già fuori dalla lotta per il primo trofeo, avendo subito qualche grattacapo di troppo già in precedenza.  

Meglio di Barcellona ma non ancora al top sono andate le due Audi R10 TDI del team ‘Kolles’, mai velocissime, infatti la loro miglior prestazione (2’06”.276, #14) è a 4 secondi dal best-lap della Peugeot #7 . Sesta la #15 con Karthikeyan-Meyrick-Zolwsman al posto di guida e settima la #14 di Albers-Bakkerud-Mondini. Proprio l’ex driver della GP2 ha avuto una foratura e Giorgio Mondini non è stato granchè convincente.  

“Non pervenute” e mai protagoniste la Lola B08/60 dello ‘Speedy-Sebah’, che ancora le devono essere apportati gli aggiornamenti dalla Lola, e la Courage-Oreca LC70 Judd del ‘Signature-Plus’ con Mailleux e Ragues.  

Aveva cominciato bene ma poi non si è ripetuta durante l’arco della gara la Ginetta-Zytek ‘LNT’, 18° assoluta, seguita dalla sua gemella ma dello ‘Strakka Racing’, quest’oggi deludente.  

La prestazione di Lavaggi è stata minata da molti problemi e dalla lentezza cronica della Lavaggi LS1 (miglior prestazione 2’13”.307), ma sproniamo il Conte a provarci ancora e a non abbandonare questo suo sogno, anche se il lavoro sarà tanto e duro e con poco budget si può fare il giusto…   

In LMP2 Kristian Poulsen, incaricato di fare solo l’ultimo stint (ha passato solo il 9% delle 6 ore a guidare, il resto è stato svolto solo da Collard ed Elgaard), ha rischiato di mandare a monte tutto il buon lavoro svolto dal team ‘Essex’ sulla Porsche RS Spyder, facendosi mangiare secondi su secondi dalla Lola B08/60 ‘Speedy-Sebah’ con Leuenberger nel posto di guida. Il distacco fra i due è stato di appena 9 decimi.  

Ottima prestazione di Ceccato-Francioni-G.Piccini su Lola B08/80 del ‘Racing Box’, terzi di classe. L’altra macchina della compagine italiana di Bobbi-Biagi-A.Piccini s’è ritirata dopo soli 7 giri.  

Eccellente rientro del ‘Barazi-Epsilon’ con la Zytek 07s di Juan Barazi e Fernando Rees, che hanno conquistato onorevolmente una quarta piazza e 14° assoluta che dà morale alla squadra.  

Costanza, costanza, costanza! E’ sicuramente questo il motto dell’‘OAK Racing’ che, con la sua Pescarolo-Mazda di Ajlani-Lahaye, è giunta al traguardo in quinta posizione assoluta, bissando il risultato di Barcellona. Mai tempi da urlo per la barchetta franco-nipponica, ma un ottimo risultato è arrivato al team che una volta si chiamava ‘Saulnier Racing’.  

Sesta e 23° assoluta la Radical SR9 ‘Bruichladdich-Bruneau’ che come miglior giro ha fatto segnare 2’16”.469. A 2 giri di ritardo dal proto inglese ha tagliato il traguardo la Courage-Oreca LC75 del ‘Pegasus Racing’ gommata Avon. Uno stop nel giro di ricognizione e il turbo del 4 cilindri Mazda che faceva le bizze ha rovinato il risultato della Lola ‘KSM’, con il nostro Francesco Sini che poteva fare davvero bene, ma non ne ha avuto la possibilità.  

WR-Salini ha deluso tantissimo le attese ed è stata anche coinvolta in un incidente con l’Oreca di Lapierre in procinto di doppiare la LMP2 d’oltralpe.  

Ritiro per la Ginetta-Zytek ‘Quifel-ASM’ che, nonostante un gran giro in 2’09”.120, ha dovuto alzare bandiera bianca dopo 101 laps. Anche se pochi se ne sono accorti, correvano anche le mai competitive Lucchini ‘Hache Team’ e ‘Ranieri Randaccio’, entrambe mai nella zona calda della classifica. Addirittura la Lucchini-Nicholson Mclaren di Randaccio ha completato la sua miglior tornata in 2’28”.551, quando le GT2 facevano segnare 2’22”-2’23”. Per fortuna però che esistono ancora dei temerari come questi partecipanti, sempre pronti a tutto, ed è grazie anche a loro se l’endurance è così affascinante. Campionato finito per 'RML', la quale ha collezionato un altro ritiro e per loro si fa davvero dura.

Nella classe GT1, che a fine anno sparirà, ha visto concentrarsi la contesa fra la Corvette C6r ‘LAA’ e la Lamborghini Murcielago ‘IPB Spartak’, con la V8 americana che ha staccato di 1 giro la V12 italiana. Dispersa fra le colline del Belgio l’Aston Martin DBR9 ‘Jet-Alliance’.  

In GT2 siamo rimasti col fiato sospeso fino all’ultimo: la Porsche 997 GT3 RSR ‘Team Felbermayr-Proton’ di Lieb-Lietz ha vinto la 1000km di Spa-Francorchamps, inseguita a 7 secondi dalla Ferrari F430 del ‘Team Modena’, dove la maggior parte del lavoro l’ha svolto il perfetto Jaime Melo, mai spalleggiato da Antonio Garcia e dal lentissimo Leo Mansell che, evidentemente, non ha preso nulla dal Leone d’Inghilterra…  

Terzi e un po’ sfortunati Bell-Bruni su Ferrari F430 ‘JMW’, comunque hanno svolto una corsa al massimo e sono stati attardati da una foratura accusata dall’ex di F1 con la Minardi. Quarta un’altra V8 italica, quella dell’‘FBR’, con alle calcagna la Spyker C8 Laviolette di Coronel-Dumbrek, anche loro colpiti da un copertone bucato.  

Sesta la Porche 997 ‘IMSA-Performance’ e settima l’Aston Martin V8 Vantage ‘Drayson Racing’, che oggi è arrivata al traguardo sana e salva. Qualche noia alla ripartenza dalla corsia box ha costretto la Ferrari F430 ‘Hankook-Team Farnbacher’ ad abbandonare Spa con le pive nel sacco, nonostante stessero compiendo una buona gara.  

Delude (ma era prevedibile) la Lamborghini Gallardo GT2 ‘Reiter Engineering’. La classe e l’esperienza di un vecchio volpone come Christophe Bouchut non hanno potuto far nulla contro i problemi di gioventù normalissimi in una vettura nata poco tempo fa.  

Per la F430 ‘JMB’ di Hartshorne-Kralev-Rodrigues sarebbe meglio chiamare un agente privato che ricerchi il team monegasco, visto che dei bei vecchi tempi si sono perse le tracce… 

Gabriele Sbrana


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