Tanti appassionati avevano espresso nelle scorse settimane pronostici favorevoli alla HPD ARX guidata da Jonny Kane, Danny Watts e Nick Leventis, ma forse pochi si sarebbero immaginati una vittoria così schiacciante, specie dopo i problemi patiti in Portogallo durante lo scorso round. Si perché qui si parla di endurance e le gare sono lunghe e bisogna prima di tutto terminarle.

Lo sanno bene al Team ORECA, dove dopo un pario d’ore credevano di avere in tasca la vittoria che avrebbe riaperto il campionato, quantomeno il loro.

La classifica finale della classe regina premia la Ginetta Zytek dei piccoli Mansell che non ha proprio brillato in quanto a prestazioni velocistiche, la più lenta delle Lola Rebellion, la #12 affidata all’altro figlio d’arte Nicolas Prost e a Neel Jani e la Lola Aston Martin del Team Signature Plus dello stakanovista Pierre Ragues, Vanina Ickx e Franck Mailleaux. 

Peccato per la vincitrice morale della corsa, l’altra Lola Rebellion che con Andrea Belicchi e Jean-Cristophe Bouillon ha dato spettacolo finchè è stata in gara.

Gloria allora per la compagine inglese che ha girato con prestazioni quasi da LMP1, giustificando così la pole conquistata stamane, per i campioni uscenti del team Quifel ASM con Oliver Pla e Miguel Amaral e per la Pescarolo Judd dell’OAK Racing con Mathieu Lahaye e Jacques Nicolet che occupano a giusta ragione il podio di questa storica corsa ungherese.

Dietro il podio brillano la “solita” Lola RML di Newton-Erdos-Collins, che mantiene così il primato in classifica, l’altra Ginetta-Zytek del Team Bruichladdich di Ojjeh-Greaves-Ebbesvik ma soprattutto la Lola-Judd della MIK Racing, ex Racing Box, che i nostri Pirri, Cioci e Perazzini hanno portato al sesto posto assoluto. Sfortuna per la vettura gemella di Leo-Geri-Babini, attardata da problemi di varia natura che hanno vanificato le prestazioni velocistiche dei nostri connazionali.

Parlando di italiani, ulteriore nota positiva primo posto in Formula Le Mans della DAMS #43 affidata a Cicognani-Barlesi-Chalandon, a lungo nella top ten assoluta, che consolida la prima posizione in campionato.

Liquidata la pratica in assenza di reali contendenti, festeggia il titolo GT1 con una gara di anticipo la Larbre Competition. Ma veniamo alla GT2. 

L’iniziale dominio Ferrari si è trasformato in una semi-disfatta. Vittoria parziale e – credo, in assenza ancora delle classifiche ufficiali, titolo – alla Porsche #77 di Lieb e Lietz. Difficile dire cosa sia successo intorno alla quarta ora alla Ferrari dominante, la #95 delle stars Alesi-Fisichella-Vilander (nella foto, ai box), ma non è stato possibile colmare il gap creatosi in quella sede, circa un giro. 

Così il podio è completato dalla fin qui sfortunata F430 della CRS Racing di Mullen-Kirkaldy e dalla Porsche IMSA Matmut di Narat-Pilet. Peccato per la Ferrari #96, affidata ai deb Barba-Parente, che non è riuscita a fare gioco di squadra; la #94 di Companc-Russo, non è stata mai realmente in gara. 

Appuntamento fra tre settimane a Silverstone per la 1000 Km dove saranno presenti i team LMP1 Peugeot e Audi ufficiali in funzione del primo round della neonata Intercontinental Le Mans Cup.

Alfonso Liberi – Piero Lonardo

Hungaroring – classifica finale


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