Vince al debutto la 8 ore di Le Castellet la nuova Audi R15 dando una prova di forza incredibile sulla quale forse nessuno avrebbe scommesso dopo le qualifiche. Una vittoria fatta non solo di velocità, con il prototipo tedesco che specialmente con Allan McNish alla guida è stata veloce, quanto e forse più della collaudata Peugeot 908, ma come spesso accade nelle gare endurance, sull’affidabilità che è stata assoluta. Con l’Audi che festeggia, rimane fuori dal podio la Peugeot che con Panis-Lapierre-Sarrazin è stata veloce quanto l’Audi, ma cui è mancata l’affidabilità con un problema ad una sospensione nel corso della prima ora che l’ha retrocessa in fondo al gruppo delle LM P1, costringendola ad una rimonta conclusa al quarto posto finale, davanti alla Oreca 01 di Ayari-Duval-Andre. La squadra francese avrebbe forse meritato qualcosa in più se non avesse avuto il problema al pneumatico posteriore destro ad inizio gara. Nel mezzo, seconda a sei giri l’Aston Martin di Fernandez-Mucke-Primat brava a sfruttare al meglio gli errori degli avversari con Mucke veloce come l'Audi nei suoi turni di guida. Terza la Lola del team Rebellion con Smith-Boullion-Belicchi ed il francese velocissimo per tutti i suoi turni di guida. Sottotono l’altra Aston Martin, quella del Team Signature, sesta sotto la bandiera a scacchi e mai veramente competitiva; mentre ha molto da recriminare l’altra Lola del team Rebellion, quella che ad inizio gara, con Neel Jani alla guida, sembrava poter lottare per il podio e che ha chiuso solo dodicesima assoluta a seguito del problema al cofano. Da segnalare infine che durante gli ultimi minuti di gara si è affacciata la temutissima pioggia. L'organizzazione Audi ha pensato di non correre rischi inutili, richiamando Dindo Capello ai box per montare le intermedie per percorrere gli ultimi due giri di corsa.

Nella LMP2 ha fatto e disfatto tutto la HPD della Strakka Racing, che dopo test e qualifiche sembrava davvero imprendibile. Dopo aver dominato nelle prime ore un problema alla sospensione posteriore le ha fatto perdere 3 giri che poi Kane-Leventis-Watts hanno saputo recuperare portandola ad un successo che senza variazioni regolamentari difficilmente qualcuno potrà portargli via nel corso della stagione. Podio per la Pescarolo di OAK Racing con Moreau-Hein davanti alla Lola-HPD di RML, capace anche di andare in testa a metà gara, ma il passo di Andy Wallace è stato troppo inferiore a quello degli avversari per meritare il podio. Sesto posto di classe per la Lola della Racing Box guidata da Andrea Piccini-Giacomo Piccini-Ferdinando Geri. Un risultato che comunque soddisfa a metà il team italiano che sta lavorando sodo per mettere a punto l’assetto ideale per le nuove gomme Pirelli, mentre dall’altro un problema elettrico ha costretto l’altra vettura di Pirri-Cioci-Perazzini al ritiro nel corso della quinta ora.

Sempre nella LMP2, ma nella speciale classifica riservata alle Formula Le Mans, tanta sfortuna per i piloti italiani che comunque hanno messo in mostra quel “piede” che li porterà sul gradino più alto del podio nelle prossime gare. Terzo il pilota più giovane in pista Alessandro Cicognani a 2 giri dai vincitori Beche-Capillaire-Pillon dopo una gara tutta in rimonta in cui il ravennate ha mostrato di essere già maturo per l’endurance. Molta sfortuna invece per il il poleman al debutto Edoardo Piscopo, che, dopo essere stato anche in testa, per un problema agli scarichi nel corso della quarta ora è scivolato in fondo alla graduatoria di classe.

In GT1 l'unica vettura presente, la Seleen della Larbre Competition ha conquistato la vittoria giungendo al traguardo 24 assoluta, dietro diverse GT2.

Emozioni con un duello da leggenda tra Porsche e Ferrari in GT2 in una gara tiratissima tra le vetture “semi-ufficiali” dei team AF Corse e Felbermayr con ben 4 vetture nello stesso giro per ben 5 ore ed un finale al cardiopalma con soli 50 secondi di distacco tra le prime quattro vetture dopo 8 ore di gara! A spuntarla è stata ancora una volta la vettura tedesca, che, pur con qualche decimo di velocità in meno, si è rivelata più affidabile e più concreta della vettura del cavallino. A portare a casa il successo è stata la coppia di punta Lietz-Lieb, perfetta come lo sono stati Vilander-Alesi-Fisichella terzi sotto la bandiera a scacchi e rallentati dalle troppe soste ai box, ben 10 contro le sole sei della vettura tedesca.

Classifica:

  1. Audi R15 plus TDI (prima LMP1) 266 giri
  2. Aston Martin LMP1 261 giri
  3. Lola – Rebellion #13 Rebellion Racing 261 giri
  4. Peugeot 908 Team Oreca 258 giri
  5. Oreca 01 – AIM 258 giri
  6. Aston Martin LMP1 Team Signature 256 giri
  7. HPD ARX-01c Strakka Racing (prima LMP2) 250 giri
  8. Pescarolo-Judd #35 OAK Racing 250 giri
  9. Lola-HPD RML 249 giri
  10. Pescarolo-Judd #24 OAK Racing 249 giri
  11. Lola – Rebellion #12 Rebellion Racing 248 giri
  12. Ginetta-Zytek 09S Team Bruichladdich 248 giri
  13. Lola-Judd #30 Racing Box 246 giri
  14. Ginetta-Zytek 09S Beechdean Mansell Motorsport 243 giri
  15. Applewood Seven (prima FLM) 237 giri
  16. Hope PoleVision Racing #48 237 giri
  17. DAMS #43 235 giri
  18. Porsche 997 #77 Team Felbermayr Proton (prima GT2) 233 giri
  19. Hope PoleVision Racing #47 231 giri
  20. Porsche 997 #88 Team Felbermayr Proton 231 giri
  21. Ferrari F430 #95 AF Corse 231 giri
  22. Ferrari F430 #90 CRS Racing 231 giri
  23. Ferrari F430 #94 AF Corse 231 giri
  24. Saleen S7r Larbre Competition (prima GT1) 229 giri
  25. BMW M3 Team Schnitzer 225 giri
  26. Courage-Oreca LC75 – AER Pegasus Racing 219 giri
  27. Porsche 997 IMSA Performance 219 giri
  28. Spyker C8 Laviolette Spyker Squadron 215 giri
  29. Lola-Judd KSM 188 giri 
  30. Ferrari F430 Hankook Team Farnbacher (ritirati) 
  31. DAMS #44
  32. JMB Racing
  33. Ginetta-Zytek 09S Quifel-ASM
  34. Boutsen Energy Racing
  35. WR Salini
  36. Ferrari F430 #96 AF Corse
  37. Ferrari F430 #91 CRS Racing
  38. Lola-Judd #29 Racing Box
  39. Radical SR9-Judd Race Performance
  40. Aston Martin V8 Vantage JMW Motorsport
  41. Porsche 997 Prospeed Competition

Alfonso Liberi – Piero Lonardo


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