Toyota a sorpresa davanti a tutti nel warm-up della 24 Ore di Le Mans. Nicolas Lapierre ha segnato il miglior tempo con 3.26.277 davanti alle tre Audi R18 e-tron quattro e alla Lola Rebellion di Nick Heidfeld.

In LM P2, John Martin con l’Oreca del G-Drive ha preceduto la vettura gemella di Karun Chandhok del Murphy Prototypes.

Qualche brivido per una toccata con testacoda per Tom Kristensen incomprensione con Pascal Gibon e la Porsche IMSA Matmut #67 alla Indianapolis. Foratura e un po’ di nastro adesivo per “Mr. Le Mans”.

Altre due rovinose uscite di strada per Philippe Dumas fuori contro le gomme con la Corvette Larbre alla Dunlop ma soprattutto per Tor Graves che schianta il posteriore dell’Oreca del Delta-ADR alle Porsche e segna la chiusura anticipata della sessione.

Tra le GTE-Pro, emerge Toni Vilander sulla Ferrari F458 #71 che condividerà in gara con Kamui Kobayashi e Olivier Beretta. Con lui sotto i 4’ solamente Romain Dumas con la Porsche Manthey e Gianmaria Bruni con la seconda Ferarri AF Corse.

Infine, in GTE-Am, Pat Long con la Porsche del Dempsey Del Piero Racing addirittura sui tempi delle Pro con 3.58.358 a precedere l’Aston dell’equipaggio tutto danese che partirà dalla pole

Toyota, nonostante il robusto gap accusato nelle qualifiche, è confidente per la gara e dichiara di avere risolto i problemi accusati nelle sessioni di mercoledì (trasmissione) e a Spa (surriscaldamento del posteriore).

Oltretutto quest’anno la pioggia, prevista più o meno copiosamente per tutta la gara, specialmente in serata, dovrebbe essere un fattore e, teoricamente, potrebbe ostacolare la strategia velocistica di casa Audi, che prevede di girare almeno 1”2 più veloce delle concorrenti nipponiche per contrastarne la maggiore autonomia.

Tutti pronti comunque per lo start, alle 15.

Piero Lonardo

I tempi del warm-up


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