Il terzo appuntamento della Michelin Le Mans Cup 2018 ha visto ben 50 vetture tra LM P3 e GT3 calcare per il terzo anno consecutivo il tracciato di Le Mans. Anche quest’anno la gara è stata suddivisa in due manches di 55’ ciascuna, con altrettante sessioni di qualifica, protagonisti entrambi i piloti degli equipaggi, impegnati separatamente nelle due sessioni.

Gara 1 si è disputata giovedì proprio dopo le qualifiche, che avevano visto Mikkel Jensen conquistare la pole con la Ligier dell’Eurointernational ed il tempo di 3.51.315, un decimo meglio di Scott Andrews con la Norma del Cool Racing. Tra le GT, Piergiuseppe Perazzini sulla Ferrari AF Corse #71 precedeva con 3.55.867 l’altra 488 Spirit of Race di Frederic Vervisch.

Al via, la coppia di testa prendeva il largo mentre la Ligier dell’Ecurie Ecosse/Nielsen di James Littlejohn, partita dalla terza piazzola, nonchè seconda in classifica dopo i due podi del Paul Ricard e Monza, si girava con una gomma forata. Tra le GT, Perazzini teneva a bada il copilota di Vervisch, Louis Soenen, mentre Sergio Pianezzola, vincitore dei primi due round stagionali, si avvicinava ai battistrada sull’altra Ferrari del Kessel Racing, fino a raggiungere il comando al quinto giro, poco prima della sosta obbligatoria.

Dopo il pit, mentre davanti Kay van Berlo, subentrato al danese, manteneva un cuscino di sicurezza sulla Norma del DKR di Dan Polley, era Marco Cioci, storico coequipier di Perazzini, a rincorrere la 488 battente bandiera svizzera, ora con Giacomo Piccini al volante, che però era costretto a scontare 30” di Stop&Go per non aver rispettato una slow zone, dovendosi accontentare così del secondo posto, a ben 46” dal romano. P3 per l’altra Ferrari Kessel di Andrea Piccini e Claudio Schiavoni, risalita dal fondo dello schieramento.

Davanti, van Berlo portava tranquillamente alla prima vittoria nella Cup l’Eurointernational, precedendo i campioni in carica ELMS tra le LM P3 Sean Rayhall, rinvenuto dalle retrovie con la Ligier #33 dello United Autosports. Completa il podio la Norma di punta del DKR, fino a quel momento a punteggio pieno in classifica generale, di Jens Petersen e Leonard Hoogenboom.

Gara 2 è stata per la prima volta l’antipasto della 24 Ore, disputandosi nella mattinata di sabato. Eric Trouillet con la Norma #39 del Graff non scattava benissimo dalla pole position e al ponte Dunlop si agganciava con i vincitori di gara-1 dell’Eurointernational, lasciando via libera quindi a Laurents Horr con la entry del CD Sport e a Michael Benham sulla Ligier del Lanan Racing.

Tra le GT, Sergio Pianezzola partiva bene dalla pole, ma alla chicane Michelin sbandava e centrava l’altra 488 di Marco Cioci, che a sua volta colpiva anche la Norma LM P3 #65 del Graff. Risultato: tre macchine ko, safety car in pista e leadership tra le GT3 alla Ferrari #54 di Vervisch.

Al restart, Horr era in grado di prendere un robusto vantaggio su Benham, che presto doveva anche cedere a sua volta la posizione a Jean-Baptiste Lahaye, risalito dalla 12ma piazzola con la Norma dell’Ultimate.

Benhanm era tra i primi ad effettuare il pit obbligatorio, cedendo il volante a Duncan Tappy, e alla fine delle soste si ritrovava alle calcagna della Ligier di Sean Rayhall, e lo passava al decimo giro. Le ultime fasi vedevano però il campione ELMS della categoria chiudere nuovamente sul britannico, che riusciva comunque a vedere per primo la bandiera a scacchi anche se con solo 7 decimi di vantaggio. P3 a 11” terminava la Norma del DB Autosports di Jacques Wolff e Nicolas Schatz.

I pit decretavano anche la vittoria tra le GT3, con Maurizio Mediani e la Ferrari #51 di Spirit of Race che emergeva con un robusto vantaggio dopo lo stint iniziale di Christoph Ulrich. A completare il podio le altre due 488 del Kessel Racing di Andrea Piccini e Claudio Schiavoni e di Joe Hartshorne ed Oliver Hancock, che all’ultimo giro ha recuperava due posizioni sulla Ferrari 458 di Stile F e sull’altra 488 in testa nelle fasi iniziali.

In classifica generale, l’accoppiata del DKR formata da Petersen e Hoogenboom continua a condurre largamente con 63 punti contro i 33,5 dell’equipaggio dell’Ecurie Ecosse/Nielsen formato da Anthony Wells e James Littlejohn, reduci da un weekend disastroso che ha portato un ritiro ed un 33mo posto. Tra le GT3, nonostante il ko di Gara-2 resiste la leadership di G.Piccini e Pianezzola con 61 punti, ma con i due rispettivi successi si avvicinano sia Ulrich / Mediani che Perazzini / Cioci, rispettivamente a -11 e -19 punti. Quarti G.Piccini e Schiavoni a quota -20.

Il prossimo appuntamento con la Michelin Le Mans Cup il 21 luglio al Red Bull Ring.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo di Gara 1

L’ordine di arrivo di Gara 2

 


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Le Mans Cup – Road to Le Mans, Gara: Prima vittoria per Eurointernational e Lanan Racing

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