A metà della sesta ora lo stop lungo la pista della Porsche Cup del TRG di Jim Norman causa la sesta caution della giornata. Ne approfitta AF Corse, che è appena uscita dai box con Gianmaria Bruni e ne riemerge terza a contatto dei primi.

Durante la neutralizzazione, entrambi i battistrada prendono la via dei box e sia Franck Montagny che Romain Dumas riprendono il volante delle loro vetture a posizioni invariate, ma l’Audi continua a non riuscire ad avvicinarsi abbastanza per prendere la testa della gara. Inizia a trapelare la causa della defaillance sul passo di gara per l’Audi: si tratterebbe del mancato raffreddamento dei freni, proprio come un paio di mesi prima ad Imola.

Sosta ravvicinata anche in GTC, con Jeroen Bleekemolen e Spencer Pumpelly a rifornire uno accanto all’altro. Purtroppo la Porsche Cup del Black Swan non si avvia immediatamente ed è costretta a cedere il comando della categoria all’enfant du pays Pumpelly sulla entry del TRG.

Al restart Gianmaria Bruni prende la scia dell’Audi di Dindo Capello e sorpassa la F458 di Scott Sharp, che nel frattempo era succeduto a Farnbacher, per riprendere dopo oltre 6 ore e mezza la testa della categoria. Il trenino di sette vetture prosegue con la Corvette di Jan Magnussen, le due BMW di Hand e Auberlen e le due Porsche di Patrick Long e Martin Ragginger, tutti compresi nello spazio di 20”!

A 6h15 di gara succede un po’ di tutto, con una spettacolare collisione alla curva 4 che coinvolge cinque vetture, tra cui l’Aston Martin Vantage che allarga sull’erba e una Porsche Cup del TRG che sfiora la sopraggiungente Audi di Dindo Capello. Ad avere la peggio la LM PC # 18 della Performance Tech di Jarrett Boon, che comunque riesce a ripartire. Poco più in là la Ferrari di Scott Sharp accusa una foratura alla posteriore sinistra ed è costretta a percorrere quasi tutto il circuito zigzagando pericolosamente tra i prototipi (ne sa qualcosa Neel Jani) per raggiungere i box. 

La settima caution appare a metà della settima ora, grazie alla Lotus Evora #64 e a Oskar Slingerland, che si gira sul rettilineo e sbatte senza controllo sulle protezioni, rovinando completamente l’anteriore della vettura e alcuni sensori di cronometraggio che allungano la durata delle bandiere gialle. Logica conseguenza peraltro dopo la serie di testacoda che hanno movimentato la gara del team Lotus Jetalliance sin dall’inizio della gara. Problemi anche per la seconda entry del CORE Autosport, la #05 di Jon Bennett, portata a spinta ai box.

Ancora una volta la neutralizzazione avvicina i due piloti di testa e Dumas tenta il riaggancio alla Peugeot a suon di giri veloci. La settima ora però termina con Montagny ancora saldamente al comando, grazie anche alla palese ostruzione della vettura dell’Oreca. A causa dei doppiaggi, l’Audi perde terreno ma a pista libera dimostra di guadagnare vistosamente.

A 97 giri dalla teorica fine la svolta della corsa. Dumas riesce finalmente a ricongiungersi nuovamente alla Peugeot di Montagny. E’ veloce quanto basta e si appresta ad eseguire il sorpasso, ma la Peugeot scarta a sinistra quel tanto da costringerlo verso l’esterno della pista. Purtroppo Dumas non riesce a evitare del tutto una Porsche GTC (forse Pappas) e si gira, sbattendo duro contro il guard rail. Gara finita per l’Audi #1 e nuova caution.

Dure le parole a caldo di Wolfgang Ullrich, grande capo dell’Audi: “Romain stava cercando di passare Montagny, che ha fatto resistenza. Sfortunatamente c’era anche un’altra vettura che il mio pilota non ha potuto evitare. Non posso giudicare il comportamento del Sig. Montagny, che non guida per me, ma che posso affermare che non guiderà mai per me”

Ora il volante della Peugeot #8 è passato a Stephane Sarrazin, che conduce, al termine dell’ottava ora di gara, con 3 giri di vantaggio su Marc Gene, rientrato sulla Peugeot Oreca e con 4 su Stefan Mucke sulla Aston Martin ufficiale, prima delle vetture a benzina. In LM P2, nulla di variato al vertice, con Cristophe Bouchut solo al comando in ottava posizione assoluta. Da segnalare solo che l’Oreca della Signatech ha ripreso la pista dopo il lungo stop per problemi allo sterzo che le è costato la testa della gara. Tra le LM PC, Kyle Marcelli sempre al comando con 5” di vantaggio su Ryan Lewis del PR1 Mathiasen. Ennesima disavventura per Ricardo Gonzalez e la #06 del CORE Autosport, arenatasi nella sabbia.

In GT, dopo avere subito il sorpasso ai box da parte della BMW #56 nel corso della settima caution, Gianmaria Bruni si è riappropriato della testa della categoria. La BMW però si avvicina minacciosa con Joey Hand, in questa fase che vede i due piloti spingere al massimo. L’ora termina con la Ferrari che mantiene la leadership sulla vettura bavarese per soli 6 decimi. Terza piazza per Patrick Pilet con la Porsche del Flying Lizards, che precede a sua volta l’altra BMW di Augusto Farfus.

Tra le AM, sempre saldamente in testa la F430 del Krohn Racing con il nostro Michele Rugolo. A 2 giri Julien Canal con la Corvette Larbre. Infine tra le Porsche Cup. Jeroen Bleekemolen ritorna in testa su Duncan Ende, succeduto a Pumpelly. Terzo Leh Keen di nuovo al volante della entry dell’Alex Job Racing.

Piero Lonardo


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