La seconda ora di gara si apre con 1 minuto di Stop & Go assegnato ad entrambe le Peugeot, ancora una volta per non aver rispettato il semaforo all’uscita dei box. Una coincidenza alquanto curiosa ma che permette all’Audi #1, condotta ora da Timo Bernhard, di proseguire la propria rimonta alla testa della gara con relativa calma.

Ad 1h23 Butch Leitzinger sbatte duro e rovina irrimediabilmente la sua Lola-Mazda alla curva 1 per causare la terza caution della giornata. Nel frattempo in GT la BMW di Dirk Werner è riuscita a tornare al comando e precede di una ventina di secondi un terzetto composto da Guy Cosmo e  Frederic Makowiecki con le F458 di Estreme Speed e Luxury Racing e da Patrick Long con la prima delle Porsche. Quinta l’altra BMW di Dirk Mueller, che ha già rifornito per la seconda volta, ma che deve subire la plateale foratura della posteriore sinistra che lo costringe ad una nuova sosta imprevista. Gianmaria Bruni intanto prosegue la propria furiosa rimonta segnando i migliori tempi della categoria, ad un giro dalla leadership di classe.

A 2h05 di gara primo grosso colpo di scena in testa. Sebastien Bourdais parcheggia la sua Peugeot #7 ed esce a guardare il retrotreno. Al momento non si conoscono ancora i motivi dello stop, anche se probabilmente si tratta del cambio. Il prototipo comunque raggiunge i box a bordo di un camion dell’assistenza diversi giri dopo per verificare un improbabile quanto difficoltoso rientro.   

Dieci minuti dopo Nicolas Lapierre si ferma finalmente per il proprio terzo stop e cede il volante a Marc Gene, ma Franck Montagny non riesce ad approfittarne, in quanto costretto anch’egli a fermarsi per la quarta volta con la Peugeot ufficiale superstite, passando la guida a Stephane Sarrazin. La testa della gara va quindi nuovamente a Timo Bernhard, unico nel proprio giro davanti alla Lola-Rebellion di un Andrea Belicchi in forma smagliante, che non ha ancora ceduto il volante ai propri compagni.

A 2h24 quarta sosta per l’Audi #1, che cambia pilota con Romain Dumas e perde ancora una volta la testa della gara a favore della Peugeot-Oreca, il quale viene invece passato finalmente da Sarrazin qualche minuto dopo. In P3 resiste ancora Andrea Belicchi, unico ancora nel giro dei battistrada, che purtroppo dopo qualche tornata si tocca con una Ferrari e finisce nella sabbia con evidenti danni al retrotreno e una gomma esplosa, provocando una nuova caution. Tutto questo mentre Allan McNish è appena rientrato ai box con la propria Audi che porta nuovi segni di contatto e che viene immediatamente portata del paddock per le riparazioni sotto gli occhi vigili del Dr.Ullrich, riuscendone parecchi giri dopo, con il nostro Dindo Capello alla guida, lamentando ancora problemi di frizione, che necessitano un nuovo intervento nel paddock.

Al termine della terza ora quindi, poco dopo il quarto restart, al comando ancora la Peugeot #8 e Stephane Sarrazin che precede di 1 giro Romain Dumas, che ha avuto subito ragione di Marc Gene e della Peugeot Oreca dopo il compattamento effettuato dalla safety car. Quarta e quinta, distanziate di un ulteriore giro, l’Oak Pescarolo di Pierre Ragues e l’AMR di Stefan Mucke.

In LM P2, ritiro per l’HPD capolista iniziale. Via libera quindi alla vettura gemella con Cristophe Bouchut, sesto assoluto, davanti di soli 9” alla Oreca-Nissan Signatech di Lucas Ordonez. Tra le LM PC, Ken Dobson con la entry del PR1 Mathiasen precede di un giro Gunnar Jeannette e Frankie Montecalvo con le due Oreca schierate da CORE Autosport.

Tra le GT, davanti ancora la BMW #55 con Bill Auberlen, che ha sempre comunque il proprio daffare a tenere dietro la muta degli inseguitori, tutti nello stesso giro, condotta dalla Ferrari F458 dell’Extreme Speed con ora alla guida Johannes van Overbeek, Patrick Pilet con la Porsche Flying Lizard e ancora Bob Bell con la seconda Ferrari nero-verde. A seguire l’unica Corvette ancora in gara, la #4 di Oliver Gavin davanti alla seconda BMW e e Stephane Ortelli con la prima delle Ferrari del Luxury Racing. In GTE-AM Pierre Ehret ha preso il comando con la Ferrari F430 del CRS davanti alla Porsche del Proton e all’altra F430 diel Krohn Racing con ora alla guida il nostro Michele Rugolo, tutti nello stesso giro ma con la entry verde acido avvantaggiata nei pit stop, così come la Corvette Larbre, quarta ad un giro.

In GTC infine, riprende la testa Brian Wong con la Porsche Cup dell’Alex Job Racing condotta inizialmente dall’astro nascente Leh Keen, che precede di soli 12” Sebastian Bleekemolen del Black Swan.

Piero Lonardo


Stop&Go Communcation

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