C’è voluta quasi un’ora ai commissari per ripristinare le barriere di sicurezza distrutte dall’incidente di Allan McNish. Nel frattempo tutti allineati dietro la safety car, approfittando della neutralizzazione per effettuare soste anticipate, soprattutto in GTE-Pro, dove le due Corvette ufficiali hanno preso la testa davanti all’inossidabile Porsche 997 del Team Felbermayr-Proton

In LMP2 Johnny Kane porta la HPD ARX01D in testa alla graduatoria di classe approfittando di una doppia sosta che va a cambiare la strategia della Oreca Nissan Matmut con Alexandre Premat. Sempre durante lo stop forzato delle ostilità in pista, Stephane Sarrazin deve perdere un giro ai box per fare sistemare il ripartitore di frenata della Peugeot 908 #8, bloccatosi sul posteriore.

Dopo il restart, i due piloti Audi al comando si scambiano le posizioni fintantochè Timo Bernhard rimane dietro quel tanto che basta per perdere anche la seconda piazza a favore di Alexander Wurz, che col gioco dei pit stop passa in seguito anche al comando.

Allo scadere della terza ora iniziano anche i primi cambi pilota. Il primo della pattuglia di testa è Romain Dumas che prende il posto proprio di Timo Bernhard, che nel frattempo era scivolato in quarta posizione, sull’Audi peggio piazzata. Poi è la volta di Simon Pagenaud che sostituisce Sebastien Bourdais sulla Peugeot #9 e infine Anthony Davidson che si siede al posto di guida della #7. Treluyer, che mantiene il volante dell’Audi #2, al termine di questa girandola di cambi si riappropria della testa della corsa davanti alle due Peugeot e all’altra Audi superstite.

Nel mentre, la Porsche #77 del Team Felbermayr-Proton, che ben si stava comportando dietro le Corvette e le BMW, rimane vittima di una foratura sul rettilineo, questo inconveniente forse segna la fine delle ambizioni del team vincitore della LMS 2010, che puntava tutto sull’affidabilità e sulla regolarità del passo di gara.

Dopo tre ore e mezzo circa di gara termina anche l’interminabile stint di Benoit Treluyer, e Marcel Fassler sale sulla vettura fin qui al comando, che riesce a mantenere comodamente dopo l’analoga sosta delle due Peugeot meglio piazzate. La pattuglia transalpina subisce però anch’essa un primo colpo quando Simon Pagenaud arriva inspiegabilmente lungo ad Arnage. Nulla di grave ma diversi secondi persi a favore dell’Audi di Dumas.

Per ora le vetture di testa procedono di pari passo, con l’Audi al comando che riesce a mantenere un vantaggio di circa 40″ sulla prima delle Peugeot, che d’altro canto consumano leggermente meno, a parità di stint. Le altre vetture dei due main competitors seguono sempre nello stesso giro, separate tra loro da gaps di tutta sicurezza.

Tra le LMP1 benzina emergono le due Lola Rebellion e l’eterna Pescarolo-Judd condotta da Julien Jousse. Terminano invece i sogni della Zytek 09SC del Quifel ASM Team, con il motore che esplode in una nuvola di fumo bianco. Costretta infine lungo tempo ai box l’unica vettura ibrida presente allo start, l’Oreca della Hope Racing, per problemi alla distribuzione e all’acceleratore, così come la Pescarolo-Judd dell’Oak Racing di Guillaume Moreau.

In LMP2 invece la Oreca Nissan ufficiale di punta, dopo il problema accusato alla vettura gemella della Signatech, se la deve vedere di fatto solo con la solita HPD ARX01D dello Strakka Racing, che però non sembra ai livelli 2010, segno che probabilmente l’incidente delle qualifiche non è stato del tutto smaltito dalla vettura.

In GTE-Pro domina la Corvette #74 con Jan Magnussen alla guida. Poco dietro la Ferrari di punta della AF Corse che, con un grande Giancarlo Fisichella, ha ridotto il gap dalla giallo/nera capolista, allungando al tempo stesso sulla BMW di Joey Hand, poi di nuovo davanti dopo il terzo cambio pilota. La vettura gemella dell’asso del turismo Jorg Muller, che nel frattempo aveva sostituito Augusto Farfus, ha sofferto di una foratura alla posteriore destra che lo ha portato ad una sosta imprevista ai box, scivolando ben al di fuori dalla top five di categoria.

Nella GTE-Am infine un grande Marco Cioci ha dovuto cedere la leadership di categoria a causa di una sosta imprevista ai box alla Aston Martin Vantage di Wainwright, che precede la Porsche della Proton con Chrstian Ried e la Corvette della Larbre Competition con Patrick Bornhauser.

Classifica assoluta (Top 10)

01. (LMP1) Fassler/Lotterer/Treluyer – Audi
02. (LMP1) Gene/Wurz/Davidson – Peugeot – 22″333
03. (LMP1) Lamy/Bourdais/Pagenaud – Peugeot – 1’07″495
04. (LMP1) Montagny/Sarrazin/Minassian – Peugeot – 1’17″800
05. (LMP1) Bernhard/Dumas/Rockenfeller – Audi – 1’44″074
06. (LMP1) Lapierre/Duval/Panis – Peugeot – 2’09″202
07. (LMP1) Jani/Prost/Bleekemolen – Lola-Toyota – a 2 giri
08. (LMP1) Collard/Tinseau/Jousse – Pescarolo-Judd – a 2 giri
09. (LMP1) (LMP1) Collard/Tinseau/Jousse – Pescarolo-Judd – a 2 giri
10. (LMP2) Premat/Hallyday/Kraihamer – Oreca-Nissan – a 2 giri

Classifica LMP2

01. Premat/Hallyday/Kraihamer – Oreca-Nissan – a 3 giri
02. Leventis/Watts/Kane – HPD – a 3 giri
03. Ojjeh/Kimber-Smith/Lombard – Zytek-Nissan – a 3 giri

Classifica GTE-Pro

01. Gavin/Magnussen/Westbrook – Corvette – a 5 giri
02. Priaulx/Muller/Hand – BMW – a 5 giri
03. Vilander/Bruni/Fisichella – Ferrari – a 6 giri

Classifica GTE-Am

01. Giroix/Goethe/Wainwright – Aston Martin – a 7 giri
02. Felbermayr/Felbermayr/Ried – Porsche – a 7 giri
03. Bornhauser/Canal/Gardel – Porsche – a 7 giri

Piero Lonardo


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