La Corvette DP del Gainsco/Bob Stallings Racing di Jon Fogarty ed Alex Gurney (in primo piano al via) si aggiudica la seconda prova della Grand-Am in programma sul Circuit of The Americas. Una vittoria fortunosa, propiziata da una serie di contatti e di errori nel finale che hanno tolto di mezzo o rallentato via via i maggiori contendenti.

Lodi di merito comunque ad Antonio Pizzonia con la Riley-BMW del Michael Shank Racing ma soprattutto a Brendon Hartley. La promessa neozelandese, già tester Merecedes F1, si è ritrovato in testa con un buon margine di vantaggio con la seconda entry dello Starworks dopo essere partito dall’ultima fila. Un errore ed un contatto rispettivamente li hanno tolti da un meritatissimo podio, ma avranno sicuramente modo di rifarsi.

I maggiori consumi delle Ferrari hanno penalizzato invece la gara delle coupè di Maranello, che ancora una volta dopo Daytona si erano ritrovate nella condizione di vincere in GT. Un contatto nelle fasi finali ritenuto vizioso dalla direzione gara ha tolto purtroppo dalle posizioni che contano la F458 della Scuderia Corsa Michelotto di Alessandro Balzan ed Alessandro Pier Guidi. Vittoria quindi alla BMW M3 del Turner Motorsports di Bill Auberlen e  Paul Dalla Lana, autori di una corsa regolare dopo un errore del canadese ad inizio gara.

Ma veniamo alla cronaca. Memo Rojas prende subito il comando sulle Corvette DP meglio piazzate in qualifica mentre in GT Max Papis alla lunga riesce ad avere la meglio su Alessandro Balzan  che aveva mantenuto la posizione al via.

Prima yellow dopo mezz’ora di gara per un’uscita di gara di Paul Dalla Lana sulla BMW M3 del Turner Motorsport alla curva 1. Christian Fittipaldi eredita la prima piazza dopo il consueto giro ai pit sulla Corvette dell’Action Express Racing #5. Problemi per Stéphane Sarrazin che è costretto ad uno stop & go di ben 30” per aver colpito un pneumatico durante il pit stop.

Anche Patrick Long sulla Porsche del Park Place ha la meglio su Balzan in corsia box, ma viene fermato dalla direzione gara per 60” per aver causato l’incidente che ha causato la caution, consentendo al pilota veneto di riprendere la testa della gara davanti alla Corvette del Marsh Racing e alla Porsche Brumos di Leh Keen.

Dopo una manciata di giri Rojas è già negli scarichi del brasiliano che resiste fieramente agli attacchi del campione in carica, ma alla lunga deve cedere non solo il comando della gara, ma anche la seconda piazza alla Corvette del Wayne Taylor Racing condotta dal nostro Max Angelelli. Brendon Hartley dal canto suo ha invece completato la rimonta dal fondo dello schieramento e a metà gara transita ora addirittura sesto con la seconda Riley-Ford dello Starworks a poco più di 4” dalla vetta.

Dietro Balzan emergono prepotenti due altre F458, quella di Johannes van Overbeek dell’Extreme Speed e Jeff Segal che nel frattempo ha dato il cambio a Max Papis; entrambe hanno avuto la meglio di Leh Keen, così come Andy Lally con la Porsche del Magnus Racing, mentre da dietro incombe Anthony Lazzaro con la Ferrari FXDD, ben risalita dall’ultima fila di partenza.

Ad un’ora dalla fine colpo di scena on Max Angelelli e Scott Pruett, che hanno sostituito rispettivamente Fittipaldi e Rojas, che si toccano all’uscita dei box. Nel contatto la Riley-BMW del team Ganassi ha la peggio e perde il cofano anteriore che rimane lungo il percorso.

Dietro il nostro portacolori emergono Ryan Dalziel con la prima Riley dello Starworks ed Alex Gurney con la Corvette del GAINSCO/Bob Stallings, mentre il compagno di squadra del vincitore della classe P2 del WEC, Hartley transita addirittura quarto.

Incidente con uscita di strada anche tra la Corvette dello Spirit of Daytona di Richard Westbrook e la Riley-Ford del Michael Shank Racing di Ozzie Negri, con Stop & Go di 60” all’inglese per contatto evitabile.

Anche in GT prosegue il dominio dei nostri piloti, con Balzan che ha ceduto il volante, ed il comando della gara, ad Alessandro Pier Guidi, che a meno di un’ora dalla fine conduce con oltre 19” di vantaggio su Jeff Segal.

La seconda caution viene chiamata a fronte dello scoppio della gomma posteriore sinistra del DP di Negri, che è costretto a rientrare ai box. Angelelli, che è al comando, perde il contatto radio con i box e viene costretto a rientrare tramite bandiera nera, complice l’intervento dei commissari di gara.

A questo punto è insospettabilmente Brendon Hartley al comando davanti ad Alex Gurney e ad Antonio Pizzonia, che ha sostituito Gustavo Yacaman sulla seconda entry del Michael Shank.

Le tre Porsche di Andy Lally, Mike Skeen e Leh Keen hanno approfittato ancora ua volta della sosta per prendere la testa tra le GT, ma Pier Guidi ha presto la meglio delle due GT3 del Brumos e del Park Place e parte alla caccia dello specialista del Magnus Racing. Sparisce invece dalla lotta al vertice Jeff Segal, che deve soffrire un danno fatale alla sospensione anteriore destra.

A 20’ dalla fine “black bullet” vede il traguardo e conduce di poco più di 1” su Alex Gurney e di circa 5” sulla muta di inseguitori guidata da Pizzonia, Pruett, Angelelli, Dalziel e Sarrazin. Nella lotta Pizzonia si gira alla curva 1 a causa di Angelelli, cui viene comminato uno Stop & Go di 60”, e perde terreno. Di questa collisione si avvantaggia Pruett, che si fa largo nel gruppo ed è presto alle spalle di Gurney in P3, ma ancora una volta la fortuna gira a favore del Team Ganassi, perché il battistrada, dopo oltre 150’ di guida si tocca con una GT e deve abbandonare con una sospensione danneggiata, ed il campione in carica può transitare in P2.

Anche Pier Guidi corona la propria rimonta e ritorna al comando della GT, mentre dietro Lally rinviene Bill Auberlen con la M3 del Turner Motorsports.

Il finale è, come a Daytona, da cardiopalma, con Gurney, Pruett e Dalziel in un trenino racchiuso in meno di 1”. Dalziel riesce ad approfittare di una disattenzione di Pruett e conquista la seconda piazza. L’inglese dello Starworks tenta il tutto per tutto contro Gurney, ma il pilota della Corvette DP si attacca ai freni e riesce a resistere, conquistando la prima vittoria stagionale per il team texano. Quarta e quinta dietro la coppia campione 2012 le Corvette dell’8 Star di Stéphane Sarrazin e dell’Action Express di Christian Fittipaldi. Sesta la Lola-Ford del Kroh Racing davanti a Pizzonia.

Purtroppo l’ultimo sorpasso di Pier Guidi viene ritenuto vizioso e la sua F458 viene penalizzata con l’ennesimo Stop & go della giornata, che non viene comunque consumato in corsia box. Auberlen, che nel frattempo ha avuto la meglio sulla Porsche Cup del Magnus Racing, viene quindi classificato primo davanti a Andy Lally e a Leh Keen.

In GX infine, facile vittoria per Jim Norman con la Porsche Cayman del BGB Motorsports.

Prossimo appuntamento al Barber Motorsports di Birmingham, Alabama il 6 aprile.

Piero Lonardo

La classifica finale provvisoria


Stop&Go Communcation

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