L’European Le Mans Series ci ha riservato un’altra gara emozionante a Spa-Francochamps.

Sul circuito delle Ardenne alla fine l’ha spuntata un’Oreca del Graff Racing, ma non la più accreditata alla vigilia #39, bensì quella di Gustavo Yacaman, Richard Bradley e James Allen, vincitrice in volata sull’altra Oreca del G-Drive di Lèo Roussel, Memo Rojas e del rientrante Ryo Hirakawa, a causa di una penalità assegnata all’ultimo momento dalla direzione gara.

Per il sorpasso che regalava a mezz’ora dalla fine la terza piazza all’Oreca #40 sulla Dallara SMP veniva utilizzato qualcosa in più della sede stradale, ed infatti un drive-through assassino veniva confermato dalla crew di Eduardo Freitas allo scadere del penultimo giro. Richard Bradley riusciva però ad uscire dalla pitlane quel tanto che bastava per conquistare la prima vittoria stagionale per il team.

Va detto a onor del vero che poco prima un analogo drive-through era stato assegnato anche alla entry del G-Drive, per non aver rispettato le corrette procedure durante la safety car.

La gara nelle prime fasi ha visto Hugo de Sadeleer prendere il comando sulla Ligier dello United Autosport dopo una partenza non ottimale di Roussel, che andava vistosamente largo, mentre Henrik Hedman, incaricato di gestire la pole position del DragonSpeed, scivolava nel centro gruppo.

Tra le LM P3, era Wayne Boyd a prendere il largo portandosi dietro Sean Bean con la entry del Panis-Barthez e Giorgio Mondini, mentre il poleman Mikkel Jensen, pur’egli largo al via, era costretto ad inseguire dalla quinta piazza. Peggio ancora il capolista Sean Rayhall, intruppato nelle retrovie nonostante partisse dalla terza piazzola in griglia.

Bastavano però poche tornate al danese per scavalcare gli avversari e riappropriarsi della testa della categoria, che la Ligier #9 non mollerà sino al traguardo; tutto ciò avveniva poco prima che una toccata alla Bus-stop tra Mondini e Bean innescasse la prima Full Course Yellow, cui faceva seguito una penalità per l’alfiere dell’Eurointernational #11.

Joel Camathias dal canto suo riusciva a mantenere il comando tra le GTE allo start, per soccombere poi poco dopo alla Ferrari di Aaron Scott. Al restart, lo svizzero innescava uno spettacolare duello con l’Aston Martin di Ross Gunn, cui alla fine doveva cedere la terza piazza.

Grazie alle soste anticipate innescate dalla FCY, ora davanti a tutti de Sadeleer conduce sulla Ligier di Timothy Buret e alle Oreca di Gustavo Yacaman e Lèo Roussel, ma allo scadere della prima ora di gara, la corsa deve essere  nuovamenteneutralizzata per l’uscita di strada di Andrea Roda, fuori a Pouhon con la Ligier dell’Algarve Pro Racing con la macchina ribaltata. Tanta paura ma nessuna conseguenza per il pilota.

Le lunghe operazioni di riparazione delle barriere – oltre mezz’ora – permettono ai concorrenti di provare diverse strategie alle spalle della safety car, e al restart la situazione vedeva la Ligier di Buret al comando su Roussel, Will Owen, che nel frattempo aveva sostituito de Sadeleer, la Dallara di Egor Orudzhev vincitrice al Paul Ricard e l’Oreca di James Allen, subentrato a Yacaman. In GTE, ora è il veterano Darren Turner a condurre sulle Ferrari di Rino Mastronardi e Robert Smith e alla Porsche ora con Christian Ried al volante.

Poco dopo il restart però il tedesco è vittima di un contatto a Fagnes con la Ligier LM P3 del BySpeed Factory ed è costretta ad una lunghissima ritirata verso ai box, da cui uscirà circa 20 giri dopo, mentre la direzione gara decide di riportare di nuovo in pista la vettura di servizio.

Al successivo restart, Owen e Allen si sbarazzano presto del pilota del Panis-Barthez, il quale viene insidiato per la quarta piazza anche dalla Dallara del Cetilar Villorba di Roberto Lacorte, poi rimontato dalla P217 battente bandiera russa, che si installa in terza posizione.

Allo scoccare della metà gara Allen prende il comando su Owen fino alla terza sosta, allorquando Memo Rojas, subentrato a Roussel, sale in cattedra, poco prima della seconda Full Course Yellow per permettere il recupero in sicurezza della Ligier JS P3 #11 ferma a lato del rettilineo dei box.

Nel frattempo in GTE Andrea Bertolini ha preso il volante da Mastronardi per scavare un solco invalicabile sugli inseguitori del Beechdean AMR e del JMW, mentre il campione WEC Nicki Thiim è alle prese con una Aston del TF Sport resa poco guidabile dal contatto sostenuto in partenza da Salih Yoluc e si ferma addirittura per qualche attimo fuori dalla Source.

La terza FCY viene deployata a metà della terza ora per recuperare la Norma LM P3 di Muston, sulle barriere al Raidillon; il relativo restart viene dato proprio quando al G-Drive si sta compiendo il cambio pilota finale con Ryo Hirakawa.

Davanti quindi Allen può ora gestire un discreto vantaggio su Orudzhev, autore di un interminabile stint sulla Dallara SMP, e su Owen, con l’Oreca nera e arancio, ora quarta a quasi un minuto.

Tra le LM P3, piccolo colpo di scena con uno stop & Go per la capolista dell’AT Racing per un’infrazione (motore acceso) al pitstop che però non cambia le posizioni in pista. Alexander Talkanitsa continua a condurre sulla Norma #7 del Duqueine Engineering e sulla Ligier dell’Ultimate.

Purtroppo un’altra penalità di 10” colpiva la Dallara del Villorba Corse per aver attraversato la linea di entrata dei box, e perdeva così contatto con la top five.

Le fasi finali vedevano le due penalità descritte poco sopra che andavano a generare l’ordine di arrivo dei primi due classificati. Il terzo gradino del podio andava ai due russi, con Orudzhev che cedeva finalmente il volante a Matevos Isaakyan per gli ultimi 52’. Solo quarta alla fine la Ligier dello United Autosport, che ora in classifica generale è costretta ad inseguire con 18 punti di svantaggio sulla coppia Roussel-Rojas.

Questi sono gli unici due equipaggi ancora in lizza per il titolo ELMS ad una gara dal termine; James Allen e Richard Bradley emergono quale terza forza a 61 punti davanti ai compagni di squadra Guibbert, Petit e Trouillet, sesti all’arrivo dietro l’Oreca del DragonSpeed e davanti alla Dallara Villorba.

Tra le LM P3, il terzo posto agguantato nel finale da John Falb dietro ai portacolori dell’AT Racing e alla Norma #7 del Duqueine di David Droux, Antonin Borga e Nicolas Schatz, permette allo statunitense e a Sean Rayhall di incrementare il vantaggio in classifica generale a 19 punti sul trio Cougnaud-Jung-Ricci dell’YMR, oggi solamente sesti. Da segnalare la nuova ottima prestazione dell’Inter-Europol, quarti dietro la Ligier #2 dello United Autosport.

In GTE infine, Giorgio Roda Jr portava al traguardo la Ferrari #51 con un giro di vantaggio sulla 488 GTE del JMW Motosport di Jody Fannin, Robert Smith e Will Stevens – ricordiamo qui secondo assoluto nel round 2016 con la Ligier del WRT- e sull’Aston Martin del Beechdean AMR.

Nella classifica di categoria tutto ancora in discussione, con i portacolori del TF Sport – alla fine quinti – con un solo punto di vantaggio su Fannin e Smith e 11 sull’equipaggio della Ferrari coi colori irlandesi di Matt Griffin, Duncan Cameron e Aaron Scott, quest’oggi quarta.

Nella Michelin Le Mans Cup infine, successi del DKR Engineering, che si assicura il titolo, nonché gli inviti in ELMS e a Le Mans, con una gara di anticipo. Tra le GT3, il secondo successo di Lee Mowle mantiene vive le speranze di titolo contro i portacolori dell’Ebimotors, ieri terzi.

Prossimo appuntamento con l’European Le Mans Series, il 21-22 ottobre prossimi per il gran finale di Portimao.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 4 ore di Spa-Francorchamps


Stop&Go Communcation

Successi di AT Racing in LM P3 e Spirit of Race in GTE

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2017/09/Start-01.jpg ELMS – Spa, Gara: Vince il Graff in volata