Il Thiriet by TDS si aggiudica la 4 Ore del Red Bull Ring, terza tappa dell’European Le Mans Series 2016. Sotto un cielo parzialmente coperto, che però non ha mai espresso pioggia, l’Oreca 05-Nissan LM P2 del team francese ha colto ancora una volta una vittoria sapiente, frutto soprattutto di un’ottima organizzazione.

Non sono mancati infatti i problemi per ciascuno dei migliori, ma va rimarcato che in casa TDS si sono affrontate in tranquillità non una bensì due sostituzioni del musetto della LM P2 disegnata da Hughes de Chaunac, sempre a causa del faro sinistro messo a dura prova dai nuovi cordoli “salsiccia” del tracciato austriaco, già resi celebri dal recente GP di Formula 1, mentre i contender più pericolosi si facevano via via da parte, mantenendo sempre un distacco dalla concorrenza alimentato dalle buone prove di tutto il trio di piloti: Pierre Thiriet, Ryo Hirakawa e Mathias Beche.

trio

Per primi i polesitter del Panis-Barthez Competition, partiti al comando, hanno vissuto con Timothy Buret un quarto d’ora da brivido in cui con la migliore delle Ligier hanno centrato la Ferrari del JMW, ricevuto una penalità per partenza non conforme, cui ha fatto un’uscita di strada in autonomia. Ah, e ovviamente in pitlane hanno dovuto sistemare il faro di sinistra. Per loro una settima piazza finale che sa di disfatta, stanti le premesse della vigilia.

Il G-Drive è stato l’ultimo a mollare le armi, e si può vantare di una terza posizione finale che lascia il team anglo-russo in testa alla classifica generale, nonostante una gara tutta in salita. Purtroppo infatti una foratura per Giedo van der Garde, pilota che si sta adattando sempre più alla categoria, ha comportato una sosta anticipata dopo appena 7’, ma da quel momento in poi è stata una continua rimonta fino ad arrivare alle spalle dei battistrada e a conquistare brevemente la leadership, seppure grazie ai pit-stop sfalsati.

A 40’ dalla fine però Harry Tincknell, che aveva rilevato il patron Simon Dolan, non poteva fare nulla contro la Morgan di Remy Striebig, vera chicane mobile, in testacoda di potenza all’uscita della curva 1. La conformazione della carrozzeria della vecchia barchetta Gibson permetteva un pit-stop agile che però lasciava solo la soddisfazione del gradino basso del podio.

Da dimenticare ancora una volta la prova dell’Oreca del DragonSpeed, con un Nicolas Lapierre sempre in forma smagliante ma che non può però supplire alle carenze degli altri due coequipier. Questa volta è stato Ben Hanley a terminare incredibilmente la gara a due terzi di percorrenza contro il muretto all’uscita dei box.

Anche all’SMP Racing infine qualche sportellata di troppo con cedimenti sulla carrozzeria ed inopinati volteggi in pista che valgono comunque il quarto posto finale. Spazio su podio quindi all’Eurasia Motorsport di Tristan Gommedy, Nico Peter De Brujin e Jujin Pu, che vanno meritatamente per la prima volta sul secondo gradino.

Duq19

Gara come sempre combattutissima tra le LM P3. Dopo aver subito avuto la meglio dei polesitter del Panis-Barthez, alla fine si è concretizzata la prima vittoria per il Duqueine Racing e per l’equipaggio formato da Dino Lunardi, David Hallyday e David Droux, che nel finale hanno tenuto dietro il ritorno dei capolista dello United Autosport Alex Brundle, Mike Guasch e Christian Englund, preceduti dopo 240’ di soli 3”.

UPDATE: La direzione gara ha comminato una penalità post-gara di 4″ all’equipaggio della Ligier #19 vincitrice in pista per mancato rispetto del tempo minimo durante i pit-stop. La vittoria va quindi alla vettura dell’United Autosport #2, che pertanto ora conduce a punteggio pieno.

Nella fase centrale era però la Ligier #11 dell’Eurointernational di Giorgio Mondini e Marco Jacoboni a detenere il comando, salvo però terminare anzitempo la gara ai box per un problema alla luce posteriore destra, rovinata da contatti precedenti.

Terza, nona assoluta, vettura degli inglesi del 360 Racing di Ross Kaiser, James Swift e Terrence Woodward, che ha avuto la meglio nel finale sulla migliore delle entry del GRAFF di Eric Trouillet, Paul Petit e James Winslow. Peccato per i nostri portacolori del Villorba Corse, solo 28mi, 12mi di categoria, al traguardo, nelle posizioni di testa nelle fasi iniziali con Giorgio Sernagiotto.

JMW

Grande vittoria infine per il JMW Motosport e per Andrea Bertolini, Rory Butcher e Robert Smith. Dopo una partenza al lampo di Butcher, e dopo il contatto con Buret descritto poco sopra, Smith non era in grado di contenere la Porsche Proton di Marco Seefred, grazie anche ad uno spettacolare lungo in curva 1 dopo circa 90’ di gara.

Toccava quindi al solito Andrea Bertolini recuperare lo svantaggio nello stint centrale, aiutato anche da una strategia sfalsata ai pit innescata durante la prima delle tre sole Full Course Yellow della giornata.

Alla fine Butcher, tornato in sella alla Ferrari 458 giallo-nera per l’ultimo stint, poteva mantenere facilmente il vantaggio sugli inseguitori, con le altre GT del Cavallino che nel finale avevano la meglio sull’Aston Martin di Alex MacDowall, Darren Turner e Andy Howard, unici a terminare sulle tre soste, che terminava al quarto posto dietro le entry #51 di AF Corse di Marco Cioci, Piergiuseppe Perazzini e Rui Aguas, e di AT Racing dei Talkanitsa e Alessandro Pier Guidi, che prendono il comando della classifica generale.

A seguire in classifica le due Porsche 911 RSR del Proton Competition di Gianluca Roda, Christian Ried e del deb Matteo Cairoli e di Wolf Henzler, Mike Hedlund e Marco Seefred.

UPDATE: Penalità di 30″ alla Porsche #88 per infrazione sul tempo minimo di gara di Gianluca Roda. Non varia quindi il quinto posto conquistato tra le GTE.

Prossimo appuntamento con l’European Le Mans Series, il 28 agosto a Le Castellet.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 4 ore del Red Bull Ring


Stop&Go Communcation

Bertolini e il JMW in un podio tutto Ferrari in GTE

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2016/07/Start1.jpg ELMS – Red Bull Ring, Gara: Thiriet by TDS sbaglia meno e vince