Il G-Drive Racing prosegue la striscia positiva iniziata a Spa come wild card nella 6 Ore WEC per aggiudicarsi anche la 4 Ore di Monza, secondo atto dell’European Le Mans Series 2018.

Il team battente bandiera russa, ma gestito da TDS, ha gestito una gara perfetta, senza sbavature, sia nella guida da parte di Roman Rusinov, Paul Petit e Jean-Eric Vergne, che nelle strategie, quest’ultima alquanto difficoltosa dalla frammentarietà nello svolgersi degli eventi in pista.

Al via Rusinov era lesto a porsi dietro Ben Hanley, il quale aveva ereditato la pole position dopo la cancellazione dei tempi della entry del TDS, scavalcando Pierre Ragues che lo affiancava con l’Oreca del Duqueine Engineering.

Nelle LM P3, la Norma dell’Ultimate in pole manteneva agilmente la ledersi di categoria sull’altra M30 dell’YMR di David Droux e sulla Ligier #2 dello United Autosport con Sean Rayhall, mentre tra le GT era subito lotta fra le due Porsche di Ebimotors e Proton Competition, che nei primi giri innescano uno spettacolare duello che termina però con il testacoda di Gianluca Roda, toccato dalla Ligier LM P3 del BHK.

La gara però subiva poco dopo il primo colpo di scena, con il crash dell’Oreca del Graff di Alexandre Cougnaud alla Roggia e la prima safety car. Non si fa praticamente tempo a ripartire che è ancora interruzione, a causa dell’incidente all’altra Oreca del Graff, quella marcata G-Drive, fuori dopo 19 giri alla Ascari con Enzo Guibbert.

Nessuna conseguenza fortunatamente per entrambi i piloti, ma i primi davanti ne approfittano per rifornire, modificando così la strategia. Fra questi anche DragonSpeed, che sostituisce Hanley con Henrik Hedman, perdendo così la leadership provvisoria a favore del Duqueine. In questa fase Giorgio Sernagiotto riesce ad innalzarsi sino alla quarta posizione con la Dallara del Cetilar Villorba.

Ma chi si avvantaggia maggiormente di questa situazione è Duncan Cameron, che in GTE con la Ferrari iscritta da Spirit of Race, riesce a creare un divario di un giro nei confronti degli inseguitori. Cambio della guardia anche in LM P3, con Sean Rayhall che vince temporaneamente il testa a testa con Giorgio Mondini e la #11 dell’Eurointernational.

Diluvia frattanto sui destini del DragonSpeed, con Hedman che deve scontare un drive-through in quanto giudicato colpevole nel contatto con la Ligier LM P3 #18 dell’YMR.

Allo scadere delle due ore altre due safety car per la Norma di Jean Glorieux, fermo tra Lesmo e la varian Ascari e poco dopo per il contatto multiplo che coinvolge sempre la seconda entry dell’YMR e la Ligier dell’AT Racing.

Al restart l’Oreca nera e arancio, con Andrea Pizzitola al volante, stacca l’immediata concorrenza, ora formata dalle due Ligier dello United Autosport, che grazie al gioco dei pitstop si erano trovate in testa dietro la vettura di servizio.

Jean-Eric Vergne poi, incaricato dello stint finale, si occupa di portare al traguardo l’Oreca #26, campione in carica, e terminerà con oltre 29” di vantaggio sulla vettura gemella #33, risalita grazie a Mathieu Vaxivière e Loic Duval fino in zona podio approfittando anche dei necessari splash alle Ligier della squadra angloamericana, e che alla fine termineranno in decima ed undicesima posizione (la #22 sconterà anche un drive-through), dietro la Dallara del Cetilar Villorba.

Completa meritatamente il podio assoluto l’altra Oreca dell’IDEC Sport del poleman del Paul Ricard, Paul-Loup Chatin, Patrice Lafargue e e Memo Rojas. A seguire le altre tre 07 di DragonSpeed, dei vincitori del primo round del Racing Engineering e del Duqueine, a ribadire il successo delle P2 costruite da Hugues de Chaunac.

Uno splash tardivo e le caratteristiche di John Falb, sicuramente inferiore in pista a Kay van Berlo, regalano una meritata vittoria all’Eurointernational, la seconda dopo il season finale 2017, tra le LM P3. Il podio di categoria si completa con il 360 Racing di Terrence Woodward e Ross Kaiser e la entry #3 dello United Autosport di Matt Bell, Garrett Grist ed Anthony Wells, tutti ad un giro di distacco dai leader.

L’equipaggio storico dell’Inter-Europol formato da Jakub Smiechowski e Martin Hippe, sempre fra i primi dopo una robusta rimonta, deve accontentarsi del quarto posto finale, pur’esso penalizzato da un late splash, proprio davanti ai campioni in carica.

Il forcing finale delle due Porsche di Proton Competition ed Ebimotors infine vale il secondo podio al debutto nella serie per il team gestito da Enrico Borghi, con gli esperti Fabio Babini e Raymond Narac e la giovane promessa Riccardo Pera. Davanti invece Matt Griffin deve solo preoccuparsi di portare al traguardo la 488 GTE biancoverde, con oltre un minuto di vantaggio sugli inseguitori più prossimi.

E la tanto temuta pioggia? Alla fine si è presentata, puntuale come negli scorsi due giorni ma inefficace ai fini delle strategie di gara, un’oretta circa dopo il termine delle premiazioni, che hanno visto Cetilar Villorba protagonista come migliori Pro Am.

Ora l’attenzione si sposta sulla 24 ore di Le Mans. La serie europea tornerà con la 4 ore del Red Bull Ring il 22 luglio.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 4 Ore di Monza


Stop&Go Communcation

Primo successo stagionale per Eurointernational e Spirit of Race in LM P3 e GTE

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2018/05/PL56472-1024x682.jpg ELMS – Monza, Gara: G-Drive inarrivabile