Il Thiriet by TDS si conferma padrone del circuito di Imola, aggiudicandosi per il secondo anno di fila – terza volta in quattro anni – la 4 Ore ELMS.

Il package pilota/vettura formato da Pierre Thiriet, Ryo Hirakawa e Mathias Beche e dalla Oreca 05-Nissan si è rivelato il più completo fra quello in campo. Al via era infatti il poleman Nicolas Lapierre si involava tranquillamente con l’altra Oreca del DragonSpeed, prendendo vantaggio proprio su Thiriet.

Il driver di Epinal, non in perfette condizioni fisiche, era presto costretto a cedere la seconda piazza a Paul-Loup Chatin sulla Ligier del Panis-Barthez Competition. Lapierre però non era uno e trino e al primo pit-stop con relativo cambio pilota, Henrik Hedman perdeva il comando della gara a favore proprio dell’ex-campione 2013 della classe LMPC.

Start

Finito il doppio stint di Chatin, toccava a Fabien Barthez rilevare il volante, ma era il sostituto di Thiriet, il giapponese Ryo Hirakawa, a transitare al comando. Il ruolo di primo inseguitore passava quindi alla Gibson del G-Drive vincitrice in scioltezza del primo appuntamento di Silverstone.

Anche il team di Simon Dolan, partito dalla quinta piazzola in griglia, conserva ottimi ricordi del tracciato del Santerno, ed Harry Tincknell, subentrato al team owner, approfittava dell’ennesimo periodo di Full Course Yellow per effettuare il pit ed avvicinarsi a Mathias Beche, designato dal team transalpino a disputare l’ultima ora e mezza di gara.

Dietro, Ben Hanley riguadagnava le posizioni perdute a suon di sorpassi e, nonostante un contatto con la Ferrari di Rui Aguas, riportava l’Oreca con la livrea di Evil Knievel in terza posizione. Allo scadere della terza ora di gara però un violento acquazzone si abbatte sul circuito del Santerno. Inevitabile la Full Course Yellow prima e la safety car poi.

La pioggia, torrenziale in alcuni momenti, al punto di allagare gran parte della Variante Alta e della Tosa, rallenta sino a terminare nell’ultima ora di gara, ma la direzione corsa optava per non fare ripartire la gara, cristallizzando così le posizioni sino alla bandiera a scacchi, con Beche che precede Giedo Van der Garde, deputato all’ultimo stint sulla barchetta nero-arancio, ed Hanley.

Completano la tip five la BR01 di Julian Leal, Andreas Wirth e Stefano Coletti e la terza Oreca 05 dell’Eurasia Motorsport, risalita nella seconda metà di gara grazie ad uno stint consistente di Peter de Brujin. La settima posizione è una magra consolazione per il team di Olivier Panis e Fabien Barthez ma, tenuto conto anche dell’escursione nella sabbia della Rivazza di Timothe Buret alle prime gocce di pioggia, è tutto di guadagnato.

United2Seconda vittoria consecutiva tra le LM P3 per lo United Autosport, ancora una volta prima al traguardo con Alex Brundle, Mike Guasch e Christian England. Alla partenza era la vettura gemella in pole di Matthew Bell a prendere il comando, ma presto, a causa di un contatto con la Ligier del Greaves Motorsport di Memo Rojas e la successiva penalità, cedeva immediatamente terreno alla concorrenza.

Era Roman Rusinov, per l’occasione al debutto tra le LM P3, autore di un doppio stint iniziale, ad ereditare inizialmente la leadership con la Ligier #11 dell’Eurointernational, seguito da presso da Eric Debard con la entry del Panis-Barthez. Gulasch però riusciva a limitare i danni e, grazie anche all’ultima full course yellow, l’equipaggio anglo-statunitense, ora con England al volante, si ritrovava al comando fino allo sventolare della bandiera a scacchi .

Completano il podio proprio i due contender delle fasi centrali di gara, con Mondini/Roda/Jacoboni secondi e Debarsd/Moineault/Gachet terzi.

Porsche77b

Cavalcata memorabile infine per la Porsche del Proton Competition di Wolf Henzler, Robert Renauer e Mike Hedlund in GTE, in testa senza timori di sorta dalla partenza sino al traguardo. L’ex portacolori del Team Falken Tire terminerà al 13mo posto assoluto, davanti al pacchetto delle LM P3.

Per le Ferrari resta la consolazione del resto del podio, con l’equipaggio del JMW Motorsport formato da Andrea Bertolini, Rory Butcher e Robert Smith, ricordiamo privati discutibilmente a tavolino della vittoria di Silverstone, ad un giro di distacco e l’altra F458 dell’AT Racing della famiglia Talkanitsa, per l’occasione coadiuvati nientemeno che dal leader della GTE-Pro WEC Davide Rigon, a due giri, dopo una furiosa battaglia con l’altra Porsche del Proton Competition e l’Aston Martin ufficiale, che termineranno nello stesso giro.

In classifica generale, con il secondo posto di oggi, il G-Drive consolida la propria leadership assoluta, così come l’equipaggio dello United Autosport tra le LM P3. L’Aston Martin #99 con il quinto posto odierno mantiene la vetta delle GTE con 2 punti di vantaggio sull’AT Racing.

L’attenzione dell’endurance mondiale si sposta ora sulla 24 Ore di Le Mans. L’ELMS invece ritorna a metà luglio con la 4 Ore del Red Bull Ring.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo della 4 Ore di Imola


Stop&Go Communcation

Porsche senza rivali in GTE. United Autosport, bis in LM P3

http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2016/05/Beche-1024x682.jpg ELMS – Imola, Gara: Thiriet by TDS re di Imola