Nel weekend dell’endurance dominato dalla 6 Ore di San Paolo, c’era anche un’altra gara, inopportunamente posta in totale concomitanza con la kermesse WEC, la VIR 240 dell’American Le Mans Series. Le 4 ore di gara sono state appassionanti come sempre, riservando colpi di scena fino all’ultimo giro, a riprova della competitività del format gestito dall’organizzazione di Scott Atherton, fresca di accordo con la Grand-Am.

La vittoria assoluta è andata alla HPD ARX 03-a del Muscle Milk Pickett Racing guidata dai “soliti” Klaus Graf e Lucas Luhr, che questa volta non hanno dovuto riscontrare il minimo problema, e che a Road Atlanta potranno vantare l’assistenza di un non meglio specificato aiuto proveniente dalla Francia.

La barchetta Honda ha condotto in totale scioltezza, tenendosi alla larga dai tanti contatti che hanno movimentato la gara, primo fra tutti la pila alla partenza causata da Michael Marsal con la Lola-Dyson #20. Il newyorkese arrivava lungo alla prima curva e si girava. Nella successiva carambola, con macchine che cercano in tutti modi di evitare la grossa P1, tamponata all’anteriore dalla HPD del Level 5 di Ricardo Gonzalez ne hanno fatto le spese soprattutto l’Oreca LM PC dell’RSR di Bruno Junqueira, colpita dalla Corvette #3 di Jan Magnussen, che perderà anch’egli diversi giri ai box per la sostituzione estensiva di tutto l’anteriore della vettura.

Dietro l’equipaggio tedesco, tornato alla vittoria dopo i due passi falsi di Road America e Baltimore, termina la Lola-Dyson #16 di Johnny Mowlem, Guy Smith e Chris Dyson, per la prima volta con un sistema KERS, a 3 giri dai battistrada, dopo una corsa sostanzialmente senza sbavature. L’altra Lola P1 di Marsal, Patterson e dello stesso Dyson ha terminato invece la gara anzitempo, a seguito di un contatto con una Porsche del Flying Lizards. La lotta per il titolo piloti vede ora i due tedeschi al comando per 13 punti su Guy Smith e Chris Dyson, con però ben 26 punti in palio alla Petit Le Mans ed un parco partenti P1 finora limitato a solo 4 vetture, inclusa la Lola-Rebellion.

Gran lotta anche in P2, con l’HPD #055 del Level 5 di Scott Tucker e Cristophe Bouchut davanti di soli 27” alla Morgan-Nissan del Conquest Racing di David Heinemeier-Hansson e Martin Plowman. A prestazioni sostanzialmente simili, la gara è stata decisa da una foratura nelle prime fasi di gara della Morgan e soprattutto dalle penalità comminate ad entrambi gli equipaggi, ultima tra tutte quella, decisiva, di 1’ di Stop & Go per il contatto tra Plowman e la BMW di Dirk Mueller. Terza l’altra HPD Level 5 dello stesso Tucker, Diaz e Gonzalez, quinta assoluta. Anche qui classifica ancora in gioco, con Tucker e Bouchut  davanti di 16 lunghezze su Plowman e Heinemeier Hansson. Alla Petit Le Mans però sono attese diverse vetture P2 provenienti dalla LMES, e quindi un’eventuale rimonta in extremis del Conquest potrebbe risultare non semplice.

Ritorno alla vittoria in GT per la Corvette con Oliver Gavin e Tommy Milner che si aggiudicano il titolo piloti con una gara di anticipo, così come la casa del Kentucky quello costruttori. Dopo una gara tutta d’attacco, hanno avuto la meglio sulla Porsche del Flying Lizards di Jorg Bergmeister e Patrick Long e sulla Ferrari #01 dell’Extreme Speed Motorsport condotta da Johannes van Overbeek e Scott Sharp, a lungo in testa nelle fasi iniziali, rispettivamente per 19” e 22”.

In LM PC, nuova vittoria per Colin Braun e Jon Bennett con la entry #05 del CORE Autosport, davanti a Rudy Junco e Marino Franchitti con la vettura del PR1 Mathiasen Motosport. Il terzo posto raggiunto da Alex Popow, anche quest’oggi in coppia con Tom Kimber-Smith, vale il titolo piloti per il capofila del CORE. Da segnalare il pauroso incidente occorso a Lucas Downs, che è uscito di pista alle esse mentre era in testa alla categoria dopo un’ora di gara, terminando violentemente sulle gomme. Macchina distrutta ma pilota che lamenta solo un lieve trauma.

Infine la GTC, dove Cooper MacNeil, vincendo al penultimo giro la categoria insieme a Leh Keen, si aggiudica il titolo di categoria. Decisivl lo splash con 1’ sul cronometro della Porsche del JDX Racing di Michael Valiante, che aveva da poco sorpassato in pista, classificata al terzo posto. Keen è riuscito a contenenre il forcing finale della vettura dell’ NGT Motorsport di Jeroen Bleekemolen, secondo.

Appuntamento per l’ultima gara della stagione a Road Atlanta, per la Petit Le Mans, il 20 ottobre. Stop & Go sarà presente per la prima volta LIVE sul circuito della Georgia.

Piero Lonardo

La classifica finale


Stop&Go Communcation

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