E’ finita come tutti si attendevano, cioè con la doppietta da parte dell’Audi, che ha onorato così al meglio la sua ultima Sebring in LM P1, alla presenza dei grandi campioni del recente passato quali Pirro, Capello, Biela e Werner, che hanno animato le ultime emozionanti edizioni della 12 Ore più famosa del mondo.

La R18 e-tron quattro #1 di Benoit Treluyer, Marcel Fassler e, per l’occasione, Oliver Jarvis, ha passato il traguardo comminando un distacco “calmierato” in poco meno di 8” alla vettura in configurazione 2013, portata qui al debutto da Allan McNish, Tom Kristensen e Lucas di Grassi.

Sulla corsa delle due ibride c’è poco altro da aggiungere, se non che la #1 ha superato brillantemente un problema di distacco del fondo vettura e che la #2 è riuscita a rimontare facilmente la penalità di 1’ inflitta a McNish per una manovra discutibile nel primo quarto di gara. Più tardi Di Grassi ha rischiato il disastro in un sorpasso che ha visto i due prototipi sfiorarsi e forse da qui la decisione di sedare in qualche modo la gara, lasciando che le due vetture si sorpassassero solo a distanza, ai box.

Sul podio dietro gli imprendibili prototipi tedeschi la Lola-Rebellion #12 di Neel Jani, Nicolas Prost e Nick Heidfeld, a 5 soli giri dalla vetta, i quali hanno beneficiato delle disavventure e della consueta irruenza dell’equipaggio del Muscle Milk, quarti assoluti. Solo quinta la vettura gemella del nostro Andrea Belicchi e dei “deb” Mathias Beche e Congfu Cheng, che completano lo schieramento delle P1 all’arrivo stanti i ritiri già nelle prime fasi di gara della rinnovata DeltaWing e della Lola-Dyson.

In LM P2, successo un po’ più sudato per il Level 5; anche qui una doppietta per le due HPD ARX-03b con la #551 condotta da Marino Franchitti, Ryan Briscoe e Scott Tucker con un giro di vantaggio sulla #552 guidata dallo stesso Tucker, Ryan Hunter-Reay e Simon Pagenaud. Nonostante le disavventure iniziali, sono stati gli altri concorrenti a mancare, via via eliminati da collisioni e guasti tecnici. Terza l’unica vettura di provenienza europea, la Zytek-Nissan del Greaves Motorsport di Eric Lux, Christian Zugel e Tom Kimber-Smith, mentre le altre due HPD, al debutto, hanno sofferto dei pochi km e della poca esperienza accumulata al volante di queste vetture.

Combattuta fino agli ultimi metri la classe GT. La vittoria finale va alla Corvette #4 di Tommy Milner, Oliver Gavin e Richard Westbrook, che nell’ultimo quarto d’ora di gara è riuscita a recuperare lo svantaggio dalla Ferrari del Risi Competizione e a superarla, grazie ad un imprevisto cambio pilota per sostituire Gianmaria Bruni, vittima di crampi e ad un’uscita di strada del debuttante Matteo Malucelli. Un vero peccato ma il potenziale per far bene c’è tutto ed il distacco finale di 2”7 la dice lunga sulle potenzialità della F458.

Sul terzo gradino del podio l’inossidabile Porsche del team Falken Tire di Wolf Henzler, Bryan Sellers e Nick Tandy, che grazie alle disavventure altrui ma anche all’affidabilità, ha portato a casa ancora una volta un risultato di rilievo con una vettura dichiaratamente al capolinea dello sviluppo. Solo quarta la prima delle BMW Z4, la #55 di Martin, Muller ed Auberlen, mentre solo la sfortuna, in forma di problemi elettrici, ha privato la Viper SRT #91 di Dalziel, Goossens e Farnbacher, giunti comunque quinti al traguardo, della vittoria finale. Da dimenticare infine la corsa delle velocissime Aston Martin, con Darren Turner autore della migliore prestazione in gara, attanagliate da svariati problemi tecnici.

Tra le Oreca della classe LM PC, arrivo sul filo di lana, con vittoria finale al PR1 Mathiasen Motorsport di David Ostella, David Cheng e Mike Guasch che nel finale ha la meglio sulla entry del BAR1 Motorsport di Kyle Marcelli, Chris Cumming e Stefan Johansson.

Nella GTC infine, vittoria finale sofferta per Jeroen Bleekemolen, Cooper MacNeil e Dion von Moltke per l’Alex Job Racing sulla prima delle entry del Flying Lizard, condotta da Spencer Pumpelly, Brian Wong e Nelson Canache, sorpassati nel finale a seguito di una furiosa rimonta conseguente ad una foratura subita verso metà gara. Terzo al traguardo l’equipaggio della NGT con Sean Edwards, Enrique Cisneros e Marco Seefeld. Buon debutto per il Dempsey Del Piero Racing con il sesto ed il settimo posto finali, dopo essere stati anche in testa nelle fasi iniziali con Andy Lally.

L’appuntamento con l’ALMS è fissato per il 20 aprile a Long Beach. La settimana prima, come noto, inizierà la stagione del WEC e della LMES in quel di Silverstone.

Piero Lonardo

La classifica finale

 


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2013/03/Audi1Ncopia.jpg ALMS – Sebring, Finale: Doppietta facile per Audi e Level 5. Corvette la spunta in GT