Ieri pomeriggio, dopo mesi di rumors, è stata ufficialmente sancita la fusione per incorporazione dell’American Le Mans Series nella Grand-Am Rolex Sports Car Series di proprietà della famiglia France, vale a dire la NASCAR.

Come preannunciato nei giorni scorsi, nel 2013 entrambi i campionati continueranno ad operare separatamente, per poi confluire in un unico campionato a partire nel 2014, a partire della 52ma Rolex 24 di Daytona. Il direttivo della nuova entità comprende i fondatori della Grand-Am Jim France e della ALMS Don Panoz rispettivamente come presidente e vicepresidente.

Ed Bennett, CEO di Grand-Am, ha affermato: “l’annuncio di oggi trasformerà le gare sport in questo continente, compresi i rapporti con i grandi costruttori di tutto il mondo. Oltre alle organizzazioni coinvolte, si tratta di una vittoria per globale: piloti, teams, costruttori, sponsor, circuiti – e soprattutto per i fans”.

Scott Atherton, CEO dell’ALMS, ha aggiunto, senza mezzi termini: “Questa fusione unirà il meglio di entrambe le organizzazioni in termini di regole tecniche, marketing, comunicazioni, personale, risorse umane, calendario e copertura televisiva. Il risultato sarà una delle piattaforme più competitive e potenti nel mondo del motorsport”.

Unanimi pareri favorevoli alla diffusione della notizia della fusione sono pervenuti da teams, case costruttrici e piloti attualmente impegnati nelle due serie.

Questa fusione coinvolge un totale di ben otto serie sul continente nord-americano: la Rolex Sports Car Series, la Continental Tire Sports Car Challenge e la TOTAL Performance Showcase gestite dalla Grand-Am insieme al Ferrari Challenge con la partecipazione della Ferrari North America; mentre l’IMSA porta in dote la ALMS, l’IMSA GT3 Cup Challenge by Yokohama Series, la Cooper Tires Prototype Lites Powered by Mazda Series e la Porsche GT3 Cup Challenge Canada by Michelin, oltre al circuito di RoadAtlanta, di proprietà dello stesso Panoz.

Si ipotizza un campionato 2014 a 12 corse, con punte di diamante come la 24 Ore di Daytona, 12 Ore di Sebring e Petit le Mans. Per quanto riguarda le categorie accettate, cartellino rosso per le LMP1, al contrario delle LMP2 e delle DP (Daytona Prototypes), che fungeranno da spina dorsale della serie. Tra le GT, si ipotizza invece un mix tra GT e GTC. Da Don Panoz l’assicurazione che anche il progetto DeltaWing verrà accettato nella nuova serie, dopo l’esperienza della recente 24 Ore di Le Mans, anche se non è ancora stato deciso se verrà schierata o meno all’interno della nuova costituenda categoria dedicata alle tecnologie alternative

Proprio la chiusura alle LMP1 (ovviamente in ottica WEC) della nuova organizzazione strizza l’occhio all’Automobile Club de l’Ouest, con cui, per voce dello stesso Scott Atherton, si vuole continuare la collaborazione, indipendentemente dal nuovo assetto. La reazione favorevole di Pierre Fillon, Presidente dell’ACO, non è tardata a mancare: “La fusione di questi due campionati, che è stata operata con il beneplacito dell’ACO (informazione fino a quel momento non nota – ndr), era divenuta necessaria perché l’automobilismo di durata potesse continuare nella propria progressione. A partire del 2014, questa disciplina si appoggerà su di un calendario qualitativamente importante. Dell’unificazione delle serie ne trarranno vantaggio tutti i competitors nordamericani, così come i piloti e gli spettatori.” Prosegue poi con poca modestia Fillon “ Questo accordo dimostra la bontà del punto di vista dell’Automobile Club de l’Ouest quale pilastro dell’Endurance internazionale, il cui zoccolo è costituito dalle tre serie continentali: European Le Mans Series, Asian Le Mans Series e questa fusione nordamericana a a partire dal 2014, zoccolo reso ancora più solido e potente dal World Endurance Championship FIA, alla cui cima rimane la 24 Ore di Le Mans. Mi riprometto di incontrare presto la nuova equipe dirigente di questa serie al fine di iniziare a lavorare concretamente sul suo divenire”.

Questa posizione eliocentrica dell’ACO, per bocca del suo presidente, manca però obiettivamente di riscontri pratici su tutte le serie continentali, in quanto se è vero che la serie americana ha sempre fin qui vantato un plateau di almeno 30 vetture, con gare entusiasmanti soprattutto in GT, ben diverso è stato il destino della ELMS nel 2012. Poco fin qui è trapelato inoltre sulla serie asiatica.

Nella foto, gli artefici dello storico accordo.

Piero Lonardo

Il video della conferenza stampa


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