Klaus Graf e Lucas Luhr si aggiudicano anche il round di Baltimore, settima prova dell’American Le Mans Series, con la HPD ARX-03c del Muscle Milk, e con questa il titolo 2013 dell’American Le Mans Series, con ben tre gare di anticipo.

Si è trattato di una gara frammentata, ridotta a poco meno di un’ora delle due previste a causa di uno spaventoso crash allo start generato da una manovra non coordinata delle due vetture di testa, la vincitrice HPD Muscle Milk e la Lola Dyson, col risultato che la Lola verrà penalizzata per partenza anticipata, mentre nessuna conseguenza veniva imputata alla barchetta giapponese.

La decisione della direzione gara è stata molto contestata da Chris Dyson, che ritiene di aver accelerato correttamente al verde, mentre Klaus Graf dal suo punto di vista, afferma di avere agito comunque al meglio. Fatto sta che il semaforo era verde e il rallentamento della barchetta made in japan ha creato lo scompiglio nelle retrovie, con una pila di macchine, ben cinque, che non hanno potuto riprendere la gara a causa dei danni subiti.

In GT, fuori gioco sin dal via le Porsche, sembrava che le BMW Z4 dovessero avere vita facile grazie alla loro agilità, invece le Corvette hanno approfittato di un paio di ingenuità dei piloti della casa bavarese per mettere in atto una doppietta abbastanza improbabile alla vigilia, e che le trascina sempre più in alto in classifica generale.

La cronaca. La gara, come anticipato poco sopra, inizia con uno spettacolare incidente che coinvolge ben sei vetture. Klaus Graf, in pole position con l’HPD del Muscle Milk, partiva lentissimo e la HPD Level5 #551 condotta da Scott Tucker, che la seguiva in seconda fila, veniva tamponata dalla vettura gemella dell’ESM del deb Anthony Lazzaro e si girava subito dopo la chicane di Pratt Street. Le vetture dietro erano costrette a frenare in piena velocità e la Porsche del CORE Autosport di Tom Kimber-Smith non riusciva ad evitarla, prendendo in pieno il prototipo ed innescando una carambola che falcidiava il plateau delle GT. Ne fanno infatti le spese, oltre alla HPD di Tucker, la Ferrari del Risi Competizione, le tre Porsche del CORE Autosport, del Falken Tire e del Paul Miller Racing e la SRT Viper #93.

Inevitabile una lunghissima sospensione di oltre un’ora per ripulire la pista da macchine e detriti, sosta che permette alla Viper di riprendere la pista in ultima fila dietro la Porsche di Patrick Demspey, che ha cambiato le gomme Yokohama dopo la qualifica, e la BMW Z4 di Joey Hand, seconda in GTE, trovata non conforme alle verifiche tecniche.

Secondo tentativo ancora a vuoto, con restart abortito; questo permette alla Ferrari F458 dell’AJR/West di Bill Sweedler, che aveva problemi a riavviarsi, di accodarsi al gruppo, ancorchè doppiata.

La terza volta per fortuna si riparte veramente. Klaus Graf prende di forza la testa della gara, ma dopo poche curve Ed Brown sulla seconda HPD ESM tocca Chris Cummings sulla Oreca LMPC del BAR1 Motorsports, che si gira alla curva 4 creando una nuova pila di macchine, fortunatamente questa volta senza grosse conseguenze data la bassa velocità. Ne approfitta la BMW di Bill Auberlen che riprende la testa della GT.

La successiva caution permette il cambio pilota obbligatorio. Problemi di surriscaldamento al motore della Porsche leader in campionato in GTC di Pumpelly e Canache.

Con soli 52’ sul cronometro quindi si riparte nuovamente, con le due HPD di Anthony Lazzaro e Guy Cosmo davanti a tutti, grazie al pit-stop della Muscle Milk. Cosmo, che ricordiamo ha appena cambiato casacca, si sbarazza in un giro del suo sostituto al team Extreme Speed. Nel frattempo vengono comminate quattro penalità, drive-through a Chris Dyson per jump start alla prima partenza, Stop & Go + 60” a Anthony Lazzaro e ad Ed Brown per contatto evitabile ed uno Stop & Go alla SRT Viper  #91 per aver colpito una pistola pneumatica al pit stop. In GT Le due BMW ora conducono sulle due Corvette, con Dirk Mueller davanti a Maxime Martin e Tommy Milner su Jan Magnussen, distaccato dopo una piccola disavventura all’entrata box.

Milner ha presto la meglio su Martin e passa in seconda posizione di categoria. Poco dopo anche Magnussen ha la meglio sul belga con il paraurti posteriore penzoloni mentre davanti a tutti Luhr sta riprendendo Cosmo, che deve ancora rifornire.

Il paraurti di Martin, finalmente perso lungo la pista, provoca una nuova full course caution e Cosmo ne approfitta per cedere il volante a Marino Franchitti, operazione che effettua anche Lazzaro che fa accomodare il patron Ed Brown.

Brown, che comandava il nuovo restart, centra però la pila dei pneumatici a difesa della chicane di Pratt Street e viene sfilato da Luhr, che viene anche leggermente tamponato, e dalla BMW di Muller, il quale cede poco dopo ad entrambe le Corvette, con Magnussen che prende addirittura la testa assoluta della gara a causa di un errato cambio di marcia di Luhr. Via libera quindi a Guy Smith con la Lola Dyson, che approfittando della maggior potenza, ha presto la meglio delle due GT e si assesta al comando.

Dopo qualche miglio si riforma la coppia di testa di tante battaglie in ALMS degli ultimi tre anni, con Smith davanti a Luhr il quale, a 12’ dalla fine, riesce finalmente a riprendere la testa della gara. Smith rimane a contatto e a circa 5’ dalla fine ritenta un attacco alla leadership del tedesco, ma grazie anche all’intromissione di una Porsche del Flying Lizard, Luhr riesce a ripristinare un gap di sicurezza che gli permette di raggiungere la sesta vittoria stagionale e la vittoria matematica della serie 2013.

La classifica della LM P2, inficiata dalle tante penalità e contatti, vede Marino Franchitti e Guy Cosmo terzi assoluti con la HPD del Level 5 davanti alla vettura gemella dell’ESM di Scott Sharp ed Anthony Lazzaro. Una nuova lunga sosta comminata dalla direzione gara per Ed Brown per l’ultimo restart lo relega alla terza piazza di categoria.

La GT vede il trionfo delle due Corvette di Magnussen / Garcia e Gavin / Milner davanti alle due BMW Z4 di Muller/ Hand ed Auberlen / Martin. Quinta e sesta piazza finale per la SRT Viper di Goossens / Farnbacher e Bomarito / Wittmer che, nonostante le disavventure e le penalizzazioni, hanno comunque terminato nel giro dei primi.

In LM PC, tutto cambia nel finale, Colin Braun, con la vettura del CORE Autosport, per evitare penalizzazioni per il tempo minimo di guida come già avvenuto a Sebring, deve cedere il volante a John Bennett per gli ultimi giri. Dane Cameron, che poteva ereditare la testa della categoria con la entry del PR1 Mathiasen, si deve purtroppo fermare a tre giri dalla fine con la sospensione posteriore sinistra aperta. Peccato perchè la macchina era stata completamente ricostruita dopo un crash nel warm-up. Vittoria di classe quidi a Tristan Nunez con la vettura del Performance Tech davanti alla entry del CORE. L’Oreca FLM del PR1 Mathiasen viene comunque classificata terza di categoria, grazie anche al ritiro di Bruno Junqueira, alla prima gara con la nuova proprietà Starworks.

Tre la Porsche GTC, vittoria per Dion von Moltke e Seth Neiman con la Flying Lizard #44 davanti a Cooper MacNeil e Jeroen Bleekemolen con la entry dell’Alex Job, che nel finale riesce a contenee il ritorno di Jan Heylen con la Porsche tutta d’oro del JDX che condivide con Mike Hedlund.

Prossima gara fra tre settimane, al Circuiti of The Americas di Austin, Texas,, insieme al mondiale FIA WEC.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo


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