Sorprese a non finire nella seconda edizione del Gp of Baltimore, con un’inconsueta gara ad eliminazione che alla fine premia le due HPD del Level 5, con la #055 di Cristophe Bouchut e Scott Tucker, i quali possono allungare in campionato, davanti all’equipaggio della #95 formato dallo stesso Tucker, Luis Diaz e Ricardo Gonzalez. Terza assoluta termina addirittura l’Oreca CORE Autosport del leader in classifica di categoria Alex Popow e Ryan Dlaziel, con ben 13 equipaggi, GT compresi, nello stesso giro dei vincitori.

Una gara ad eliminazione dicevamo, che ha visto innanzi tutto soccombere per la prima volta quest’anno l’HPD del Muscle Milk di Lucas Luhr e Klaus Graf. Un serio problema all’attuatore del cambio dopo poco meno di un’ora determinava una lunga sosta della barchetta giapponese fino a quel momento comodamente in testa alla gara, e che aveva dominato le prove anche sul cittadino disegnato intorno l’Inner Harbour, e la toglie dalle posizioni di testa, fino a terminare la gara contro i muretti della curva 4, a pochi minuti dalla fine.

I rivali del Team Dyson però non riescono ad approfittarne, con la Lola-Mazda #16 vittima dopo circa 27’ di gara, di un duro contatto con la Morgan-Nissan del Conquest Racing che ne ridurrà fortemente le prestazioni, al punto di dover ricorrere a robuste sezioni di nastro adesivo per tenere insieme la carrozzeria anteriore, già fortemente provata nei giorni scorsi. Terminerà 23ma a 2 giri.

La stessa Morgan è prima costretta a scontare uno stop & go di 1 minuto per il contatto con Chris Dyson e nel finale, dopo essersi nuovamente fatta sotto grazie alle bandiere gialle, dovrà cedere definitivamente per una sospensione rotta.

Nemmeno la seconda Lola-Dyson, affidata ancora una volta a Michael Marsal ed Eric Lux, è in grado  ripetere il successo del 2011 e, dopo aver causato al via un incidente multiplo che provocherà il primo periodo di caution e che coinvolgerà anche l’HPD di Ricardo Gonzalez, deve cedere il passo alle più agili barchette della categoria inferiore, terminando solamente 13mo, anche se primo di categoria P1, a 27” dal vincitore, dietro anche a numerose GT.

Via libera quindi per l’HPD di Gonzalez e Diaz che, per motivi di classifica, cederanno il passo alla vettura gemella, che così allunga il proprio vantaggio sulla Morgan.

In PC, dietro a Popow e Dalziel, terminano Bruno Junqueira e Tomy Drissi sulla entry dell’RSR, decimi assoluti. Ben lontano l’equipaggio del Dempsey Racing con Henri Richard e Duncan Ende, mentre tutte quante le altre vetture hanno sofferto di problemi meccanici o di incidenti.

Battaglia come sempre serrata in GT, con vittoria finale di Wolf Henzler e Bryan Sellers, che tornano alla vittoria sulla Porsche del Falken Tire, bissando il successo del 2011. Le fasi iniziali erano appannaggio della Corvette polesitter #4, ma un’indecisione di Tommy Milner nelle fasi iniziali nel sorpasso della PC di Tomy Drissi ha aperto la strada alla BMW di Jorg Muller e alla Porsche di Henzler.

Poco dopo Muller esagera nel doppiaggio della Porsche del JDX di Chris Cumming e la butta contro l’esterno della chicane posticcia, mandandolo a muro. Il successivo Stop & Go di 1 minuto per la BMW, che nel frattempo porta i segni di altri contatti, manda in testa la Porsche azzurro-verde, che riesce a mantenere la testa anche dopo le soste e a contenere il forcing finale della Corvette di Oliver Gavin, che termina seconda, aumentando il proprio vantaggio in classifica generale.

Gradino più basso del podio per la Ferrari dell’Extreme Speed di Johannes Van Overbeek e Scott Sharp, davanti alla BMW di Dirk Muller e Joey Hand, penalizzati dalla carambola al via e autori di una furiosa rimonta.

Arrivo in volata con sorpresa anche tra le GTC. La spunta la seconda 911 Cup del TRG schierata per Al Carter e Patrick Pilet, alla prima esperienza in ALMS, davanti a Cooper MacNeil e Leh Keen – il quale mantiene così la leadership in campionato con l’entry dell’Alex Job – a Peter LeSaffre e Damien Falkner del Green Hornet e a Bunting/Pumpelly  del TRG.

Prossima gara, penultima della stagione, sul Virginia International Raceway, fra due settimane.

Piero Lonardo

L’ordine di arrivo 


Stop&Go Communcation

Sorprese a non finire nella seconda edizione del Gp of Baltimore, con un’inconsueta gara ad eliminazione che alla fine premia […]

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