Trionfo pronosticato quello del Team Peugeot Total in quel di Sebring, vissuta forse con un po’ di malinconia ripensando ai duelli della 12 Ore dell’anno passato, scomparsi oggi almeno nella classe LMP1. Le Peugeot 908 HDi-FAP hanno corso da sole, contro un avversario fantasma, se non loro stesse. Alla fine ha vinto la #07 di Gene-Wurz-Davidson, che regala allo spagnolo ed all’austriaco un importante successo dopo la 24H Le Mans 2009, ed a Davidson un buon debutto in seno alla compagine francese.  

LMP1: 

Team Peugeot Total – 8: Un voto più alto appare inopportuno, data la poca concorrenza contrastata dalla compagine francese. Tuttavia le 908 si sono rivelate perfette, la squadra ben organizzata come sempre; la #07 di Gene-Wurz-Davidson ha fatto da capifila alla doppietta terminata dalla #08 pilotata da Lamy-Bourdais-Minassian, con solo 13” di svantaggio e condizionata da una foratura. La prestazione di Sebastien Bourdais è stata minata da un testacoda durante lo svolgimento dell’ultima ora, lasciando per strada intorno ai 20 secondi. Un fuoriprogramma ha colto di sorpresa anche Anthony Davidson, il quale ha saggiato l’erba oltre il cordolo di Sebring. La corsa delle 908 s’è rivelata lineare, inizialmente disturbata solo dalla Lola-Judd LMP1 del Drayson Racing, andata poi scemando con lo svolgimento della competizione. Nota di merito: Peugeot ha vinto il Michelin Green X Challenge. “Abbiamo spinto, tutti erano al 100%”, questa frase eloquente di Alexander Wurz descrive sinteticamente il week-end americano per Peugeot.  

“Con Peugeot siamo giunti qui come una squadra, con la voglia di raggiungere un obiettivo e ci siamo riusciti”, ha dichiarato Anthony Davidson. “E’ stata una grande sfida passare attraverso il traffico in modo efficiente. E lì che abbiamo brillato oggi. E’ una grande sfida per le vetture. E’ stato importante vincere la gara, anche al fine di prepararsi per la 24 Ore di Le Mans”.  

Marc Gene: “Questa è la migliore preparazione in vista di Le Mans. Sebring è una pista difficile, ma ideale per i sorpassi; alla curva 17, per esempio, puoi sorpassare all’esterno, ma più di una volta ho raccolto molto sporco fuori traiettoria. Non c’è nessun altro angolo del mondo come Sebring”.  

Aston Martin Racing – 5: Mai in corsa per la vittoria e giunta terza all’arrivo a tre giri di distanza! L’Aston Martin LMP1 di Mucke-Primat-Fernandez s’è rivelata sempre più lenta della concorrenza francese, ed il pilota messicano, durante le prime battute di gara, s’è fatto sopravanzare dalla Lola del Drayson Racing, sulla carta meno competitiva. Dieci per quanto riguarda l’affidabilità della vettura, cinque per lo svolgimento della corsa; dopotutto però, se si osserva l’altra faccia della medaglia, sconfiggere due propulsori diesel ed uno squadrone come Team Peugeot Total, è arduo.   

Adrian Fernandez: “E’ stata una buona corsa per la squadra ed un discreto inizio per me, insieme ad Aston Martin. Il team ed i miei compagni hanno fatto un lavoro eccellente, in quella che s’è rivelata essere una gara molto dura”. 

Stefan Mucke: “Non abbiamo patito alcun problema, anche se la sera s’è scoperta difficile. Abbiamo fatto il meglio che potevamo e la vettura è stata affidabile, come previsto, quindi sono felice”.  Harold Primat: “La gara è stata veramente buona. E’ stata una competizione faticosa, sapevamo della potenza delle vetture diesel sul circuito di Sebring, penso dunque che abbiamo conseguito il miglior risultato possibile. La compagine ha svolto un ottimo lavoro, con una particolare attenzione all’affidabilità della vettura; sono contento della posizione raggiunta”. 

Drayson Racing – 5,5: Se dovessimo dare un voto ad Emanuele Pirro, sarebbe sicuramente dieci, purtroppo c’è anche il resto dell’equipaggio, meno competitivo dell’italiano. Paul Drayson ha rovinato tutto il buon lavoro svolto da Pirro durante la prima ora, facendo precipitare intorno alla sesta posizione la Lola-Judd e girando anche 10” più lento della Peugeot più rapida, quando l’ex pilota Audi riusciva ad eguagliare i tempi delle coupè francesi. Un sei stirato a Jonny Cocker, comportatosi discretamente in gara, senza lode e senza infamia. Durante la prima ora di gara Pirro era riuscito ad impensierire la Peugeot #8, andandola a sopravanzare con un sorpasso di altri tempi. Con i cambi pilota le prestazioni sono calate, inoltre un contatto con una 908, alcune noie all’alternatore ed un problema di surriscaldamento hanno fatto il resto; alla fine la vettura inglese chiuderà quarta di classe e dodicesima assoluta.  

Emanuele Pirro: “Ci sono cose positive ed altre da risolvere. L’unico punto a favore è che l’auto va molto forte. Personalmente, di positivo c’è che sono ancora veloce, dopo due anni. Abbiamo perso tempo per problemi meccanici, inoltre un incidente di gara con una Peugeot ci ha condizionato. Possediamo molti dati per la 24 Ore di Le Mans”.  

Paul Drayson: “Dopo una prima ora all’attacco, abbiamo davvero mostrato il nostro potenziale. La determinazione ci ha portato al traguardo della 12 Ore di Sebring. Ci portiamo a casa punti vitali per il campionato, ed ho imparato molto in vista di Le Mans. E’ un buon inizio per il 2010”.  

LMP2: 

Team Cytosport – 6,5: Una vittoria di classe maturata più per problemi altrui che per la reale amalgamazione dell’equipaggio, nonostante una coppia Sascha Maassen e Klaus Graf sempre reattivi durante i loro stint di gara, meno performante Greg Pickett, lontano dalle prestazioni dei compagni. La Porsche RS Spyder di Pickett-Graf-Maassen s’è rivelata, ancora una volta, affidabilissima, trionfando con un vantaggio di quattro giri sulla HPD. Quest’ultima vettura ha regalato il trionfo al Team Cytosport per un contrattempo, che s’è ritrovato quasi per caso in testa alla corsa della classifica LMP2.  

“Mi piace molto questa magnifica vettura”, ha commentato Greg Pickett. “Quest’anno siamo lieti di aver corso con pneumatici Michelin, grazie alle quali abbiamo svolto due o tre stint di gara. E’ stata una meravigliosa avventura!” “Ammetto di aver provato a vincere qui con la Porsche RS Spyder un paio di volte, finalmente ci sono riuscito”, ha sentenziato Sascha Maassen.

“Abbiamo avuto fortuna, questo è certo. Siamo giunti al successo guidando in modo costante e privo di pericoli, senza provocare danni. Questa è stata la chiave del trionfo”.  

Klaus Graf: “Non posso ringraziare abbastanza Greg per aver istituito questa squadra. Possiede un grande apprezzamento per l’endurance”.  

Highcroft Racing – 5: L’affidabilità è stata il fulcro di tutto: un problema elettrico, durante la nona ora, ha fatto perdere ben undici tornate all’HPD ARX-01c di Brabham-Pagenaud-Franchitti, consegnando su un piatto d’argento il successo al Team Cytosport. Fino ad allora la vettura giapponese s’era comportata egregiamente, esattamente come l’equipaggio, ma in questo caso l’affidabilità, fattore fondamentale nelle corse endurance, è venuta nuovamente a mancare per Highcroft… Solo un secondo posto di classe!  

David Brabham: “La vettura non ha avuto problemi, le soste ai box sono state eccellenti, abbiamo però patito un problema elettrico che ci è costato 24 minuti ai box. Non possiamo permetterci certi errori in questo tipo di gara. Nel complesso, c’è sempre qualcosa di positivo quando si arriva al traguardo, che ci aiuterà per prepararci meglio in vista di Le Mans e delle altre corse endurance”.  

Simon Pagenaud: “Tranne la noia elettrica, l’HPD ha funzionato benissimo. Questo è molto incoraggiante. E’ un buon risultato essere giunti quinti assoluti e secondi di classe, sono inoltre davvero orgoglioso dell’Highcroft Racing. Abbiamo ottenuto molti punti, e non vedo l’ora di proseguire il resto della stagione”. 

Dyson Racing – 4: 12 Ore di Sebring sfortunata per la Lola-Mazda LMP2 del team di Chris Dyson. La vettura ha accusato problemi elettrici durante la prima mezz’ora, relegandosi ai box per molto tempo. Dopo il misfatto, la Lola è tornata in pista dopo svariate tornate, ma per Dyson-Smith-Meyrick ogni sogno di gloria era già deposto da tempo; ventesimo posto assoluto e 50 giri di ritardo dalla RS Spyder per il Dyson Racing.  

Chris Dyson: “Le gomme Dunlop sono state eccezionali, e sono molto contento dei progressi compiuti dal motore Mazda durante l’inverno; purtroppo abbiamo patito un problema all’inizio della corsa”.  

Guy Smith: “Tutto questo sottolinea il duro lavoro di Mazda svolto durante la off-season. Il motore ha funzionato perfettamente con carburante Isobutanol; si sono riscontrate molte cose positive durante la gara, che serviranno per il resto della stagione”. 

LMPC:  

Level 5 Motorsports – 6,5: La #55 ha vinto, la #95 è stata squalificata. La 12 Ore di Sebring delle LMPC sembrava più una corsa ad eliminazione, caratterizzata da molti incidenti e poche emozioni. L’Oreca 09 #55 ha trionfato con l’equipaggio Tucker-Bouchut-Wilkins, che hanno completato 327 giri, giungendo dietro alle migliori GT2, in decima piazza assoluta. La #95 è stata squalificata perché alcuni driver della formazione non hanno coperto il tempo minimo da passare al volante della vettura. Piccola nota a sfavore: Christophe Bouchut ha lasciato per strada due giri ricevendo una sanzione per un errore di un meccanico durante un pit-stop. 

Christophe Bouchut: “L’Oreca 09 è piacevole da guidare, ed il team ha svolto un ottimo lavoro. La vettura ha funzionato davvero bene, nonostante un piccolo problema al motore durante il warm-up”.  

Scott Tucker: “E’ un grande giorno per Level 5 Motorsports. Vincere la gara inaugurale della classe LMPC è una corsa che non dimenticheremo mai. E’ bello essere presenti in questa serie, con una macchina che apprezzo molto”.  

Genoa Racing – 5: Venticinquesima posizione assoluta e seconda piazza di classe per Wallace-Sutherland-Hildebrand, raggiungendo il traguardo senza lode e senza infamia. La corsa è stata parzialmente condizionata da un violento incidente, mentre c’era Hildebrand al volante, che ha danneggiato la parte posteriore della vettura.  

Green Earth Team Gunnar – 4,5: Squalifica per il medesimo motivo della Level 5 Motorsports #95, la corsa di Zugel-Jeannette-Julian si rivela un nulla di fatto. Peccato, poiché il sopraccitato equipaggio era giunto secondo di classe, con questo ‘cartellino rosso’, ha regalato il gradino medio del podio al Genoa Racing.  

Intersport Racing – 4: Cominciato con lo shock del crash di Jon Field con la Lola – AER LMP1, il week-end dell’Intersport Racing non era iniziato nel migliore dei modi, ed è finito pure peggio… L’Oreca 09 della formazione americana è stata sempre più lenta rispetto alla concorrenza, in gara l’incidente con la #11 del Primetime Race Group ha posto fine a qualsiasi velleità di arrivare al traguardo.  

Primetime Race Group – 4: Feiberg-Marcelli-Weickardt hanno posto fine alla loro 12H Sebring al giro numero 234, contro l’esemplare dell’Intersport Racing e le gomme di protezione.  

GT2:  

Risi Competizione – 8,5: Nonostante l’anzianità della vettura, che sarà sostituita dal 2010 dalla 458 Italia, la Ferrari F430 GT2 ha ruggito per l’ennesima volta, insieme al competitivo Risi Competizione, fautore del successo. L’equipaggio Melo-Bruni-Kaffer s’è rivelato, come da pronostico, competitivo, anche se, in realtà, il tedesco ha confermato prestazioni, seppur buone, non al livello di Jaime Melo e Gianmaria Bruni. La classe GT2 s’è rivelata ancora una volta decisamente la più spettacolare, sotto tutti i punti di vista! Quattordicesima assoluta e settima di classe l’esemplare di Krohn-Jonsson-van de Poele, protagonista il primo di un contatto con Gianmaria Bruni, costringendolo ad una escursione fuori pista.  

“La squadra s’è rivelata molto buona”, ha commentato Melo. “Con due compagni molto coerenti come Gianmaria e Pierre si vincono questo tipo di corse. Le gomme Michelin sono state costanti ed hanno lavorato bene. La chiave per questa gara è stata la preparazione della F430”.  

Gianmaria Bruni: “Dopo il secondo posto dello scorso anno,  è fantastico tornare a vincere. Mi sono divertito tantissimo: abbiamo lottato all’inizio, abbiamo sorpassato il leader della gara e ce ne siamo andati. Soltanto due volte non siamo stati in testa ma ci siamo presi il primato con i sorpassi”. 

Pierre Kaffer: Sono contento di aver dato alla squadra il mio contributo per iniziare la stagione nella maniera migliore. Voglio ringraziare in particolare tutti i meccanici, che hanno svolto un ottimo lavoro per porre rimedio al mio incidente all’inizio della settimana. E’ bello guidare una macchina come questa e lo è ancora di più farlo insieme a Jaime e Gianmaria“. 

Giuseppe Risi: Questo è, ancora una volta, un momento molto speciale. Ci sono situazioni simili quando si combatte e si vince, ma farlo su questa pista regala una sensazione speciale, ancora di più se accade per la terza volta in quattro anni con la F430. Spero che questo successo possa far capire ancora di più a tutti i clienti della otto cilindri di Maranello che grande macchina hanno acquistato“.

Rahal Letterman Racing – 7: Tutte e due le BMW M3 E92 all’arrivo, rispettivamente la #92 in seconda posizione e la #90 in terza. La formazione diretta dall’inossidabile Bobby Rahal ha fugato ogni dubbio riguardo la deludente prestazione dell’anno scorso, conseguendo un risultato prestigioso che fa solo onore al Rahal Letterman Racing. Da antologia il sorpasso di Dirk Werner (#92) su Dirk Muller (#90) all’ultima curva, con il secondo che tocca leggermente le gomme di protezione!  

Flying Lizard Motorsports – 6: Tanta malasorte, perché le potenzialità per ottenere un risultato migliore c’erano, eccome! La Porsche 997 #45 è stata colpita accidentalmente, durante l’ottava ora di gara, da uno dei tanti copertoni persi dalla 997 del Team Falken Tire, danneggiando così passaruota e cerchione e passando due giri ai box. La #45 di Bergmeister-Long-Lieb terminerà infine in quarta posizione di classe, davanti alla gemella #44 di Law-Neiman-Lietz, contraddistinta da una condotta di gara molto accorta, forse anche troppo, durante le prime fasi di gara da parte di Seth Neiman, generalmente più lento rispetto ai compagni di equipaggio. 

Extreme Speed Motorsports – 5,5: Se non fosse stato per l’incendio che ha colpito la F430 #01 durante l’undicesima ora, il risultato complessivo del team fondato da Scott Sharp sarebbe stato migliore. La #01 pilotata da Sharp-van Overbeek-Farnbacher s’è fatta notare per la discreta rapidità, finchè problemi ai freni ed alcune preoccupanti vibrazioni, sfociate poi nell’incendio, hanno derubato l’Extreme Speed Motorsports di una convincente quarta posizione. Meno competitiva la #02 di Brown-Cosmo-Barbosa, giunta sesta di classe GT2; tuttavia il computo del debutto per la formazione statunitense chiude in positivo.  

Corvette Racing – 4: Prima il problema al servosterzo per la Corvette #3 di Magnussen-O’Connell-Garcia, poi lo scontro con la #4, pilotata da Emmanuel Collard, in pit-lane. Davanti a tutta l’elite di Corvette, il reparto corse, che dal 2011 sarà interessato da un nuovo progetto, ancora segreto, non ha fatto proprio una bella figura… Ed alcune teste sono già saltate, come l’incaricato alla logistica dei rifornimenti. Da Long Beach ci aspettiamo un immediato volta pagina della compagine americana, pronta a dimenticare questa infausta 12 Ore di Sebring. Le #3 e 4, che comunque avevano mostrato un ottimo ritmo di gara, sicuramente in grado di raggiungere il podio, hanno terminato la corsa rispettivamente ottava e nona del proprio raggruppamento.  

Robertson Racing – 4: Un’anonima decima piazza di classe e ventiduesima assoluta caratterizza la gara della Doran Ford GT di D.Robertson-A.Roberston-Murry. La discreta prestazione, almeno nelle prime ore, dell’anno scorso non è stata assolutamente bissata. 

Team Falken Tire – 5,5: Una ventottesima posizione assoluta che non rispecchia le reali prestazioni della Porsche 997 da loro gestita. Velocissima in qualifica, come nelle prime fasi della corsa, la 997 #17 di Sellers-Henzler-Pilet ha smarrito per tre volte la ruota posteriore destra, creando situazioni di reale pericolo in pista. L’equipaggio era ben amalgamato, le gomme Falken rispondevano bene, ci aspettiamo delle conferme nei prossimi appuntamenti dell’American Le Mans Series…  

Rocketsport Racing – 3: La Jaguar XKR GT2 di Gentilozzi-Goossens-Dalziel ha percorso solo undici giri, dopo i quali è stata colpita da un problema di raffreddamento. Quasi non giudicabile per le poche prestazioni mostrate, alla 24 Ore di Le Mans manca poco, il lavoro da fare è tanto.  

GTC:  

Alex Job Racing – 8: Con le prime tre posizioni conquistate, il team diretto da Alex Job si può ritenere soddisfatto. Le 997 #81, #23, #80, dotate di motore da 3.8cc, sono giunte rispettivamente in prima, seconda e terza posizione. Si sono fatti un po’ vedere Velox Motorsports e GMG Racing, ma non hanno potuto fare nulla. Tuttavia da lodare l’affidabilità delle Porsche 997 GT3 Cup, dotate sia di propulsore da 3.8cc sia da 3.6cc, le quali sono tutte giunte all’arrivo.  

Gabriele Sbrana – Matteo Mozzanica

Nella foto, da sinistra, i vincitori: Anthony Davidson, Marc Gene, Alexander Wurz


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