Safety car in pista quattro volte, Mattias Ekstrom azzecca la scelta delle gomme e si porta in testa. Prima vittoria per Audi, mentre Wittmann e Tomczyk sul podio difendono BMW nella classifica costruttori. Mercedes, aggressiva, ottiene buoni risultati.

Gara decisamente movimentata oggi, al Circuit Park di Zandvoort. La località, ben nota al DTM, è stata scelta per sostituire l’evento in Cina, venuto a mancare poichè il circuito non era ancora pronto.

Il clima era ottimale, con cielo sereno e temperatura di quasi 23 gradi a inizio gara. Eppure gli imprevisti sono stati tanti, difatti la safety car è stata costretta a entrare in pista per ben quattro volte.

Queste condizioni hanno favorito chi ha scelto di partire con gli pneumatici standard, fra cui il vincitore Mattias Ekstrom. Il due volte campione, ottavo sulla griglia per una penalità, era nono dopo il suo pit stop. Con le coperture morbide, è riuscito a risalire fino alla vetta, dove è rimasto stabilmente fino alla fine della gara – dettata dal tempo e non dal numero dei giri, visti i lunghi regimi di SC.

Un combattivo Marco Wittmann trova posto sul gradino intermedio del podio. Il campione 2014 ha superato il poleman Rockenfeller alla partenza, col quale ha instaurato una lunga battaglia. Fermatosi per il pit stop prima del pilota Audi, Wittmann ha sfruttato la safety car per recuperare il distacco. La successiva, e tardiva, sosta di Rockenfeller lo ha relegato nelle retrovie, infatti finirà la gara sedicesimo. Riconquistata la vetta, Wittmann ha dovuto cederla a Ekstrom nel corso del trentaduesimo giro.

Terzo posto per Martin Tomczyk, felice per essere tornato sul podio dopo due anni. Alle sue spalle un incredibile Edoardo Mortara, risalito fino alla quarta posizione. Negli ultimi istanti di gara si è difeso dai ripetuti attacchi di Christian Vietoris e Maxime Martin, altri due che hanno usato le gomme morbide nella seconda metà della gara.

Va sottolineato che l’italiano è partito dalla penultima posizione, aiutato nella sua scalata anche dagli ingressi in pista della safety car. L’ultima piazza della griglia di partenza, invece, è andata a Timo Glock, il quale non è riuscito a prendere il via per il giro di formazione assieme agli altri per problemi alla sua BMW.

Il già citato Vietoris, quinto, rappresenta il miglior piazzamento di Mercedes, davanti a Maxime Martin. Quest’ultimo, assieme a Wittmann, ha consegnato il titolo scuderie a BMW Team RMG, ben 84 punti sopra Audi Sport Team Abt Sportsline.

Altre tre piloti della Stella occupano le posizioni dalla sette alla nove, rispettivamente con Pascal Wehrlein, Daniel Juncadella e Robert Wickens. Dietro Wehrlein c’era, in realtà, Bruno Spengler, tuttavia al campione 2012 è stata inflitta una penalità per un contatto con Jamie Green, che lo ha fatto arretrare fino alla diciassettesima posizione.

Timo Scheider chiude poi la zona punti, mentre degno di nota è il risultato di Vitaly Petrov, dodicesimo. Esito del tutto inaspettato, specie considerando l’andamento del pilota russo e il suo incidente di sabato.

Il contatto fra Spengler e Green, concluso con il testa-coda di quest’ultimo, è stato solo l’ultimo dei tanti incidenti. La safety car è arrivata per la prima volta al quarto giro, quando Adrien Tambay è finito contro le barriere con conseguente ritiro.

Sette tornate dopo, un contatto fra Di Resta e Da Costa manda il primo in testacoda, e poco dopo fuori dalla gara. Non passa molto tempo prima che le bandiere gialle tornino a sventolare: protagonista Augusto Farfus, spinto abbastanza violentemente dalla Mercedes di Daniel Juncadella. Il brasiliano, furioso per l’accaduto, finisce prima nel prato e poi contro il guard rail, fortunatamente senza conseguenze per lui.

Al venticinquesimo giro la situazione si ripete: un’altra Mercedes coinvolta, quella di Gary Paffett, che spinge Nico Muller contro le protezioni. I commissari di gara ritengono che non sia necessario alcun provvedimento, mentre il giovane pilota svizzero e il boss di Audi DTM esprimono tutto il loro disappunto. Lo stesso Paffett, a nove giri dalla fine, va largo e subisce la stessa sorte, richiamando per la quarta e ultima volta la safety car.

Infine, Miguel Molina termina la sua gara un giro prima del dovuto: ha parcheggiato la sua RS5 nella sabbia, dopo uno scontro con Timo Glock.

Zandvoort, gara:
1 Mattias Ekstrom – Audi RS5 DTM – 1h16m35.761s
2 Marco Wittmann – BMW M4 DTM – +7.414s
3 Martin Tomczyk – BMW M4 DTM – +11.144s
4 Edoardo Mortara – Audi RS5 DTM – +12.234s
5 Christian Vietoris – Mercedes AMG C-Coupè DTM – +12.730s
6 Maxime Martin – BMW M4 DTM – +14.260s
7 Pascal Wehrlein – Mercedes AMG C-Coupè DTM – +15.128s
8 Daniel Juncadella – Mercedes AMG C-Coupè DTM – +15.729s
9 Robert Wickens – Mercedes AMG C-Coupè DTM – +16.182s
10 Timo Scheider – Audi RS5 DTM – +16.792s
11 Joey Hand – BMW M4 DTM – +20.736s
12 Vitaly Petrov – Mercedes AMG C-Coupè DTM – +21.518s
13 Timo Glock – BMW M4 DTM – +23.799s
14 Antonio Felix da Costa – BMW M4 DTM – +24.233s
15 Jamie Green – Audi RS5 DTM – +25.008s
16 Mike Rockenfeller – Audi RS5 DTM – +36.746s
17 Bruno Spengler – BMW M4 DTM – +45.591s
18 Miguel Molina – Audi RS5 DTM – +1 giro
19 Gary Paffett – Mercedes AMG C-Coupè DTM – +9 giri

Non classificati:
Nico Muller – Audi RS5 DTM – +18 giri
Augusto Farfus – BMW M4 DTM – +26 giri
Paul Di Resta – Mercedes AMG C-Coupè DTM – +27 giri
Adrien Tambay – Audi RS5 DTM – +39 giri

Giuseppe Poliseno


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