Jamie Green trasforma la pole nella sua prima vittoria di stagione. Gestione superlativa da parte di Audi Sport, che ha tenuto a bada le Mercedes alla carica. Paffett e Mortara sul podio, drammi finali per Robert Wickens e Christian Vietoris.

Le prime battute della gara 2 a Zandvoort sembravano anticipare un altro successo Mercedes: il poleman Jamie Green è riuscito a difendersi da Gary Paffett al via, ma ha dovuto presto fare i conti con un Robert Wickens alla carica. Il canadese ha avuto una partenza eccellente, superando Vietoris e Mortara come se nulla fosse.

Wickens ha poi avuto strada libera da Paffett, portandosi al comando di un minaccioso trio Mercedes negli specchietti retrovisori di Green. Un gruppetto inattaccabile, specie dal punto di vista di Edoardo Mortara che seguiva inerme il quinta posizione. L’offensiva maggiore sulla RS5 dell’inglese è arrivata all’undicesima tornata, quando il vincitore di ieri appariva più veloce e sembrava destinato a prendere il comando.

La strategia Mercedes, tuttavia, inizia a vacillare in occasione del cambio gomme. Al giro successivo, dunque appena all’inizio della finestra di pit stop, il leader della gara decide di anticipare la sosta. Wickens lo segue, i due entrano in pit lane di fatto assieme. Ma i meccanici Audi sono marginalmente più veloci, ed il canadese si trova al rientro in pista con un gap leggermente maggiore. Tale scelta si presta a diverse critiche, infatti il canadese avrebbe potuto rimanere in pista e sfruttare la strada libera per spingere al massimo.

La parte interessante, però, deve ancora arrivare: gli uomini Audi hanno utilizzato un team order del tutto simile a quello della Stella, sfruttando i piloti che non hanno ancora effettuato la sosta per tenere a bada il terzetto Mercedes ed aiutare Green a costruire un buon margine. La strategia funziona, difatti il distacco da Wickens raggiunge presto i tre secondi.

Le sfortune del team di Stoccarda raggiungono l’apice alla trentaquattresima tornata, quando proprio Wickens finisce nella ghiaia per una foratura. Il canadese riesce a tornare in pista, ma è costretto ad una sosta extra per cambiare gli pneumatici e ripulire la presa d’aria ostruita. Una manciata di secondi dopo, Christian Vietoris subisce la stessa sorte, e per lui la gara è terminata.

Rimane solo Gary Paffett dietro Green, ma troppo lontano: il duo arriva alla bandiera a scacchi nello stesso ordine della qualifica, mentre Edoardo Mortara sale sul gradino più basso del podio.

Anche Marco Wittmann è stato aiutato dai ritiri Mercedes, raggiungendo il quarto posto. Il pilota BMW mantiene così la leadership del campionato, a sette punti da Green e diciassette da Mortara.

Nico Müller e Timo Glock concludono senza troppo scalpore in quinta e sesta piazza, davanti a Mattias Ekström. La solita scelta dello svedese, quella di posticipare largamente la sosta obbligatoria, non ha dato i risultati sperati: rientrato nella top ten, ha avuto la meglio su Paul Di Resta e Lucas Auer negli istanti finali.

Dietro le due Mercedes, Tom Blomqvist completa la zona punti per una BMW che mancava un po’ di mordente, nonostante il peso favorevole. Le tre vetture nella top ten, assieme ai successi di Wittmann, sono tuttavia sufficienti a far festeggiare il team di Monaco.

Il primo ritiro della giornata riguarda Timo Scheider, la cui sospensione destra è stata compromessa dall’urto con Augusto Farfus. Ritenuto colpevole per l’accaduto, il brasiliano è stato poi penalizzato con un drive-through. Più avanti nell’evento, Maximilian Götz subisce la stessa sorte di ieri: dritto nella ghiaia dopo un contatto con António Félix Da Costa ed Esteban Ocon.

A undici giri dalla fine terminano la gara anche Maxime Martin e Miguel Molina, quest’ultimo investigato per il suo contatto con da Costa. René Rast, in auto al posto di Tambay, conclude in diciannovesima piazza.

Il DTM prende ora una pausa di circa un mese, per tornare nel weekend 19-21 agosto al Moscow Raceway.

Giuseppe Poliseno

I risultati della Gara 2


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