Grande festa per Wittmann, ieri incoronato campione DTM per la seconda volta. Ma anche tanta insoddifazione per Edoardo Mortara, il quale riflette sull’errore della telemetria a Zandvoort che gli è costato 8 punti in classifica.

La battaglia per il campionato 2016 si è conclusa ieri a favore di Marco Wittmann: con il suo secondo titolo iridato in tre anni, egli è il più giovane due volte campione nella categoria. La vittoria è arrivata solo all’ultima gara, dopo un lungo braccio di ferro col rivale Edaordo Mortara. L’italiano è sul gradino più alto del podio per la quinta volta in questa stagione, ma il quarto posto collezionato da Wittmann è stato sufficiente a garantirli il titolo, con un margine di soli quattro punti.

“Mi sono concentrato sul presevare l’auto ed arrivare alla fine”, ha commentato il ventiseienne bavarese riguardo alla finale ad Hockenheim. “Sapevo di essere in una posizione tale da collezionare abbastanza punti, e ho solamente mirato a portare a casa il risultato.”

“La stagione è stata molto difficile e intensa, Edo ha lottato molto forte per tutto l’anno e ci sono stati molti vincitori differenti. Sono diventato ora il più giovane doppio campione, ed ero anche il più giovane quando ho vinto il mio primo titolo. Essere alla pari di piloti come Mattias Ekström, Timo Scheider o Klaus Ludwig è un grande onore.”

Proprio il conteggio sui punti è al centro della polemica in casa Audi, alla quale comunque sono andati i titoli costruttore e scuderie. Quanto accaduto durante la prima gara a Zandvoort, in particolare, ha infine influenzato l’esito finale dell’intera stagione.

Edoardo Mortara si trovava in sesta piazza, dopo aver percorso quindici tornate sul tracciato olandese. Per un errore di telemetria, è stato registrato un suo eccesso di velocità in regime di slow zone, arrivato cinque giri prima per l’uscita di Augusto Farfus.

La stessa sorte è capitata al collega Nico Müller: il duo Audi è stato così punito con un drive-through, mentre i commissari di gara hanno successivamente ammesso l’errore e disattivato queste infrazioni nell’evento domenicale.

In particolare, l’italiano di Abt è finito ben lontano dalla top ten, perdendo gli otto punti che la sesta piazza gli avrebbe garantito al traguardo. Se consideriamo che Wittmann è campione per quattro lunghezze, la delusione di Mortara è ben comprensibile.

Inoltre, errori come la partenza in gara 2 all’Hungaroring o noie meccaniche in qualifica hanno poi giocato un ruolo importante, premiando la costanza del pilota BMW che è rimasto a secco di punti in sole tre gare.

“Senza dubbio è stata la vittoria più amara che abbia mai avuto”, ha commentato Mortara, che conosceva il rivale già dai tempi della Formula 3. “Mi sono sentito in una giungla, e mi sembrava che alcuni attorno a me volessero semplicemente buttarmi fuori. Ho avuto alcune mosse irregolari dai piloti BMW, ma sono riuscito a superarli.”

“Ho vinto, ma l’auto non era a posto ed aveva una cattiva performance. Sono riuscito a rimanere davanti, ma è stato molto difficile guidare fino alla fine così.”

“Ho perso il titolo per quattro punti. Se guardate cosa è successo a Zandvoort, lì ho perso otto punti che sarebbero stati abbastanza per vincere il campionato. Sì, avrei potuto migliorare alcune gare, ma ho anche per situazioni di cui non avevo colpa.”

Anche il capo della sezione DTM di Audi Sport, Dieter Gass, fa eco al suo pilota: “Edo era il pilota più forte quest’anno, ha avuto cinque vittorie e dovrebbe essere campione. Non si tratta di aver perso il titolo per i se e per i ma, piuttosto per una ragione matematica, poiché avevamo i risultati.”

Giuseppe Poliseno


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