Il boss della squadra DTM di Mercedes non accetta le critiche mosse dai rivali circa il comportamento dei suoi piloti. Il team order sarebbe pratica comune, contrariamente a quanto sostengono Audi e BMW.

Non si arresta la polemica per gli ordini di scuderia messi in atto dal team della Stella, per aiutare il campione Pascal Wehrlein. A parlare per primo è stato Dieter Gass, boss della sezione DTM di Audi Sport, per il quale Mercedes avrebbe rotto il precedente accordo di fair play fra i tre costruttori.

L’episodio più eclatante risale a fine settembre, durante la gara 2 al Nürburgring. In quell’occasione, due piloti Mercedes hanno visibilmente rallentato per permettere il passaggio di Pascal Wehrlein, in rimonta dopo un pit stop particolamente lento. Anche Timo Glock si è espresso in maniera sfavorevole a riguardo: il pilota BMW sostiene che questo comportamento equivale a “imbrogliare gli spettatori sugli spalti”.

Ulrich Fritz ha colto l’occasione dell’evento Mercedes Stars & Cars, a Stoccarda, per difendere ancora una volta sé e la sua squadra dalle pesanti critiche: “Questo non era pianificato a inizio stagione. Penso che tutti abbiano le stesse premesse, tutti erano sullo stesso livello inizialmente – e, sicuramente, dopo alcuni weekend di gara, Pascal è emerso come un contendente al titolo e l’abbiamo supportato con il nostro team.”

“Non penso ci sia niente di strano”, continua Fritz in un’intervista a Motorsport.com. “È quanto anche gli altri costruttori farebbero. Forse la differenza maggiore è che noi non lo nascondiamo, siamo stati abbastanza onesti. In questo senso non mi sembra di mentire ai fans.”

“Penso che lo rifarei l’anno prossimo. Chiaramente, dopo alcune gare vedremo chi ha il potenziale maggiore, le chance migliori, e prenderemo una decisione su questo.”

Giuseppe Poliseno


Stop&Go Communcation

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