La FIA ha ascoltato le richieste: DTM e WTCC faranno parte della Superlicenza F1 a partire dalla prossima stagione. Intanto, a Zanvoort il DTM utilizzerà le slow zones, per la prima volta in gara.

Visti i numerosi appelli, recentemente anche da David Coulthard, FIA ha deciso di introdurre il DTM nella sua rinnovata Superlicenza F1. L’annuncio, in occasione del World Motor Sport Council 2015 tenutosi ieri a Mexico City, fa parte di una revisione generale del sistema a punteggio per entrare nella categoria massima.

Spesso i piloti DTM sono approdati in Formula 1, e viceversa: clamorosi sono gli esempi di Paul Di Resta e del giovane Pascal Wehrlein, attualmente impegnato come tester per le monoposto Mercedes. Timo Glock e David Coulthard hanno scelto la celebre serie turismo dopo un passato in F1, mentre Gary Paffett ha concluso lo scorso anno il suo ruolo di tester per McLaren.

A partire dalla prossima stagione, dunque, il vincitore del campionato DTM otterrà 15 punti della Superlicenza, a fronte dei 40 necessari. Il secondo classificato ne otterrà 12, 10 per il terzo e 7 per il quarto, e così via fino all’ottava piazza che ne guadagna 1. Nella numerazione di FIA entra anche il WTCC, con lo stesso criterio.

Nel frattempo, a partire dagli eventi di Zandvoort, il DTM comincerà ad usare le slow zones, secondo uno schema simile a quelli adottati in F1 e nel WEC. Questa decisione segue un periodo di test pre-stagionale e prove durante i primi tre appuntamenti, dove si sono studiati vari sistemi per ridurre l’impiego della normale safety car.

Il circuito verrà normalmente diviso in cinque parti (fa eccezione la pista olandese dove ne troveremo soltanto quattro), come spiega il direttore di gara Sven Stoppe alla rivista Autosport. All’evenienza, verrà applicato ad un settore il limite di 80km/h.

Le suddivisioni, segnalate da una striscia gialla sul circuito, saranno poste all’uscita di curve lente, così i piloti non dovranno rallentare bruscamente. Ciò per evitare incidenti come quello dell’Audi R18 con Loic Duval durante l’ultima 24 Ore di Le Mans.

Ciascuna slow zone sarà attivata e disattivata quando vi farà ingresso il leader di gara: il principio è cercare di far rallentare ciascuna auto per lo stesso numero di giri. I piloti saranno avvisati da luci gialle e cartelli “SZ” sui lati del tracciato, in più sulla plancia sarà attivato un countdown a intervalli di 400 metri.

Giuseppe Poliseno


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