È subito polemica per la ripartenza in stile NASCAR che il DTM ha applicato per la prima volta ad Hockenheim. Ne è risultata una penalità per il vincitore Jamie Green, che difende le sue azioni.

Annunciata solo a pochi giorni dall’inizio del campionato, è una delle novità più controverse del 2017. Stiamo parlando della ripartenza a doppia fila dopo il regime di safety car, applicata per la prima volta durante la gara domenicale ad Hockenheim.

Il tutto è cominciato con l’incidente fra Robert Wickens, Nico Müller e Loïc Duval, con Mercedes del canadese bloccata nella ghiaia. All’arrivo delle bandiere gialle il poleman Timo Glock comandava ancora la gara, tallonato da Jamie Green.

Alla ripartenza, avvenuta alla quarta tornata, le vetture si sono affiancate seguendo le nuove regole: Glock ha mantenuto la traiettoria interna, mentre il pilota Audi lo affiancava all’esterno. Ricevuto il via libera, però, Green è balzato al comando, mentre Glock ha perso terreno ed è velocemente sparito all’interno del gruppo.

Gli steward hanno punito il britannico con uno stop&go di 5 secondi da scontare al successivo pit stop, considerando la sua accelerata e frenata prima della ripartenza illegale. “Non capisco di cosa stiano parlando”, ha commentato a proposito Green, il quale è riuscito ad assicurarsi la vittoria nonostante la penalità.

“Abbiamo discusso su come dev’essere disposta la prima fila, chi decide il momento della ripartenza e così via. Per quanto ne so, la partenza avviene quando le luci si spengono e il direttore di gara dà il via. Ho reagito a ciò e mi sono trovato avanti a Timo [Glock], così come hanno fatto gli altri poiché Gary [Paffett] lo ha superato prima della curva 1.”

“Non ho capito esattamente la sua reazione, ad essere onesti. Stavo cercando di mantenere la stessa velocità di Timo. Era lui a dover imporre l’andamento del gruppo, dunque io cercavo semplicememente di rimanergli vicino. L’idea è che si formi un gruppo compatto al centro del circuito ed è quanto ho cercato di fare.”

La soluzione della ripartenza a doppia fila è stata utilizzata per qualche tempo da IndyCar, salvo poi essere messa da parte nel 2014. La popolare serie americana usava la doppia fila sui circuiti ovali, ad esclusione di Indianapolis, mentre applicava una più convenzionale singola fila per i più stretti tracciati stradali.

Numerose sono state le polemiche dei fans Indy: se da un lato si rende la gara più interessante, dall’altro si rischia di avere un maggior numero di incidenti e di rendere i vantaggi per gli inseguitori un po’ troppo artificali.

Inoltre, uno dei lati positivi della ripartenza in stile NASCAR è quello di rendere il gruppo più compatto. Con un campo di sole 18 auto come quello del DTM attuale, c’è da chiedersi se sia realmente utile.

L’ultimo interrogativo riguarda i tracciati abituali del DTM: se la ripartenza ad Hockenheim non ha causato incidenti rilevanti (escludendo il contatto fra Maxime Martin e René Rast), cosa succederebbe al Norisring, un circuito particolarmente stretto quasi privo di vie di fuga?

Giuseppe Poliseno


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http://www.stopandgo.tv/wp-content/uploads/2017/05/dtm-10052017.jpg Il DTM e le ripartenze a doppia fila: il caso Green

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