Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, il nuovo boss di ITR lancia l’appello a Marchionne e all’intera dirigenza del Biscione: la Giulia sarebbe l’auto adatta per il confronto con i rivali tedeschi.

La gestione Berger ha già reso noto di non puntare a gare fuori dall’Europa, troppo lontane dai fans del DTM. Come rinnovare l’interesse per la categoria nel Vecchio Continente, dunque?

L’austriaco ex Ferrarista, vero e proprio guru del motorsport che da marzo ha preso le redini del DTM, vedrebbe di buon occhio un ritorno di Alfa Romeo a sfidare la triade di Audi, BMW e Mercedes. I tifosi, italiani e non, ricordano vividamente l’impatto che la 155 V6 TI DTM ebbe nel 1993, anno in cui esordì vincendo il titolo iridato con Nicola Larini. L’avventura del marchio italiano proseguirà fino al 1996, anno in cui il DTM divenne ITC per poi subire una battuta d’arresto.

La 155, spinta da un V6 Busso di circa 420 cavalli con trazione integrale (doveva rispondere al regolamento Classe 1 di FIA per le vetture turismo), detiene ancora oggi il record di vittorie per un singolo modello, pari a 38. Alla rinascita del DTM nel 2000, tuttavia, Alfa Romeo non era più fra i partecipanti.

“Abbiamo 18 gare di cui 8 al di fuori della Germania, ci corrono Audi, BMW e Mercedes”, ha detto Gerhard Berger, intervistato dalla Gazzetta dello Sport. “Manca solo il ritorno dell’Alfa Romeo, che i tifosi chiedono a gran voce.”

“Ora che la Ferrari è di nuovo vincente in F1, sarebbe bello se l’Alfa Romeo affrontasse il DTM con la Giulia, magari l’anno prossimo, perché una berlina prestigiosa di quelle caratteristiche troverebbe il suo vero campo di confronto e di lancio. Fossi Marchionne ci farei un pensierino. Io cominciai a correre con l’Alfasud, e ho l’Alfa nel cuore.”

L’ex pilota e manager austriaco ha lanciato un’altra idea: “Far correre, di tanto in tanto, i piloti di F1 in DTM. Vi immaginate Mercedes con Hamilton e Bottas contro l’Alfa di Vettel e Raikkonen?”

“Sono sicuro che uno come Sebastian si divertirebbe moltissimo”, ha proseguito Berger, il quale ingaggiò Vettel nel 2007, mentre era manager di Toro Rosso. “Dipendesse da loro, i piloti F1 guiderebbero ovunque, come una volta.”

Al momento, nessuna risposta ufficiale è arrivata dai portavoce FIAT o da Marchionne, né ci sono indizi che fanno pensare ad un interessamento del Biscione. Un incentivo maggiore potrebbe essere, forse, l’adozione dei motori 4 cilindri turbo, posticipata al 2019.

Sperare non costa nulla, insomma. D’altronde, nel mercato automobilistico Giulia si pone a diretto contatto con le vetture premium tedesche, dunque perchè non affrontarle anche in pista?

Giuseppe Poliseno


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