L’adattamento alla mescola più morbida appare problematico per BMW e Mercedes. A suo agio è invece Audi, come ha dimostrato in particolar modo al Lausitzring.

Da un lato Audi, dall’altro BMW e Mercedes: la squadra di Ingolstadt è priva di mordente in qualifica, ma nelle lunghe distanze di gara soffrire molto meno l’usura delle gomme. L’opposto vale per i rivali, i quali hanno dimostrato di perdere terreno man mano che gli pneumatici accumulano chilometri, inoltre hanno qualche problema di troppo nel raggiungere la temperatura ottimale.

Tutto ciò è stato ancor più evidente durante l’ultimo round al Lausitzring in cui, come abbiamo già evidenziato, Mike Rockenfeller e Mattias Ekström hanno applicato la tattica estrema del cambio gomme al primo giro.

La scelta è stata azzeccata: se il tedesco ha raggiunto il quinto posto, lo svedese è arrivato alle spalle del vincitore Jamie Green, strappando la piazza d’onore al poleman Robert Wickens. Inoltre, Rockenfeller ha segnato il giro più veloce dell’evento con gomme ormai esauste, alla penultima tornata.

“La nostra auto non è altrettanto docile con gli pneumatici come le Audi, in particolare quella di Mattias”, ha detto il canadese in forze a Mercedes, intervistato dalla rivista Autosport. “Eravamo abbastanza limitati come strategia.”

“Non potevamo fermarci quando volevamo, sapevamo di doverlo fare all’incirca a metà gara. Speriamo di migliorare fino a superarli in ogni area, il prossimo passo è aumentare la durata delle gomme.”

Se Wickens ha comunque concluso la seconda tappa stagionale con due podi, BMW ha arrancato parecchio: il team bavarese non è mai andato d’accordo con l’irregolare asfalto del Lausitzring. “Guardando complessivamente, non sono affatto contento”, ha rivelato Maxime Martin ad Autosport. “Dobbiamo lavorare molto per migliorarci, ci aspettavamo di più sicuramente.”

“Abbiamo particolarmente bisogno di migliorare il passo gara, è quello il nostro deficit maggiore, ed essere più forti nelle prossime gare. Il degrado delle gomme è sicuramente più alto in gara ma dopo il primo giro, i rivali sono semplicemente più veloci. Credo dipenda da come usano gli pneumatici.”

“Di sicuro c’è potenziale nella vettura perchè possiamo fare giri veloci in qualifica, ma abbiamo problemi a conservare le gomme”, ha aggiunto Tom Blomqvist, la cui gara ha preso una brutta piega dopo la penalità per jump start. “Dobbiamo riunirci e cercare di capire come migliorare per le prossime gare, perché al momento non siamo abbastanza competitivi, dunque c’è del lavoro da fare.”

Le scuderie hanno qualche giorno in più per studiare questo aspetto, poiché mancano tre settimane al successivo appuntamento del DTM, fissato per il weekend 16-18 giugno a Budapest.

Giuseppe Poliseno


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